2 Luglio Lug 2017 1600 02 luglio 2017

"Le Ardenne", 10 curiosità sul film d'esordio di Robin Pront

Il legame con l'opera teatrale. Un regista ispiratosi a fratelli Coen e Tarantino. E un progetto che è stato molto vicino a naufragare. Le cose da sapere sulla pellicola.

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Il regista Robin Pront ha compiuto il suo debutto alla regia di un lungometraggio con Le Ardenne – Oltre i confini dell'amore, interessante e promettente opera prima in arrivo questa settimana nelle sale italiane dopo due anni di attesa. Il film, vincitore di numerosi premi e candidato dal Belgio ai premi Oscar, è un thriller in cui si affrontano i temi dell'amore, del legame familiare e del tentativo di rifarsi una vita attraverso la storia di due fratelli, Dave e Kenneth, e della donna che amano, Sylvie. La storia si apre con un furto finito male che porta Kenneth, che non rivela il nome dei suoi complici, in prigione per oltre quattro anni. A mantenere in vita la sua speranza mentre si trova dietro le sbarre è il pensiero che una volta in libertà ritornerà con Sylvie, senza sapere che lei si sta in realtà rifacendosi una vita, libera dalla droga e distante dalla criminalità, insieme al fratello Dave. Il ritorno di Kenneth metterà in pericolo questo fragile equilibrio con conseguenze mortali.

UN INTRECCIO TRAGICO. Il progetto, tratto da un omonimo spettacolo teatrale, riflette con una certa efficacia sulle seconde occasioni, delineando un intreccio tragico. La suggestiva cornice geografica viene valorizzata da una fotografia cupa e ricca di sfumature che enfatizza l'impossibilità dei protagonisti di trovare redenzione e speranza in un mondo duro, in cui anche la presenza materna non regala amore e comprensione, che li riporta a percorrere strade già conosciute e impedisce ogni possibile cambiamento. Nel cast spicca, per bravura e intensità, Veerle Baetens grazie alla sua capacità di far emergere la fragilità di Sylvie che si contrappone alla fiera determinazione dimostrata nel cercare una vita normale. Pur trattandosi di un'opera prima, Le Ardenne dimostra le ottime capacità di Pront nel gestire interpreti e costruzione delle immagini, firmando un racconto ben calibrato sulla tensione emotiva nonostante una sceneggiatura che mantiene molte delle sue caratteristiche teatrali, con una suddivisione in atti e personaggi fin troppo a grandi linee. Andiamo alla scoperta di alcune curiosità sul lungometraggio.

1. L'esordio di Pront: da cortometraggi pluripremiati al grande schermo

Le Ardenne - Oltre i confini dell'amore è il primo lungometraggio del regista Robin Pront, cittadino belga ma di origini in parte olandesi. Il filmmaker ha iniziato a farsi conoscere nel mondo cinematografico grazie al cortometraggio Plan B, in cui affrontava il mondo della droga ad Anversa e i suoi effetti sui protagonisti, e a Injury Time, con cui si è laureato all'Accademia di Sint-Lukas a Bruxelles nel 2010.

2. Il remake: la società The Firm ha già comprato i diritti

Il successo del lungometraggio, candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero per il Belgio e vincitore di 8 Ensor Awards (l'Oscar del cinema fiammingo), ha convinto la società The Firm di Los Angeles a comprare i diritti per realizzarne un remake statunitense.

3. L'opera teatrale: Jeroen Perceval regista e attore

Il film è tratto dalla pièce teatrale di Jeroen Perceval, impegnato nel progetto come sceneggiatore a anche come attore nel ruolo di Dave. Inizialmente l'adattamento per il grande schermo avrebbe dovuto essere realizzato da Michael R. Roskam (Bullhead) ma successivi progetti da sviluppare hanno rallentato il lavoro, fino a quanto Robin Pront ha chiesto di avere l'opportunità di occuparsene.

4. Storie di emarginati: un'opera vicina alla sensibilità del regista

Pront ha svelato di essere rimasto conquistato dalle tematiche della pièce teatrale, molto vicine alle questioni trattate nei suoi precedenti progetti. I protagonisti, secondo il regista, agiscono in base a norme e valori diversi da ciò che viene considerato normale, vivendo inoltre in un mondo dove la violenza è la soluzione più comune ai problemi e la droga è un elemento quasi sempre presente. Robin ha spiegato che sente una grande affinità nei confronti di chi vive al margine della società e viene attirato dall'estremo, a volte anche in modo inconsapevole.

5. I modelli di Pront: dai fratelli Coen a Tarantino

Pront ha citato tra le sue fonti di ispirazione le opere dirette dai fratelli Coen e da Quentin Tarantino perché riescono spesso a trovare un equilibrio tra umorismo a tinte black, suspense e sviluppo dei personaggi. Tra i registi citati come punti di riferimento anche Shane Meadows perché riesce a portare in scena in modo potente lo squallore e la disperazione.

6. Da Alabama Monroe a Le Ardenne: il ritorno di Veerle Baetens

A interpretare Sylvie, al centro dell'attenzione sentimentale dei due fratelli, è l'attrice Veerle Baetens che ha conquistato l'attenzione del pubblico e della critica internazionale grazie alla sua intensa interpretazione in Alabama Monroe - Una Storia d'amore, anche in quel caso in corsa per un potenziale Oscar nella categoria Miglior Film in Lingua Straniera.

7. Kevin interpreta Kenneth: un protagonista complicato

Kevin Janssens ha spiegato che cerca sempre i punti in comune che possiede con i personaggi che deve interpretare. Nel caso del film Le Ardenne, ovviamente, è stato più complicato ma ha amato ugualmente Kenneth e pensa che si tratti di una brava persona che ha purtroppo avuto una cattiva educazione, ritornando sempre a compiere gli stessi errori.

8. Sliding doors: Pront è stato vicino ad abbandonare il progetto

Pront ha ammesso che durante le varie fasi della realizzazione del film ha pensato di abbandonare il progetto perché ha dovuto affrontare moltissimi ostacoli, tuttavia l'esperienza l'ha arricchito profondamente anche a livello personale, non solo professionale.

9. Una storia costruita dalla fine: l'epilogo prima di tutto

Il filmmaker ha raccontato che nell'avvicinarsi alla stesura di una sceneggiatura prova per prima cosa a delineare l'epilogo e successivamente inizia a gettare le basi per creare un modo credibile per condurre i personaggi a quel punto della storia.

10. Una collaborazione proficua: l'asse tra Pront e Perceval

Il regista, con il film Le Ardenne, voleva esplorare l'area grigia tra il bene e il male e chiedersi perché le persone sono in un modo e compiano determinate azioni, obbligando gli spettatori a vedere sotto una luce diversa i personaggi rispetto a quella con cui lo farebbe abitualmente. Collaborare con Jeroen ha inoltre permesso al filmmaker di proporre una storia meno caotica, in cui la macchina da presa concedeva maggior respiro ai personaggi e alle immagini rispetto al passato.

Regia: Robin Pront; genere: drammatico (Belgio, 2015); attori: Kevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck.

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