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25 Giugno Giu 2017 1600 25 giugno 2017

"Transformers - L'ultimo cavaliere", 10 curiosità sul film

Cast di lusso con Anthony Hopkins. Oltre 10 spin-off pronti. La storia strappalacrime di una cagnolina. Polemiche politiche ed effetti speciali: cosa c'è da sapere sul quinto episodio della saga.

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La saga dei Transformers è arrivata al suo quinto capitolo, anche questa volta diretto da Michael Bay, e nell'episodio L'ultimo cavaliere si assiste a una guerra la cui fine potrebbe essere legata al passato. Il lungometraggio si apre con un flashback che vede re Artù impegnato in un combattimento contro un'armata mortale, riuscendo a uscirne vincitore solo grazie all'aiuto di Merlino e, a sorpresa, degli Autobot. Molti secoli dopo Optimus Prime è alla ricerca del suo pianeta natale, mentre Megatron sembra essere svanito nel nulla.

IN GIOCO IL DESTINO DELLA TERRA. La città di Chicago è stata quasi distrutta e l'inventore Cade Yaeger (Mark Wahlberg) è sostenuto da un gruppo che comprende anche Bumblebee e una giovane orfana (Isabela Moner). Grazie all'aiuto di un anziano lord britannico (Anthony Hopkins) e alla scettica storica Vivian Wembley (Laura Haddock), Cade scoprirà la storia segreta dei Transformers, ottenendo delle informazioni che si riveleranno essenziali per salvare la Terra.

ECCESSO DI DIALOGHI IMPROBABILI. Nemmeno l'incredibile padronanza che possiede Michael Bay nel gestire le sequenze d'azione e l'esperienza del cast, soprattutto di Hopkins, possono mettere in secondo piano i tanti passaggi a vuoto di una sceneggiatura che richiede agli spettatori di spegnere ogni briciolo di razionalità nell'assistere a dialoghi improbabili, personaggi stereotipati e superficiali (in particolare quelli femminili) e sviluppi già visti nei primi quattro capitoli della saga, risultando così ripetitivi e fin troppo prevedibili.

SEQUENZE FORZATE E INSPIEGABILI. A livello visivo non si può negare che il progetto raggiunga un livello molto alto, grazie alla scelta delle location suggestive e alla qualità degli effetti speciali, però la debolezza narrativa rende l'insieme poco equilibrato nel proporre l'azione, indubbiamente coinvolgente, e sequenze forzate e poco coerenti ideate per dare spiegazioni sugli eventi. Transformers - L'ultimo cavaliere si inserisce senza alcuna fatica nel filone dei blockbuster estivi destinati a intrattenere, ma senza offrire degli spunti di interesse per chi non si è ancora avvicinato alla saga o lasciare un segno particolarmente positivo nei ricordi del pubblico. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sul progetto.

Regia: Michael Bay; genere: azione (Usa, 2017); attori: Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, John Turturro, Stanley Tucci, Josh Duhamel, Isabella Moner, Tyrese Gibson.

1. Hopkins, protagonista all'oscuro della trama: non aveva seguito i capitoli precedenti

Anthony Hopkins fa parte del cast del film e ha rivelato di essersi divertito moltissimo durante le riprese, tuttavia ha avuto qualche problema con la storia. In una recente intervista ha ammesso di non aver capito molto di quanto accade sul grande schermo a causa della mitologia introdotta nei quattro capitoli precedenti. La star ha però apprezzato il lavoro compiuto da Michael Bay alla regia e il rapporto instaurato con Mark Wahlberg, senza dimenticare le location bellissime in cui è stato girato il lungometraggio.

Anthony Hopkins con Freya.

2. Saga in continua espansione: oltre 10 spin-off pronti

Il regista Michael Bay ha raccontato che dal franchise dedicato ai personaggi della Hasbro potrebbero nascere oltre 10 spin-off, essendoci 14 nuove storie in fase di sviluppo. Il primo dei film inediti avrà come protagonista Bumblebee, uno dei personaggi più amati dai fan, e fa già parte del cast della storia, ambientata negli Anni 80, la giovane attrice Hailee Steinfeld (Pitch Perfect).

