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29 Maggio Mag 2017 1830 29 maggio 2017

Fiction, torna Gomorra 3 puntando al cuore della città

Presentata la nuova stagione della serie ispirata al lavoro di Roberto Saviano. Riprese in Bulgaria e Napoli. Al centro sempre la città di Napoli, questa volta anche nei quartieri bene della città.

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Si scende veloci su Vico dei panettieri a Forcella, tra panni stesi e botteghe artigiane, per entrare dentro un insospettabile garage dove tra vecchie moto e improbabili videogames Ciro e i suoi nuovi alleati, curvi su un tavolo da biliardo, stanno pianificando una spedizione punitiva. È il set di Gomorra-La serie dove si gira una delle ultime scene della quinta puntata, 12 in tutto gli episodi, della terza stagione che andrà in onda su Sky Atlantic in autunno.

Dietro la macchina da presa Francesca Comencini - ne dirige sei, le altre sei sono affidate a Claudio Cupellini, che fa ripetere più volte a Marco D'Amore la scena, per coglierla dai vari punti di vista. Ciro dispiega una cartina di Napoli sul tavolo da biliardo (e qualcuno fa una battuta 'ma che è Notre Dame?') e traccia un cerchio rosso: da lì partirà l'offensiva. Ma è un luogo pericolante... gli fanno notare i tre nerovestiti e barbuti a cui parla, che sul set chiamano 'i talebani' ma non si chiameranno così. Ciro, nella saggezza conquistata, dopo orrori e sconfitte e vittorie come la morte di Pietro Savastano, sentenzia con lo sguardo sempre straordinariamente intenso: «Per vivere in mezzo alla strada devi stare sempre un passo avanti a chi ti sta addosso».

Gli chiede la new entry Enzo (Arturo Muselli), «ma noi non vogliamo solo sopravvivere»... e lui risponde «questo poi lo vediamo». Ovviamente tradotto dal napoletano stretto che rimane un tratto distintivo della serie. Dove ritroveremo anche Genny (Salvatore Esposito), Scianel (Cristina Donadio), Patrizia (Cristiana Dell'Anna) e molti altri amatissimi personaggi. Si gira nei colori acidi virati al verde di sempre, ma la geografia è nuova.

Quella cartina in mano a Ciro rappresenta il nuovo territorio di conquista: il centro della città. Lì vive anche l'altra new entry, Valerio (Loris De Luna), un ragazzo della Napoli bene attratto dalla malavita. «Il nuovo personaggio è la città», sintetizza Marco D'Amore nella conferenza stampa che segue la visita sul set, ambientata negli spazi meravigliosi di San Lorenzo Maggiore. «La rinascita di questa città o parte dal centro o non ci sarà» aggiunge, spiegando poi che «Forcella è la Y greca che mette insieme adolescenza e maturità».

Maturità che secondo Nils Hartmann (tra produttori esecutivi Sky) ha posto le basi solide di una nuova serialità italiana «ed i numeri parlano chiaro: è stata venduta in 160 paesi e si sta lavorando a scrivere la quarta. Ma non ci sarà per forza un seguito, ci sarà solo se la storia regge e va avanti».«Non vi è meeting internazionale dove non ci venga chiesto a che punto siamo con la nuova stagione di Gomorra...» fa sapere Andrea Scrosati, Executive Vice President Programming di Sky Italia, «agli screening di Los Angeles la settimana scorsa una nuova serie crime prodotta da uno dei major studios americani ci è stata presentata dicendo «è uno show nella linea di Gomorra».

«Credo che questo sia l'esempio migliore di quello che questa serie Sky ha significato e continua a significare per la crescita e lo sviluppo delle produzioni italiane all'estero». Successo che a tutti basta per spegnere le polemiche, che ne hanno nel tempo accompagnato la realizzazione. Questa volta il primo ciak è stato in Bulgaria, ed ora siamo agli ultimi giorni di riprese a Napoli: «Il territorio è la sostanza di cui è fatta Gomorra ed è il nodo della riuscita. Gomorra è stata uno choc per la fiction come lo fu Roma Città aperta per il cinema», chiosa Riccardo Tozzi presidente della Cattleya.

Così reale che intorno si continua a sparare: e la fiction si modifica continuamente ma senza problemi con la città, dicono. «Sono comunque anni che giriamo a Scampia, ci porto anche i miei nipoti a passeggiare», spiega D'Amore mentre sul tema della scarsa presenza femminile è la Comencini a dire che "una quota 'rosa' di regia al 50% non è pari a nessuno.

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