Dai che è verde

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8 Maggio Mag 2017 0935 08 maggio 2017

Quella generazione di rancorosi che insulta Fazio perché è ricco

Attaccato davanti ai suoi figli. L'unica sua colpa è di aver fatto carriera dopo che la cultura di massa ha illuso i 40-50enni di essere tutti uguali.

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Essendo quasi coetanea di Fabio Fazio, la mia carriera di telespettatrice è lunga quanto la sua di showman. Siamo cresciuti insieme, si può dire, sui due lati dello schermo. C’è stato un momento, all’inizio degli Anni 80, in cui avevamo non solo la stessa età, ma anche la stessa pettinatura a scodella di ricciolazzi. In 34 anni di carriera Fazio è stato un bravo imitatore, un ottimo intrattenitore, uno scaltro autore e conduttore di programmi di successo e, infine, una specie di ministro-ombra della cultura e dello spettacolo (potrebbe essere anche il contrario: il ministro vero è Fazio e quello ombra Franceschini); è anche diventato, grazie al suo lavoro, un uomo ricco.

Se non siamo diventati ricchi sospettiamo che la colpa sia anche un po’ sua

Nello stesso arco di tempo siamo cambiati anche noi, il suo pubblico. Abbiamo riso con il giovane imitatore riccioluto, ci siamo crogiolati nella nostalgia con il conduttore di Anima mia e Quelli che il calcio, ci siamo sentiti società civile con Che tempo che fa; ma non siamo diventati ricchi, e sospettiamo che la colpa sia anche un po’ sua. Tanto che qualcuno di noi, come ha raccontato lo stesso Fazio in un’intervista a Repubblica, arriva a insultarlo se lo incontra mentre porta i figli a scuola.

IL VIZIO ITALIANO DI ATTACCARE CHI GUADAGNA. In Italia, dove si coprono d’oro politici assenteisti e manager arraffoni, non si riesce ad accettare che vengano pagati molto, anche moltissimo, quelli che qualcosa lo sanno fare, bene e da molto tempo. Specie nel mondo dello spettacolo, anzi, già ci stupisce che qualcuno venga pagato per fare cose così inutili. Uno della nostra età, poi, con una faccia da buono, cresciuto con Orietta Berti, Pippi Calzelunghe e Gianni Rivera, la cultura di massa che ha illuso noi 40-50enni di essere tutti uguali, amichetti seduti vicini davanti alla tivù dei ragazzi, per sempre. Una promessa mancata, perché oggi lui è Fazio e noi fatichiamo a pagare il mutuo. E allora dài, insultiamolo davanti ai suoi figli mentre li accompagna a scuola. Che sappiano da che cosa si sono salvati: dall’avere genitori rancorosi e incattiviti come noi.

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