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L'ULTIMO MARXIANO 7 Marzo Mar 2017 0900 07 marzo 2017

Custode della nostra coscienza storica, il Liceo Classico è nemico del mercato

Ciclicamente torna il tema della riforma. Che significherebbe togliere tempo a greco e latino per darlo a materie "più utili". Una tendenza a cui bisogna opporsi.

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Mi ha assai colpito, debbo ammetterlo, leggere bene in vista sulla prima pagina piemontese del quotidiano La Stampa l'annuncio di un particolare convegno a Torino. Tema degno di nota, non v'è dubbio. "Ma il Liceo Classico deve restare com'è o deve essere rivisitato?": questo l'annuncio sul quotidiano sabaudo.

L'OBIETTIVO È LA SUA DISTRUZIONE. Il tema del convegno, quali che siano le conclusioni a cui i relatori addiverranno, è rivelativo di una tendenza obiettiva oggi in atto: la tendenza a voler "rivisitare" e "ammodernare" il Liceo Classico per poterlo, in verità, distruggere e archiviare. Sì, perché le "rivisitazioni" e gli "ammodernamenti" vanno puntualmente nella direzione della riduzione - o, magari, anche dell'eliminazione - delle ore consacrate al greco e al latino, per lasciare spazio, ovviamente, a temi e discipline più utili e meglio spendibili nel mercato del lavoro flessibile e precario (si rammenti la demenziale norma delle tre "i": inglese, impresa, informatica).

NON SI PIEGA ALLA LOGICA DELL'UTILE. È la prova di quanto vado dicendo da tempo (verba ventis, com'è naturale): il fanatismo economico non tollera la sopravvivenza del Liceo Classico come luogo fecondissimo della coscienza storica dell'Occidente e della nostra cultura più alta, aliena al vincolo mortificante del do ut des. Nel mondo del monoteismo del mercato e della mercificazione integrale dell'esistente, tutto deve piegarsi alla logica dell'utile, «il grande idolo del nostro tempo», come lo etichettava Schiller. E tutto ciò che non rientra in questo orizzonte - compreso il Liceo Classico - viene delegittimato come retrogrado, antimoderno, arcaico, nostalgico, inutile, improduttivo.

EROICA RESISTENZA ALLA BARBARIE. Il Liceo Classico è oggi un luogo di eroica resistenza alla barbarie che avanza e che vorrebbe distruggerlo. Ancora, la barbarie dell'aziendalizzazione integrale del mondo della vita vorrebbe ammodernare, cioè annichilire, il Liceo Classico per poter così distruggere la possibilità, per le nuove Erasmus Generations, di formarsi liberamente, di essere consapevoli di sé e della propria storia, della propria provenienza storica e della propria progettualità futura. In una parola, il nichilismo del mercato vuole decapitare le nuove generazioni, affinché in luogo di teste pensanti e consapevoli (e, dunque, eventualmente critiche rispetto al mondo capovolto) prosperino «meri uomini di fatto», come li chiamava Edmund Husserl, puramente operativi, calcolanti e integrati nel sistema irrazionale non più percepito come tale.

UN TEMPIO SACRO DA CUSTODIRE. Ultimo baluardo della coscienza storica occidentale e della cultura in cui è radicata la nostra civiltà, il Liceo Classico resta davvero, oggi, un tempio sacro da custodire e da difendere contro gli attacchi - ed è solo l'inizio - che sta subendo e che sempre più subirà. Ne va della nostra civiltà. Ne va della nostra umanità.

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