Mohamed Hamidi, Fatsah Bouyahmed E Jacqueline Sul Set
26 Marzo Mar 2017 1600 26 marzo 2017

"In Viaggio con Jacqueline", esce il film rivelazione in Francia

Oltre 1 milione di spettatori. Un protagonista semi sconosciuto ma credibile. Umorismo, commozione, islam e accoglienza. Dieci curiosità sulla storia di Fatsah e della sua mucca. Tra Algeria e Parigi.

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Dopo aver conquistato il pubblico francese, grazie a un passaparola che ha portato settimana dopo settimana il film a quota oltre 1 milione di spettatori, arriva anche nei cinema italiani la commedia In Viaggio con Jacqueline.

OSTACOLI E NUOVI AMICI. Il lungometraggio diretto da Mohamed Hamidi è un simpatico road movie che segue il viaggio del contadino algerino Fatah, il cui sogno è partecipare al Salone dell'Agricoltura di Parigi con la sua mucca Jacqueline. Dopo aver rifiutato più volte la sua partecipazione, l'organizzazione dell'evento decide di premiarne la tenacia e invitarlo in Francia. Grazie anche al sostegno del piccolo paese in cui vive, Fatah prende un traghetto per arrivare a Marsiglia e da lì inizia il cammino a piedi che lo porterà fino alla capitale francese, incontrando lungo la strada inaspettati ostacoli e nuovi amici.

STORIA GARBATA E COMICA. In viaggio con Jacqueline è un film che non riserva grandi sorprese, ma regala molti sorrisi, riuscendo a tratti anche a emozionare. Il regista propone infatti un racconto garbato e ricco di umorismo in cui si fondono riferimenti a culture diverse e situazioni sociali a tratti quasi opposte, elementi che danno vita a dei contrasti comici in modo naturale ed efficace.

ATTORE CONVINCENTE. La buona riuscita del progetto è sicuramente legata all'attento lavoro dietro la macchina da presa e nella fase di stesura della sceneggiatura, contraddistinta da una storia scorrevole, e dalle buone interpretazioni del cast. Fatsah Bouyahmed, coinvolto anche come autore, è particolarmente convincente nel ruolo dell'algerino che si ritrova alle prese con una realtà che lo mette più volte in difficoltà, tra incontri "ravvicinati" che insidiano il suo matrimonio e scontri con le forze dell'ordine in cui è coinvolto involontariamente, mentre il suo legame con la mucca è a tratti commovente.

SOCIETÀ QUASI UTOPICA. La presenza di Lambert Wilson e Jamel Debbouze permette poi di arrivare a un epilogo prevedibile ma soddisfacente grazie alle interazioni tra i tre personaggi dal carattere quasi incompatibile e il fascino che subisce Fatah per una realtà nuova e meravigliosa come quella di Parigi, a lungo immaginata nella sua mente. La commedia di Hamidi è uno di quei progetti perfetti per celebrare il desiderio di realizzare i propri sogni e ricordare quali caratteristiche dovrebbe avere un mondo e una società quasi utopici, all'insegna dell'accoglienza e del dialogo tra culture diverse, sottolineando con delicatezza che purtroppo la realtà è fatta invece di problemi economici e incomprensioni. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sul film francese.

Regia: Mohamed Hamidi; genere: commedia (Francia, 2016); attori: Fatsah Bouyahmed, Lambert Wilson, Jamel Debbouze.

1. Attore-mucca, legame affettuoso e credibile: addestramento con due esemplari

Fatsah Bouyahmed ha trascorso molto tempo sul set con la mucca Jacqueline e ha rivelato che da quel momento si è reso conto del motivo per cui le persone parlano quotidianamente con i propri animali domestici quasi come se fossero degli esseri umani. L'attore, per prepararsi alle riprese, ha inoltre preso confidenza con i due esemplari scelti per realizzare le sequenze ambientate in Francia durante il loro addestramento.

2. Progetto difficile da realizzare: protagonista non famoso in Francia

Jamel Debbouze ha svelato che non è stato facile trovare qualcuno disposto a investire economicamente su un progetto che aveva come protagonisti una mucca e un attore poco conosciuto in Francia. Insieme a Hamidi e Bouyahmed è però riuscito a convincere i produttori, essendo inoltre coinvolti tutti e tre in prima persona nelle varie fasi della realizzazione del film.

