Maturità
SELFIE MADE GENERATION 30 Giugno Giu 2017 1559 30 giugno 2017

L’esame orale di Maturità? Prendetelo come un colloquio di lavoro

Per comprendere soft skill, carattere, ambizioni, flessibilità ed empatia del candidato l’intervistatore si basa su come ci si racconta e si risponde alle domande. Usate la prova scolastica per prepararvi al grande salto.

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Poco prima della Maturità uno studente si è sfogato con me chiedendosi come mai, nel 2017, fosse ancora necessario svolgere gli esami scritti a penna mentre il mondo del lavoro richiede quasi esclusivamente l’utilizzo del computer. Effettivamente i professori sono costretti a spendere un sacco di tempo ed energie nel riuscire a decifrare le grafie dei ragazzi e questi perdono un’occasione di allenamento a utilizzare software richiesti quando troveranno un impiego.

AVVICINAMENTO AL MONDO DEI GRANDI. La digitalizzazione delle scuole è un problema urgente, ma tutti sappiamo che purtroppo ci sono dei problemi strutturali e di sicurezza degli edifici o mancanza di beni la cui risoluzione è ancora più impellente. La strada è lunga, però non bisogna lasciarsi scappare le poche opportunità che i ragazzi hanno di avvicinarsi ai metodi del mondo del lavoro.

La scuola non allena al mondo del lavoro, pensateci voi a utilizzare le possibilità che avete per svelare qual è il valore aggiunto che potreste apportare

Un’occasione è costituita proprio dagli esami orali della Maturità: il vero momento in cui gli studenti devono catturare l’attenzione del commissario esterno e fargli capire la loro personalità, il metodo di ragionamento. È una situazione molto simile a quella in cui si trova un candidato a un colloquio: a descrivere le sue competenze tecniche ci pensa il curriculum, ma per capire soft skill, carattere, ambizioni, flessibilità, capacità organizzative ed empatia l’intervistatore si baserà su come il candidato sceglie di presentarsi, raccontarsi, come risponde alle domande, come descrive la sua carriera lavorativa e il modus operandi.

UNA METAFORA DI CHI SIETE VERAMENTE. Oggi ai maturandi voglio suggerire questo: la scuola normalmente non allena al mondo del lavoro, ma pensateci voi a utilizzare le possibilità che avete a disposizione per riuscire a svelare qualcosa di voi, far capire qual è il valore aggiunto che potreste apportare, i vostri punti di forza: fate che la mappa concettuale della vostra tesina diventi il vostro portfolio di lavori, presentate i collegamenti fra le materie non esponendo cosa avete imparato ma perché avete scelto quel collegamento: mostrerete come ragionate e le vostre scelte saranno la metafora di chi siete. Così potreste conquistare il commissario esterno e allo stesso modo, presto o tardi, farete capire ai selezionatori di un’azienda che siete unici. Provate voi a fare la differenza.

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