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3 Luglio Lug 2017 0759 03 luglio 2017

Paolo Villaggio è morto

L'attore aveva 84 anni. Aveva recitato con Fellini, Olmi e Monicelli. E creato le maschere di Fantozzi, Fracchia e del professor Kranz. La figlia su Facebook: «Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare».

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È morto a Roma l'attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Da alcuni giorni era ricoverato nella clinica privata Paideia, per complicanze del diabete di cui soffriva. A confermare la notizia, con un post su Facebook, sua figlia Elisabetta: «Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare». Mercoledì la camera ardente in Campidoglio, a seguire una cerimonia laica alla Casa del Cinema (leggi anche: Villaggio e la coscienza spietata dell'Italia).

Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare ❤️

Geplaatst door Elisabetta Villaggio op zondag 2 juli 2017

Villaggio è stato un protagonista del cinema e della comicità italiana. Indimenticabile la saga del ragionier Ugo Fantozzi, personaggio inventato da lui e portato al cinema insieme al regista e sceneggiatore Luciano Salce (guarda le foto).

  • L'assunzione di Fantozzi nella megaditta.

La figura di Fantozzi, specchio dell'italiano piccolo borghese, ha rappresentato vezzi, sventure, rivolte e vicissitudini familiari dell'impiegato-tipo negli Anni 70. Per l'attore è stato un marchio indelebile: «Sfigato e felice, rende i poveri orgogliosi», disse in una delle sue ultime interviste.

  • La rivolta contro la corazzata Potemkin.

Ma Villaggio non è stato solo Fantozzi. Ha recitato al fianco di grandi registi come Fellini (La voce della luna, 1990), Wertmüller (Io speriamo che me la cavo, 1992), Olmi (Il segreto del bosco vecchio, 1993) e Monicelli (Cari fottutissimi amici, 1994) e vinto il Leone d’Oro alla carriera nel 1992, in occasione della 49esima Mostra del Cinema di Venezia.

  • Polpette di Bavaria.

Dopo aver abbandonato i panni di Fantozzi e i ruoli comici, negli ultimi anni si era dedicato alla scrittura e al teatro. Nell'agosto del 2000 gli fu assegnato al Festival del Cinema di Locarno il Pardo d’onore alla carriera.

  • «Prendo la vecchia!»

Nel 2015, commentando il ritorno in sala dei film restaurati di Fantozzi, Villaggio aveva commentato amaramente: «Fantozzi all'inizio ci faceva ridere, ma veniva considerato un vicino di casa cretino. Poi lentamente noi italiani ci siamo scoperti, proprio come lui, almeno per l'80% incapaci di essere competitivi e per una buona parte purtroppo anche dei falliti rispetto alle proprie aspirazioni. In tempi di esodati e di Jobs Act, Fantozzi è un tragicomico leader. Un bel paradosso».

  • «Faccio l'accento svedese?».

Intervistato nel 2012 per il compimento dei suoi 80 anni, disse di non temere la morte: «Perché ho il sospetto di sopravvivere».

  • «Stasera frittatona di cipolle, famigliare di Peroni gelata e rutto libero!».

«È morta anche la mia giovinezza. Fantozzi è stato l'unico uomo che mi abbia veramente amato», ha scritto su Facebook Anna Mazzamauro, interprete della signorina Silvani, compagna di lavoro sul set per 25 anni.

  • «Batti lei?».

Un altro personaggio televisivo e cinematografico ideato e interpretato da Paolo Villaggio è Giandomenico Fracchia («Com'è umano lei!»), ispirato a un fattorino dell'Italimpianti di Genova. Apparve per la prima volta nel 1968, nel programma Quelli della domenica, e diventò una delle principali maschere comiche di Villaggio. L'autore lo descrisse così: «C'era uno che si chiamava Fracchia, Giandomenico Fracchia. Ed era un nevrotico, uno che di fronte a una ragazza che gli piaceva non riusciva a spiccicar parola, e di fronte al capoufficio si cagava addosso. Ed è una malattia molto comune, cioè un eccesso di paura, di timidezza». Fracchia è single e lavora in un'azienda che produce merendine al cioccolato. Il direttore, il dottor Orimbelli, si diverte a sbeffeggiarlo. Ma Fracchia ha un sosia: un pericoloso criminale noto come "la belva umana".

Sempre per la trasmissione televisiva Quelli della domenica, Villaggio creò il personaggio del professor Otto von Kranz. Un prestigiatore «stupido e autoritario», dal macchiettistico accento tedesco. La sua caratteristica principale? L'atteggiamento esageratamente aggressivo nei confronti del pubblico, che pretendeva di coinvolgere in giochi puerili, prevedibili, o palesemente impossibili e pericolosi.

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