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L'ULTIMO MARXIANO 15 Luglio Lug 2017 0800 15 luglio 2017

La distruzione della scuola: così si annienta l'etica e si formano schiavi ignoranti

L'istruzione di oggi mira a creare individui sradicati e senza identità culturale, puri atomi consumisti incapaci di elaborare criticamente il proprio essere-nel-mondo.

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La barbarie della distruzione della cultura e della scuola classica è ovunque dilagante e si presenta, con tono rassicurante, come “buona scuola”, proprio come i bombardamenti si chiamano “missioni di pace” e i colpi di Stato finanziari si salutano come “governi tecnici”. Orwell non è passato invano. Anzi, è stato direttamente superato dalla realtà stessa. Si pensi anche solo alle sempre reiterate crociate contro il Liceo Classico, vertice della concezione borghese e non capitalistica della scuola come luogo del radicamento culturale e della formazione critica di esseri umani consapevoli di sé e della propria storia.

L'ANNIENTAMENTO DI OGNI ETICA. A questo proposito, giova rammentare la formula neo-orwelliana dell’«alternanza tra scuola e lavoro» introdotta in Italia nel 2015 dall riforma della “buona scuola”. Mediante tale “alternanza”, si è decretata l’erogazione, anche per i tradizionali licei, di ore di lavoro non retribuito da parte degli studenti nelle aziende. La deeticizzazione del capitalismo assoluto (ossia l'annientamento di ogni elemento etico) si pone, ipso facto, anche come una dinamica di descolarizzazione, essa stessa funzionale alla desimbolizzazione e alla creazione del profilo antropologico dell’individuo sradicato e senza identità culturale, puro atomo consumista strutturalmente vacuo e incapace di elaborare criticamente il proprio essere-nel-mondo.

I continui tagli dei finanziamenti destinati alla cultura e all’istruzione – tagli e spending review coerenti con il paradima neoliberista e con l’assunzione del momento economico come unica sorgente di senso – rispondono essi stessi a questo programma politico di annichilimento della formazione come momento etico, opportunamente mascherato dietro le leggi anonime dell’economia. In questo senso, la definanziarizzazione in atto nell’ambito della formazione corrisponde a un preciso metodo governamentale. A un metodo il cui fine - occorre dirlo senza perifrasi - è la distruzione della cultura, della formazione, del sapere. Il potere ama schiavi ignoranti, il materiale umano ideale, docile e remissivo, disposto a tutto, anche ad amare le proprie catene.

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