Darktower 10
13 Agosto Ago 2017 1600 13 agosto 2017

"La torre nera", 10 curiosità sul film

Nei cinema il progetto tratto da oltre 4 mila pagine scritte da Stephen King. Che ha fatto storcere il naso a qualche fan. Budget basso, prossimi sequel e serie tivù: le cose da sapere.

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Le opere di Stephen King, nel corso degli anni, sono state adattate per il grande e piccolo schermo innumerevoli volte, tuttavia La torre nera sembrava un progetto impossibile da realizzare. Dopo oltre un decennio dalla prima ipotesi di una trasposizione cinematografica, Nikolaj Arcel nel 2017 porta nelle sale l'epica storia del pistolero Roland Deschain, dell'Uomo in nero, del giovane Jake e della ricerca della misteriosa torre nera.

CREATURE TERRIFICANTI. Al centro della narrazione c'è l'11enne Jake Chambers (Tom Taylor), tormentato da terribili incubi in cui appare un uomo vestito di nero, un'imponente costruzione e creature terrificanti che si fingono esseri umani. Le sue visioni gli causano molti problemi in famiglia e lo porteranno alla scoperta di un magico portale nascosto in un edificio di Brooklyn.

TORRE A RISCHIO CROLLO. Nella dimensione parallela Jake incontra Roland (Idris Elba), un uomo che vuole vendicare la morte del padre, e deve affrontare Walter (Matthew McConaughey), l'Uomo in nero che sta rapendo dei bambini con lo scopo di utilizzare la loro energia per far crollare la torre nera che protegge l'universo, impedendo ai demoni e ai mostri di superare le barriere che li separano dal mondo in cui vive il ragazzo.

GRANDI CAPACITÀ PSICHICHE. Il malvagio stregone, dopo aver scoperto che Jake possiede delle incredibili capacità psichiche, cerca in ogni modo di catturarlo, tuttavia Roland proteggerà il giovane e gli insegnerà delle lezioni importanti.

LAVORO COMPLICATO. La complessità del materiale da cui è tratto il film, con oltre 4 mila pagine scritte da King per raccontare la storia, e la commistione di generi che contraddistingue la saga hanno reso complicato il lavoro del regista e degli sceneggiatori. La scelta di realizzare un “sequel” della storia narrata nei romanzi poteva rappresentare un ottimo punto di partenza per permettere a un pubblico molto ampio, e non necessariamente conoscitore dell'opera originale, di avvicinarsi all'epica narrazione, tuttavia il risultato finale appare piuttosto confuso e poco convincente.

POCO COINVOLGENTE. Il budget limitato non penalizza le sequenze d'azione, comunque realizzate con attenzione e una buona dose di spettacolarità, e il rapporto paterno che si stabilisce tra Jake e Roland viene rappresentato con la giusta sensibilità grazie alle interpretazioni convincenti di Elba e Taylor, ma gli aspetti positivi vengono limitati da un approccio alla mitologia fin troppo semplificato e caotico, rendendo complicato comprendere la portata degli eventi e lasciarsi coinvolgere.

PERSONAGGI SUPERFICIALI. I protagonisti vengono delineati in modo approssimativo e la durata di poco più di 90 minuti non aiuta in nessun modo a dare spessore ai personaggi o a spiegarne le motivazioni, limitandosi a portare avanti una narrazione priva di quell'originalità e ricchezza che ha portato al successo i romanzi.

FILM COMUNQUE GODIBILE. Nel complesso La torre nera risulta comunque godibile, soprattutto se non si è fan da lungo tempo della saga, scivolando poi su un epilogo incredibilmente affrettato, a partire dal ritorno di Jake a New York, che lascia insoddisfatti perché totalmente incapace di costruire la tensione necessaria a condurre al più che prevedibile duello finale.

DIALOGHI NON MEMORABILI. Arcel in più momenti sembra aver perso il controllo del progetto che viene tenuto a galla dalla bravura di Elba e McConaughey, pur alle prese con dialoghi sicuramente non memorabili, e non soddisfa le grandi aspettative dei fan, pur suscitando la voglia di assistere a nuove avventure di Roland, sperando in un adattamento meno sommario della sua affascinante storia. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sulla realizzazione del lungometraggio.