3. Addio di Bay alla regia del franchise: in futuro altri progetti

Al termine della lavorazione del terzo e quarto capitolo della saga, La vendetta del caduto e L'era dell'estinzione, Bay aveva anticipato la sua intenzione di occuparsi di altri progetti, tuttavia è tornato dietro la macchina da presa anche in occasione del quinto film. Il regista ha però confermato che in futuro rimarrà coinvolto nel franchise solo in vista di produttore perché richiede un grandissimo impegno e preferisce dare spazio ad altri film a cui sta lavorando, ottenendo quindi una libertà attualmente non a sua disposizione.

4. Dalla solitudine al cinema: la rivincita della cagnolina Freya

Nel cast del film c'è anche una simpatica cagnolina chiamata Freya che ha vissuto in un canile per oltre 6 anni, venendo ignorata da 18 mila potenziali padroni prima di trovare qualcuno disposto ad adottarla. Michael Bay aveva letto degli articoli in cui si definiva l'animale «il cane più solo al mondo» e ha deciso di sceglierla per recitare in alcuni passaggi della storia accanto a sir Anthony Hopkins, rendendola una star.

  • Il video della cagnolina che ha recitato in Transformers.

5. Polverone storico-politico: le scene coi nazisti girate nella residenza di Churchill

Alcune sequenze del film sono state girate a Blenheim Palace, una delle residenze del primo ministro Winston Churchill, ma i veterani britannici non hanno apprezzato la scelta. La location è stata infatti utilizzata per le scene ambientate nel quartier generale dei nazisti, situazione considerata un insulto nei confronti dell'uomo che ha guidato il Regno Unito in tempo di guerra. Il regista ha però replicato alle accuse spiegando che bisognerà vedere il film per capire come è stato rappresentato l'eroismo di Churchill e ricordando che proprio il politico si sarebbe divertito vedendo L'ultimo cavaliere. Bay ha inoltre aggiunto di aver ottenuto l'approvazione degli eredi e che i problemi dei veterani e dei militari sono da sempre un argomento a cui tiene molto e, proprio per questo, non mancherebbe mai di rispetto a chi ha combattuto durante i conflitti.

6. C'è anche un pezzo di Downton Abbey: il doppiatore speciale

Lo sceneggiatore Matt Holloway ha raccontato di essere un grande fan della serie britannica Downton Abbey e di aver scherzato durante le riunioni del team della produzione sostenendo che l'attore Jim Carter, interprete di Mr Carson nello show, avrebbe dovuto doppiare Cogman. L'autore è stato quindi piacevolmente sorpreso quando Bay gli ha annunciato di aver accontentato il suo desiderio.

7. Scena nell'area di Stonehenge: ma l'esplosione non è stata fatta dal vivo

Il regista ha dovuto affrontare dei problemi logistici a causa di alcune sequenze ambientate nell'iconica area di Stonehenge. Nella sceneggiatura era infatti presente un'esplosione che avrebbe dovuto avvenire in quei luoghi, ma per motivi di sicurezza era impossibile realizzarla dal vivo. La produzione ha quindi ricostruito Stonehenge in studio per realizzare quei momenti.

Una scena di guerra del film.

8. Reunion inaspettata: si rivede il cast del film Il Grande Lebowski

Grazie al quinto capitolo della saga dei Transformers i fan del film Il Grande Lebowski hanno potuto assistere a una piccola reunion del cult cinematografico. Nel cast del progetto ci sono infatti John Goodman, Steve Buscemi e John Turturro, star del lungometraggio arrivato nelle sale nel 1998.

9. Impegno mentale dei protagonisti: in azione senza gli effetti speciali

Mark Wahlberg ha rivelato che è sempre complicato girare le sequenze d'azione della saga perché bisogna essere completamente concentrati anche se non c'è alcun dialogo, immaginando tutti i dettagli che verranno aggiunti grazie agli effetti speciali, ricordando quindi con chiarezza quanto viene descritto a grandi linee nella sceneggiatura. Sul set, ha inoltre svelato la star, non c'è molto tempo da perdere chiedendo spiegazioni, perché si tratta di sequenze elaborate che richiedono un ritmo veloce e poche pause.

Le riprese pre-effetti speciali.

10. L'impossibilità di prepararsi prima delle riprese: il regista cambia sempre i piani

Josh Duhamel, in un'intervista, ha raccontato che gli attori non sanno realmente cosa stanno per recitare quando arrivano sul set perché Michael Bay è costantemente pronto a modificare la costruzione della scena, rendendo praticamente impossibile prepararsi in anticipo. Gli attori sono così obbligati a mantenere sempre la mente aperta e pronta a ogni possibile cambiamento rispetto ai piani prestabiliti.

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