Speciale Prova Costume
LA MODA CHE CAMBIA 16 Aprile Apr 2017 0900 16 aprile 2017

Puntuale come la colomba pasquale riecco la prova costume

Da 30 anni leggiamo consigli e rimedi last minute per apparire in forma sulle spiagge. Come se durante l'inverno avessimo vissuto nel corpo di un altro. Eppure questo rito pagano ci fa sentire meno soli. E inadeguati.

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Permettetemi un soffio di leggerezza in questa Pasqua che si è presentata difficile fin dai titoli (ne cito due dalle prime pagine di queste ore: «Superbomba Usa, Kim minaccia la guerra. Pechino in allarme» e «Le Pen contro il Papa: io cattolica, ma sui migranti non si deve intromettere»). Il mondo è una polveriera infilata in un missile, ma nel cosiddetto coté costume, cioè le notizie di "alleggerimento", il tema dominante è un altro: la prova costume.

UN APPUNTAMENTO FISSO. In queste settimane la sentite evocata ovunque, comunque e anche in meta-metafora, cioè in forma retorica subordinata (lo scorso anno, venne evocata la "prova costume" che attendeva Matteo Renzi per significare le probabilità che passasse il referendum costituzionale). Dunque, in attesa che qualche tg ci comunichi quante colombe pasquali hanno consumato gli italiani, quante nella forma classica con la granella di zucchero e quante ricoperte di glassa al cioccolato e/o vaniglia, vorrei soffermarmi sulla «famigerata prova costume», che è la formula classica (cioè paradossale) con cui viene presentata.

PROVA COSTUME: IL TOPOS DI PRIMAVERA. Luogo comune molto praticato soprattutto dai quotidiani, che devono andare a cercare qualunque lettore ovunque si trovi e dunque mescolano le irrisioni blasfeme di Marine Le Pen con i consigli sul bed and breakfast umbro, e dai cosiddetti rotocalchi di fascia B, dove il luogo comune e la frase fatta vengono non solo consigliati agli scriventi, ma addirittura imposti, per non disorientare il lettore con aggettivi virtualmente sconosciuti e dunque generatori di ansia e sentimenti di inadeguatezza (livellate livellate, qualcosa o anzi nulla resterà), la prova costume è un topos, anzi il topos che per eccellenza viene affiancato alla primavera e all'arrivo dei primi caldi.

L'ennesimo articolo sulla prova costume ci conforta, perché il solo fatto che venga ancora scritto significa che migliaia di altre/i vivono lo stesso problema

Avrete presente il titolo perché l'avrete letto almeno mille volte: «Con la primavera arriva la famigerata prova costume». Orbene, con "prova costume" si intende il momento in cui le signore, ma non di rado anche i signori, si piazzano davanti allo specchio, sovente di un camerino, per indossare il costume da bagno che sfoggeranno sei-otto settimane più tardi in spiaggia, di fronte al consesso - che si immagina impietoso - di amici, parenti, fidanzati attuali o ipotetici. Resta inteso che, «se si è fatta attività fisica durante l'inverno, la prova costume sarà almeno mediamente soddisfacente». Se non si è fatto un tubo, bisognerà «correre ai ripari» (non sto citando un pezzo specifico. Sto solo riproducendo a memoria uno qualunque di questi articoli).

INGRASSATI A NOSTRA INSAPUTA? La prova costume, in teoria, si ripeterebbe tutti gli anni, dunque dovremmo sapere come funziona, a quali rischi ci esponiamo nel compierla senza adeguata preparazione/conforto/supporto di madre, sorelle, amiche sincere. Quello che proprio non capisco, e lo dico davvero, è come si riesca a lasciar trascorrere tutto l'inverno senza sapere che cosa stia succedendo sotto i vestiti che indossiamo, ed eventualmente perché non riusciamo più a indossarli. Essendo «famigerata» la prova costume dovrebbe infatti coglierci di sorpresa, un po' come una cartella di Equitalia per una tassa che credevamo di aver già pagato e «accidenti dove ho messo la ricevuta». Mi spiegate come si riesce ad avere così poca confidenza con il proprio corpo da non esserci mai resi conto di aver accumulato tre, cinque, otto chili in sei mesi? Di aver perso tonicità in ogni dove? Dove abbiamo vissuto nei mesi invernali, per farci prendere dallo sconforto alla vista di noi stessi ad aprile? Nel corpo di un altro? Ci siamo nascosti sotto un tendone in attesa che passasse la bufera? Naturalmente sappiamo benissimo che cosa è successo sotto il tendone, ma abbiamo sperato che, miracolosamente, il problema si risolvesse e si liquefacesse da solo, come la famosa cartella di Equitalia.

UN LUSSO PER SORPRENDERCI. La prova costume è il piccolo lusso che ci concediamo per sorprenderci, anche a costo di passare un po' per cretine/i, e l'ennesimo articolo sul tema ci conforta, perché il solo fatto che venga scritto ancora una o dieci volte dopo 30 anni significa che migliaia di altre/i stanno vivendo lo stesso problema. Insomma, Buona Pasqua, occhio alla colomba glassata (no, il burkini non risolve il problema, perché esalta le forme. Alla faccia dell'islam repressivo).

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