Regia: Nikolaj Arcel; genere: azione, fantasy (Usa, 2017); attori: Idris Elba, Matthew McConaughey, Tom Taylor, Abbey Lee, Jackie Earle Haley, Dennis Haysbert.

1. Etnia del protagonista criticata dai fan, ma non da King

La scelta di modificare l'etnia del protagonista, scegliendo la star della serie Luther per la parte di Roland, è stata inizialmente al centro di molte critiche. Akiva Goldsman, impegnato come sceneggiatore della versione cinematografica, ha fin da subito frenato le potenziali polemiche ribadendo che si è deciso di scegliere l'interprete migliore per il ruolo, a prescindere dalle sue caratteristiche fisiche.

«ASPETTO FISICO IRRILEVANTE». Stephen King, inoltre, ha rivelato che era particolarmente curioso all'idea di scoprire che approccio avrebbe avuto Elba alla parte e aveva confermato di non essere interessato all'aspetto fisico di un personaggio perché quando scrive è dentro di lui, non lo osserva dall'esterno, rendendo quindi irrilevante questo aspetto.

2. Look ideato in collaborazione con l'interprete di Roland

Idris Elba ha svelato di aver dato alcuni consigli al costumista nello scegliere quali indumenti dovesse indossare Roland Deschain nella versione cinematografica del personaggio creato da Stephen King. L'attore ha spiegato di aver ottenuto la possibilità di concedersi delle libertà e per questo motivo si è scelto di non mostrare il pistolero con il cappello e la sciarpa rossa che indossa nelle illustrazioni, ormai iconiche, dei romanzi. Elba immaginava infatti il personaggio più vicino a un cavaliere che a un cowboy e anche le armi sono state ridisegnate per adattarsi a questo approccio.

3. Progetto per tutta la famiglia: dai 13 anni in su

King, in una recente intervista, ha raccontato che la decisione di realizzare un film che anche i ragazzini potessero vedere, avendo ricevuto negli Stati Uniti una classificazione Pg-13 che permette a chi ha più di 13 anni di accedere nelle sale, è stata presa in modo consapevole perché voleva che alle proiezioni assistesse il pubblico più ampio possibile.

VIETATA AI MINORI LA PROSSIMA? Avendo al centro una relazione quasi simile a quella tra un padre e suo figlio, lo scrittore riteneva importante che anche i giovani avessero l'occasione di avvicinarsi al mondo della torre nera. Stephen, tuttavia, ha ammesso che se verrà girato un sequel vorrebbe fosse vietato ai minori per poter inserire alcuni elementi della narrazione meno adatti agli spettatori più giovani.

4. Storia ideata come sequel dei romanzi: più facile da gestire

Lo sceneggiatore Akiva Goldsman ha svelato che la scelta di utilizzare alcuni elementi tratti da più di un romanzo è nata nel momento in cui ha iniziato a lavorare al progetto insieme a Ron Howard, coinvolto come produttore. La saga è infatti contraddistinta da atmosfere e situazioni molto diverse in ogni volume e il materiale era particolarmente complicato da gestire.

POSSIBILE SERIE TIVÙ IN FUTURO. Inizialmente Goldsman aveva ipotizzato di dare il via al racconto cinematografico dal terzo capitolo della saga, ma è stato Howard a pensare di mescolare i vari elementi, tenendo inoltre conto della possibilità di realizzare in futuro una serie tivù che permetta di tornare alle origini dei personaggi. In un momento successivo è stato confermato che il film è in realtà un sequel dei romanzi perché Roland è in possesso del corno di Eld, oggetto che ha il potere di spezzare la ciclicità delle avventure del pistolero, permettendogli di rendersi conto di aver già compiuto moltissime altre volte il viaggio verso la torre nera.

