Teatro Argentina
ANALISI
4 Maggio Mag 2017 1607 04 maggio 2017

Precari e mal pagati, la dura vita dei lavoratori dello spettacolo

Retribuzione media di 5 mila euro l'anno. Solo il 4% con un contratto a tempo indeterminato nel 2015. E le donne guadagnano meno degli uomini. Il rapporto.

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I lavoratori nello spettacolo dal vivo in Italia sono giovani (il 71% ha meno di 45 anni), poco pagati (la media di retribuzione annuale è di poco più di 5 mila euro), precari (l'80% ha contratti temporanei) e poco tutelati: solo il 17% è iscritto ad associazioni sindacali. È il quadro preoccupante che emerge da 'Vita da artisti', la ricerca sui lavoratori dello spettacolo dal vivo realizzata da Fondazione Di Vittorio con il contributo e supporto di Cgil-Slc, presentata a Roma. «Manca la percezione che il lavoro culturale sia lavoro a tutti gli effetti», commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. «Se nei vari territori le grandi risorse che sono state dedicate ai centri commerciali, fossero state impiegate per i circuiti culturali, oggi avremmo un clima differente».

OLTRE 130 MILA IMPIEGATI NEL SETTORE. Stando ai dati Inps del 2015 sono circa 137 mila le persone che lavorano nel settore, di cui oltre il 54,2% attori; seguono concertisti e orchestrali (18.9%), lavoratori nel ballo, figurazione e moda (11,8%), cantanti (5.8%). Le altre categorie non arrivano al 5%. Per il 55% sono uomini e per il 45% donne, che vengono retribuite meno in ogni settore. L'attività è svolta soprattutto nel Centro (51.3%) e nel Nord-ovest (22.9%) e si concentra in brevi periodi: il numero medio annuo di giornate retribuite e di 34 (anche perché generalmente il periodo di prove non viene pagato), più alto per registi e sceneggiatori (135 giornate), più basso per gli attori (34).

RETRIBUZIONE MEDIA DI 5.430 EURO L'ANNO. La retribuzione media è di 5.430 euro all'anno. La ricerca ha raccolto molti altri dati, attraverso questionari anonimi inviati da novembre a marzo ai lavoratori dello spettacolo dal vivo: su 3.856 risposte, ne sono state utilizzate 2.090 per un campione solido e rappresentativo. Stando ai numeri, in media questi lavoratori hanno avuto in media cinque contratti nel 2014 e cinque e mezzo nel 2015. Solo il 4% (in gran parte si tratta di persone over 50%), ha avuto nel 2015 un contratto a tempo indeterminato, mentre il 63% ha lavorato con contratti a tempo determinato; uno su cinque con partita iva e il 9.2% sono stati pagati con i voucher.

I BALLERINI IN FONDO ALLA CLASSIFICA. Tra le professioni, quelli che guadagnano meno sono i ballerini (il 90.5% meno di 10 mila euro all'anno), seguiti da musicisti e attori. Le paghe minori vanno ai giovani e i redditi minori sono al Sud. La maggioranza del campione durante l'anno è rimasto senza lavoro da quattro mesi in su. Il 72.3% ha un titolo specifico di formazione nell'ambito dello spettacolo, ma per trovare lavoro contano più la rete di contatti (96.9%) e la disponibilità ad accettare le condizioni proposte (95.1%). Il 57% lavora spesso o sempre in trasferta e il 25% dichiara di non avere avuto rimborsi sufficienti. Il 61% si vede come lavoratore autonomo con scarsi diritti e tutele. Per uno su quattro non è mai possibile avere possibilità di contrattazione. Solo il 17% è iscritto ad associazioni sindacali, alle quali indicano, come principali necessità del settore, l'equo compenso, l'indennità di disoccupazione e le tutele sociali.

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