3. Realtà alla base della storia: lo zio di Fatsah sognava il salone

Il regista desiderava da tempo realizzare un road movie ambientato in Francia perché da quando aveva 17 anni ha viaggiato a lungo in varie regioni della nazione, lavorando come supervisore nei campi estivi. L'idea giusta è arrivata quando Fatsah gli ha parlato di un suo zio che sognava da sempre di partecipare al Salone dell'Agricoltura di Parigi e gli chiedeva continuamente informazioni sull'evento. L'insieme dei racconti dell'amico e della sua esperienza personale ha così delineato la trama del film.

4. Due punti di riferimento su tutti: Lynch e Montesquieu

Tra le fonti di ispirazione per In viaggio con Jacqueline ci sono il film del 1959 La vacca e il prigioniero, diretto da Henri Verneuil e con protagonista Fernandel, che era uno dei titoli più amati dal regista da ragazzo, Little Miss Sunshine e Una Storia vera girato dal regista David Lynch. Tra le opere che hanno influenzato il progetto c'è inoltre Lettere persiane di Montesquieu in cui attraverso lo scambio epistolare tra due persiani si critica e si parla della società e delle istituzioni francesi.

5. Interprete ritenuto perfetto: spontaneo e percepito davvero come uno sconosciuto

Il regista ha pensato fin dall'inizio alla possibilità di affidare il ruolo del protagonista a Fatsah Bouyahmed perché possiede tutte le caratteristiche che riteneva necessarie a interpretare il ruolo del contadino in viaggio: la capacità di divertire, la spontaneità e una certa poesia nel suo modo di essere. L'attore, inoltre, non era molto conosciuto dal pubblico francese, rendendo così più forte la sensazione di ritrovarsi di fronte a qualcuno arrivato realmente da un villaggio con la sua mucca.

6. Lunga ricerca per trovare Jacqueline: ne servivano almeno due identiche

Il casting per trovare l'interprete di Jacqueline è stato particolarmente lungo e complesso perché si dovevano trovare almeno due mucche identiche da utilizzare in Francia e in Africa. L'esemplare doveva essere marrone, in modo da sembrare una mucca algerina, e avere delle dimensioni che, accanto a Fatsah, non la facessero risultare troppo piccola. In Marocco, location scelta per realizzare le sequenze ambientate in Algeria, è stata trovata una potenziale Jacqueline di razza Tarentaise e successivamente, dopo aver visionato oltre 300 mucche in Francia, sono stati individuati gli altri due esemplari perfetti per completare la lavorazione.

7. Tematiche legate alle radici del regista: le periferie e la campagna

Dopo aver offerto un ritratto delle periferie parigine, realtà al centro anche del lavoro come insegnante del filmmaker e del blog multietnico Bondy Blog di cui è stato direttore, Hamidi ha deciso di sviluppare per il suo nuovo film le tematiche legate alle radici della sua famiglia e dei suoi genitori, esplorando così una storia dedicata alla campagna, che hanno vissuto l'impatto di trasferirsi in un'altra nazione e fare i conti con una quotidianità diversa rispetto a quella in cui erano cresciuti.

8. Musulmano eppure incuriosito dalle chiese: l'ispirazione del padre di Hamidi

Alcuni elementi del racconto del viaggio sono ispirati ai ricordi di infanzia del filmmaker come per esempio il momento in cui Fatah, pur essendo musulmano, vede una chiesa ed è felice di poterla visitare. Il padre di Hamidi, quando erano in vacanza, era ugualmente entusiasta di avvicinarsi alle chiese e se vedeva un prete gli poneva moltissime domande per soddisfare le sue curiosità e avvicinarsi a un'altra realtà.

9. Rapporti speciali nel cast: frutto di amicizie decennali

Tra Hamidi e Jamel Debbouze c'è un'amicizia che dura da oltre 10 anni. Nel 2007 il regista ha infatti iniziato a collaborare con lui per dirigere il festival Marrakech du rire, fondato dall'attore che ha poi recitato nel 2013 nell'opera prima di Mohamed, Né quelque part, a cui ha partecipato anche Fatsah Bouyahmed. L'attore algerino è a sua volta grande amico di Jamel: nel 2000 lo ha infatti voluto nello show televisivo Jamel Comedy Club, facendolo conoscere al pubblico televisivo.

10. Boom in Francia: dalle iniziali 231 sale a quota 450

Il viaggio di Jacqueline è stato inizialmente distribuito in 231 sale francesi, un numero inferiore rispetto alle tradizionali 500 dei lungometraggi in uscita. Grazie all'ottima accoglienza ricevuta dal pubblico, alla presenza sui social media e alle recensioni positive, il lungometraggio ha poi potuto espandere la sua presenza nella programmazione in patria, arrivando a quota 450 cinema e registrando una crescita costante negli incassi a distanza di settimane dall'esordio sul grande schermo.

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