5. Collegamenti con altre storie dello scrittore: Shining e It

Nel film sono contenuti moltissimi riferimenti alle altre opere di Stephen King. All'inizio del film, per esempio, Jake va da uno psichiatra per parlare dei sogni e delle visioni che lo tormentano e nello studio del medico c'è una foto dell'Overlook Hotel, l'iconica struttura dove si svolgono gli eventi di Shining.

RIFERIMENTI A MISERY E A 1409. Il ragazzino si imbatte successivamente in un parco tematico abbandonato dal nome molto conosciuto dai fan dello scrittore: Pennywise, ovvero il villain del romanzo It. Nel film appaiono poi Cujo, Christine la macchina infernale, le scritte accompagnate da un volto sorridente come in Mr. Mercedes, riferimenti a Misery e a 1409.

6. Show in tivù che tornerà indietro nel tempo: 10-13 episodi

Alla guida della serie tivù, che verrà sviluppata da Media Rights Capital e Sony Pictures, ci sarà Glen Mazzara, già nel team che ha portato al successo The Walking Dead. Il progetto per il piccolo schermo dovrebbe inizialmente essere composto da 10-13 episodi ed essere più fedele al materiale originale, ritornando a raccontare la storia di Roland dalle sue origini. Alla base del lavoro, secondo le prime indiscrezioni, ci sarà il libro La sfera del buio, il quarto capitolo della storia scritto da Stephen King.

7. Blockbuster "economico": solo 60 milioni di dollari

Il budget del film, rispetto ad altri blockbuster estivi, appare quasi limitato arrivando a quota 60 milioni di dollari. La scelta è stata però motivata dalla decisione del regista di proporre un mondo piuttosto realistico, senza quindi addentrarsi troppo oltre i confini del fantasy, e di avere la possibilità di creare qualcosa di complesso e completamente nuovo senza avere la pressione di ottenere un profitto sostanzioso per coprire le spese sostenute, come per esempio devono fare i cinecomic della Marvel.

8. Regista appassionato della saga: leggeva King da adolescente

Arcel è un grande fan della saga, avendo scoperto i romanzi di Stephen King quando aveva circa 16 anni. In Danimarca i libri non erano ancora stati tradotti e il filmmaker ha deciso di imparare l'inglese pur di leggere i capitoli successivi non appena venivano pubblicati. Per aiutarsi nella sua impresa Nikolaj ha anche acquistato gli audiolibri, potendo quindi ascoltare la voce dell'autore. La sua passione lo ha persino portato a incidere dei brani rock che formavano un "album" intitolato The Gunslinger.

9. Cattivo in grado di conquistare: malvagio senza scuse

Matthew McConaughey ha raccontato di essere rimasto conquistato dall'idea di interpretare Roland perché il personaggio di Walter/l'Uomo in nero, non ha alcuna scusa per la sua malvagità e non cerca in nessun modo di giustificarsi: «Era, e sarà sempre, semplicemente cattivo. Non ha scuse. Non sta provando a dire "mi hanno trattato male quando ero un bambino". Niente di tutto questo».

UNA PARTE RITENUTA DIVERTENTE. Il premio Oscar è stato quindi entusiasta dopo che il regista gli ha confermato che la sua visione dello script era corretta e che il personaggio era puramente malvagio, accettando quindi immediatamente la parte perché riteneva divertente poter portare sul grande schermo qualcuno di così perfido e desideroso di causare il caos nel mondo.

10. Ricerca mondiale Jake: scelto un giovane senza esperienza

Tom Taylor ha ottenuto il ruolo di Jake Chambers dopo una ricerca compiuta a livello mondiale per il giusto interprete. Il giovane attore non aveva alcuna esperienza cinematografica, avendo in precedenza recitato solo in progetti televisivi, tra cui le serie Doctor Foster, The Lost Kingdom e Legend. L'attore, come Idris Elba e Dennis Haysbert ha già firmato il contratto che lo lega alla potenziale show per il piccolo schermo in fase di sviluppo, riprendendo quindi il ruolo del ragazzino dagli incredibili poteri.

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