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30 Maggio Mag 2017 2028 30 maggio 2017

Al Festival MiTo va in scena "Il canto della Fabbrica"

In due concerti, uno a Milano e uno a Settimo Torinese, andranno in scena le melodie commissionate dalla fondazione Pirelli che ridanno vita alle voci della fabbrica.

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Dai suoni della fabbrica, quelli del Polo industriale Pirelli di Settimo Torinese, è nato 'Il canto della Fabbrica', composizione commissionata dalla Fondazione Pirelli al compositore e violista Francesco Fiore e appositamente pensata per il violino del maestro Salvatore Accardo. Sarà proprio l'Orchestra da Camera Italiana del maestro Accardo, con l'accompagnamento del violino di Laura Gorna, a eseguirne le prime assolute nell'ambito del Festival MiTo, con i due concerti dal titolo 'La Fabbrica tra i Ciliegi' proprio per richiamare quei ciliegi che fiancheggiano lo stabilimento Pirelli di Settimo che ha ispirato il compositore e che ospiterà uno dei due appuntamenti in programma previsti nella programmazione del Festival, quest'anno dedicato al tema della natura.

Il primo, a Milano, si terrà al Teatro Elfo Puccini il 7 settembre. Il secondo, l'8 settembre, vedrà invece il ritorno della musica nel polo industriale di Settimo Torinese che in questa occasione riascolterà i propri suoni trasformati in musica. Le voci dei lavoratori e i rumori delle macchine - dai mescolatori ai moderni robot Next Mirs (il sistema Pirelli di produzione automatizzata degli pneumatici) - costituiranno i motivi ispiratori del nuovo brano musicale, la cui esecuzione avverrà per la prima volta nel cuore dello stabilimento produttivo: il reparto confezione degli pneumatici. Sia nell'occasione milanese sia in quella di Settimo Torinese, il programma delle due serate proseguirà con le pagine musicali del Concerto in re minore per due violini, archi e basso.

Una fabbrica progettata dall'architetto Renzo Piano, ricorda Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli, nella quale «due anni fa abbiamo ospitato l'esecuzione della Settima di Beethoven: metà del pubblico erano operai di Settimo e famiglie. Abbiamo fatto un passo in più immaginando che quella fabbrica potesse produrre musica e non soltanto ospitarla. E così è nato il canto della fabbrica, composto da Francesco Fiore per il violino di Salvatore Accardo». «La fabbrica digitale, del resto, somiglia ai violini, così complicata tra il suono e il silenzio. Una fabbrica digitale silenziosa. Accardo ha sempre costruito le sue esecuzioni su un gioco di silenzio e musica straordinari. Anche per questo abbiamo scelto lui. Fiore e Accardo Sono stati molte ora in fabbrica, hanno girato, guardato le machine, si sono fatti spiegare i processo di produzione, hanno parlato con gli ingegneri e gli operai e ne hanno tratto ispirazione» racconta Calabrò. «Ecco perché la eseguiamo in fabbrica, luogo di altissima dignità, fermando il lavoro e dando alla possibilità ai nostri dipendenti di fermarsi e ascoltare la musica che nasce dal loro lavoro. Una sorta di sinergia originale. Una cosa del genere - chiosa - nel mondo non c'è»

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