WP Saint Exupery
31 Luglio Lug 2017 1736 31 luglio 2017

Il Piccolo Principe e la lezione di Saint-Exupéry in pillole

A 73 anni dalla morte dello scrittore-aviatore francese, abbattuto mentre era in volo da un aereo della Luftwaffe, ecco alcuni passaggi e frasi dell'opera che lo ha reso famoso nel mondo.

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Il 31 luglio 1944 il suo aereo scomparve dai radar e di lui non si seppe più nulla. La morte di Antoine de Saint-Exupéry rimase per decenni avvolta nel mistero anche perché tanto ricordava la trama del romanzo che lo rese famoso, Il Piccolo Principe, tradotto in 253 lingue (e anche in dialetto bolognese con il titolo Al pränzip fangén). Lui però non aveva raggiunto la sua Rosa: il relitto del velivolo, colpito da un caccia tedesco, fu recuperato nel 2004 nei pressi de l'île de Riou, davanti Marsiglia.

DIALOGHI PER IL CUORE. Nel 73esimo anniversario della sua scomparsa, L43 vuole ricordare lo scrittore-aviatore francese con alcuni dei passaggi più toccanti della sua celebre opera, dialoghi che vedono protagonisti lui stesso, il piccolo ometto dai capelli del color del grano, la volpe e l'amata Rosa. Compagni di viaggio che dispensano verità semplici quanto potenti. Ai quali Saint-Exupéry regalò un volto con disegni e acquarelli.

«Quando si è molto tristi si amano i tramonti»

«Al mattino, finita la toilette, bisogna occuparsi della toilette del Pianeta» (Piccolo Principe).

«Gli uomini coltivano 5 mila rose nello stesso giardino e non trovano quello che cercano. E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua. Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore!» (Piccolo Principe).


«Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile». (Piccolo Principe).

«I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: "Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?"» (Piccolo Principe).

«Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti» (Piccolo Principe).

«Devo pur sopportare due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle. Pare che siano bellissime». (Rosa)

«Cosa significa "addomesticare"? Significa creare dei legami…»

«Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami» (Volpe)

«Gli uomini», disse la volpe, «hanno i fucili e vanno a caccia. Questo è molto irritante! Allevano anche i polli. È il loro unico interesse. Cerchi polli?» «No», disse il piccolo principe, «cerco degli amici. Che cosa significa "addomesticare"?». «Significa una cosa che è stata purtroppo dimenticata», rispose la volpe, «significa "Creare dei legami…"». «Creare dei legami?». «Certamente», disse la volpe. «Per me tu non sei che un ragazzino, uguale a centomila altri ragazzini. Non ho bisogno di te. E neppure tu non hai bisogno di me. Per te non sono che una volpe qualsiasi, uguale a centomila altre. Ma, se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo. Io sarò per te unica al mondo…». «Comincio a capire», disse il piccolo principe. «C'è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…».

«Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come inondata di luce. Conoscerò un rumore di passi diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno fuggire sotto terra. Il tuo mi chiamerà fuori dalla tana, come una musica. E poi guarda! Li vedi laggiù, i campi di grano? Io non mangio pane. Quindi per me il grano è inutile. I campi di grano non mi dicono niente. E questo è molto triste! Ma tu hai capelli color dell'oro. E allora sarà bellissimo quando mi avrai addomesticato! Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E mi piacerà il rumore del vento nel grano...» La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe. «Per favore... addomesticami!», disse.

«Il tempo che hai perso per la tua rosa è ciò che fa la tua rosa tanto importante» (Volpe).

«L'acqua può fare bene anche al cuore»

Marciammo delle ore, in silenzio, quando calò la notte, e le stelle presero ad illuminarsi. Le vedevo come in sogno, per via del po' di febbre che avevo a causa dell'arsura. Le parole del piccolo principe danzavano nella mia memoria: «Allora anche tu hai sete?», gli domandai. Ma lui non rispose alla mia domanda. Mi disse semplicemente: «L'acqua può fare bene anche al cuore…». Ed era vero. Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa riverbera in silenzio…«Quello che rende più bello il deserto», disse il piccolo principe, «è che nasconde un pozzo da qualche parte…».

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