Palmanova B
9 Luglio Lug 2017 1844 09 luglio 2017

Palmanova e le Opere difensive veneziane diventano Patrimonio Unesco

Palmanova, le alte mura di Bergamo e i muraglioni bastionati di Peschiera del Garda hanno ottenuto l'ambito riconoscimento. L'Italia ha ora 53 siti nella lista, il più alto numero al mondo.

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La splendida città fortezza di Palmanova voluta dalla Serenissima per difendere la cristianità dalla furia degli ottomani, le alte mura di Bergamo con i loro passaggi sotterranei, le 200 bocche da fuoco e le cannoniere. E poi gli alti muraglioni bastionati di Peschiera del Garda, che sembrano nascere direttamente dalle acque del lago. Diventa Patrimonio dell'Umanità, gioiello da tutelare come Pompei o la valle dei Templi di Agrigento, la rete delle opere difensive veneziane, che l'Unesco, riunito in questi giorni a Cracovia ha deciso di inserire nella sua prestigiosa lista.

RICONOSCIUTE ANCHE 10 FAGGETE SECOLARI. Per l'Italia, premiata anche con il riconoscimento a dieci secolari faggete, una doppia vittoria, che porta il nostro Paese a poter vantare ben 53 siti con il blasonato bollino, più di qualsiasi altro paese del mondo, anche se la Cina è a brevissima distanza con 52. «Un risultato che ci consente di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale», commenta soddisfatto il ministro della cultura Franceschini.

UNA PROPOSTA INIZIATA NEL 1988. I dossier delle candidature, entrambi molto complessi, erano in preparazione da anni, in particolare quello che riguarda le strutture difensive messe in atto dalla Repubblica di Venezia, partito nel 1988 a Bergamo, da un'idea dell'architetto Gianni Carullo, che insieme all'amministrazione comunale la presentò all'allora Ministero dei beni culturali, per diventare poi un progetto ufficiale nel 2008.

PRESENTATO UNO STUDIO I 500 PAGINE. Quasi trent'anni dopo la prima intuizione e grazie anche a uno studio di oltre 500 pagine presentato alla 41esima Commissione Unesco riunita da qualche giorno nella città polacca, il sogno si è avverato e le città italiane coinvolte hanno iniziato i festeggiamenti, in prima fila i sindaci che hanno accompagnato la folta delegazione italiana.

Le alte mura di Bergamo

L'idea vincente, hanno spiegato gli esperti del Mibact che hanno seguito passo passo il dossier trovando sinergie con la Croazia e il Montenegro dove si trovano le altre tre fortificazione segnalate, Zara, Sebrenico e Cattaro, è che queste opere costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'architettura militare che si è evoluta tra XVI e XVII secolo, un periodo molto importante nella lunga storia della Repubblica di Venezia.

«UN PROGETTO UNICO E STRAORDINARIO». Tutte insieme, fortezze e muraglioni, «testimoniano la presenza di una rete difensiva unica tra Stato da Terra e Stato da Mar occidentale incentrato sul Mare Adriatico storicamente conosciuto come Golfo di Venezia». Raccontano insomma di un progetto difensivo unitario e straordinario, «che ebbe connotazioni civile, militare e urbane che si estesero oltre il bacino mediterraneo spingendosi a Oriente».

LUOGHI COLLOCATI SU UN TERRITORIO DI OLTRE MILLE KM. Un sistema concepito, hanno spiegato gli esperti, sulla base di «grandi capacità tecniche e logistiche, di moderne strategie di combattimento e dei nuovi requisiti architettonici applicati diffusamente nelle difese dello Stato da Terra e del settore occidentale dello Stato da Mar». Sei luoghi diversi, dislocati in un'area geografica decisamente vasta (oltre mille chilometri tra la Lombardia e la costa adriatica) nel Rinascimento strategico territorio della Serenissima, accumunati fra loro dal «sistema alla moderna», in pratica i bastioni, resi necessari dopo che l'introduzione della polvere da sparo aveva costretto a rivoluzionare le tecniche e l'architettura militare. Una testimonianza storica di grande importanza a cui si aggiunge, in ogni luogo diversa, la suggestione di straordinari paesaggi.

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