Ilaria D'amico
23 Agosto Ago 2017 1709 23 agosto 2017

Sky, la polemica col Milan non scalfisce l'intoccabile D'Amico

Dopo le insinuazioni sul mercato rossonero e il silenzio stampa per ripicca del club, l'emittente l'ha difesa. «Non siamo in un regime sovietico, le domande si fanno». Nessun provvedimento. I retroscena sul caso.

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Modesto amarcord per gli amanti del genere. Paolo Di Canio, ex attaccante giramondo e commentatore senza troppi fronzoli, per un tatuaggio del Duce venne messo alla porta da Sky sport. D’accordo, alla fine è rientrato dalla finestra e ha ripreso a fare quello che faceva. Ma il Purgatorio dei commentatori lo ha conosciuto eccome. Però nel mondo del calcio parlato non tutti sono uguali. A Ilaria D’Amico, signora e padrona della domenica televisiva dell’emittente satellitare, nonostante l'insinuazione sul Milan in diretta tivù, con immediata reazione uterina del club interessato entrato in silenzio stampa con Sky, state certi che non toccherà la stessa sorte. Anzi, alla conduttrice - già in conflitto d'interessi per via del suo compagno, il portiere e capitano della Juventus Gianluigi Buffon -, dicono dalle parti di Sky, non solo aumenteranno l’autonomia, ma faranno in modo tutti si adeguino al costume. Ossia stile british con la Juve, rasoio e pennello con tutti gli altri.

«SE CI SARANNO LE COPERTURE...». I fatti, prima di tutto. Domenica 20 agosto 2017, durante la sera della prima giornata di campionato, la D’Amico si è permessa di avanzare forti dubbi sugli investimenti della società rossonera: «Se ci saranno tutte le coperture finanziarie, questa società ha fatto delle cose pazzesche. Il “se” bisogna mettercelo perché sono stati talmente tanti gli investimenti che aspettiamo, poi, ovviamente, di vedere nero su bianco». La reazione del Milan non si è fatta attendere: silenzio stampa con Sky, che ha trasmesso al posto delle consuete interviste alcuni minuti della conferenza stampa post-partita a Crotone di Vincenzo Montella.

«SOTTOLINEIAMO LE PERPLESSITÀ». Poi, al ritorno in studio, la replica della stessa D’Amico: «Nessuna cosa assolutamente personale, nessun pregiudizio, perché la speranza è di rivedere un campionato che si riequilibra con Inter e Milan che tornano protagoniste. Quello che Sky Sport vuole fare sempre è supportare la serietà degli investimenti. Abbiamo sottolineato le grandi imprese del Milan sul mercato, ma da giornalisti sottolineiamo delle perplessità».

Sui social, sempre attenti alle telerisse, sono in molti a sostenere la giornalista, anche se non sono pochi coloro che rinfacciano alla rete il silenzio del canale sui guai giudiziari della Juventus. Insomma, la sparata della D’Amico non è passata affatto inosservata. Solo che chi si aspetta provvedimenti disciplinari o censure nei confronti della conduttrice resterà deluso.

A ILARIA TUTTO È CONCESSO. Fuori dall’ufficialità, fatta di silenzio impenetrabile, ciò che si mormora a Sky è che la D’Amico è “intoccabile”. A lei tutto è concesso. In fondo la D'Amico è una giornalista e può permettersi di fare qualche domanda. «Non siamo in un regime sovietico», sussurrano a denti stretti. In fondo ha ragione lei quando dice: «Questa decisione (il silenzio stampa del Milan, ndr) si commenta da sola».

LA VENDETTA DELL'EX. Il punto è che nel mondo del calcio si può parlare di tutto fuorché dei soldi, ovvero della materia che fa correre la palla più delle pedate dei giocatori. Ma lo schema degli euro che passano di mano è un tabù. Anzi, chi tocca muore. E sopravvivi solo se ti chi chiami D’Amico. Per comprendere sino in fondo il clima che si respira nel mondo dei commenti e dei commentatori la D’Amico, in diretta, ha spiegato così la situazione ai telespettatori: «Non sentiremo Montella e questo devo dire che ci dispiace molto, anzi mi dispiace molto, perché è qualcosa che mi riguarda personalmente», spiegando poi che «ci è stato comunicato dal responsabile comunicazione, Fabio Guadagnini, nostro ex collega, che le mie parole li hanno fatto risentire. Io ho detto che se ci saranno le coperture finanziarie questa società avrà fatto un lavoro straordinario». La vendetta dell’ex, a volte, si consuma anche fuori campo.

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