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3 Settembre Set 2017 1600 03 settembre 2017

"Dunkirk", 10 cose da sapere sul film evento di Nolan

L'utilizzo della tecnologia Imax. Le polemiche sul casting (e su Harry Styles). Il coinvolgimento degli abitanti locali. Il blockbuster dell'anno in pillole.

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Christopher Nolan è ritornato dietro la macchina da presa con Dunkirk, una spettacolare ricostruzione degli eventi realmente accaduti durante la Seconda guerra mondiale. Il film si apre con centinaia di migliaia di truppe britanniche e alleate circondate dalle forze nemiche. Gli eventi si svolgono tra terra, mare e aria: l'esercito bloccato sulla spiaggia cerca un modo per salvarsi, mentre gli Spitfire della Raf sfidano il nemico sopra la Manica e centinaia di piccole imbarcazioni, militari e civili, tentano un disperato salvataggio.

CAST D'ECCEZIONE. A fine maggio 1940 il Corpo di Spedizione Britannico insieme alle truppe francesi, belghe e canadesi indietreggia fino alla spiaggia di Dunkirk e, sebbene solo a 26 miglia di distanza da casa, non c’è modo di raggiungere l’altra sponda. A causa della secca nel mare lunga ben sette metri, l’attracco per le navi inglese è proibitivo e quindi è impossibile raggiungere la riva opposta per salvare i propri soldati. Eppure c’è ancora speranza e viene inviato un richiamo di aiuto ai civili oltre la Manica che possiedono piccole imbarcazioni perché vengano in soccorso e così una flotta di barche e piccole navi private salpa da Sud della costa inglese per raggiungere la Francia e riportare gli uomini a casa, dando il via a quella che venne chiamata Operazione Dynamo. Il cast d'eccezione comprende star affermate come Kenneth Branagh, Tom Hardy, James D'Arcy, Mark Rylance, Cillian Murphy e giovani emergenti come Jack Lowden, Aneurin Barnard e la star della musica Harry Styles al suo debutto come attore.

TECNOLOGIE AVANZATE. Nolan firma non solo la spettacolare regia, ma anche la sceneggiatura, di un progetto che sfrutta la tecnologia Imax e la pellicola 65 mm per offrire agli spettatori un'esperienza unica e coinvolgente, a livello visivo ed emotivo. Pur non contando su una sceneggiatura particolarmente elaborata e complessa, limitando i dialoghi al minimo e non offrendo alcun dettaglio sul passato dei personaggi coinvolti, Dunkirk riesce a raggiungere il suo obiettivo con una narrazione incalzante, dal ritmo scandito ed enfatizzato dall'interessante colonna sonora firmata da Hans Zimmer, ricreando con efficacia le sensazioni vissute dai militari di tutte le età, anche grazie al convincente cast che ha superato a pieni voti la difficile prova affidata da Nolan. Dunkirk, in particolare se visto nelle sale tecnologicamente avanzate che valorizzano l’ottimo lavoro compiuto dal regista nel creare scene in perfetto equilibrio tra emotività e spettacolarità, permette di immergersi in una pagina di storia importante, sottolineando con sensibilità l’importanza dei singoli e delle scelte eroiche che possono cambiare per sempre il corso degli eventi.

Regia: Christopher Nolan; genere: azione (Usa, 2017); attori: Kenneth Branagh, Tom Hardy, Cillian Murphy, Harry Styles, James D'Arcy, Jack Lowden, Aneurin Barnard.

1. Sceneggiatura sì, sceneggiatura no: così Nolan ha cambiato idea

Nolan, in una recente intervista, ha rivelato che inizialmente era quasi intenzionato a non scrivere una sceneggiatura da consegnare al cast prima di arrivare sul set, dando quindi spazio in parte all'improvvisazione e alla forza delle immagini. Sua moglie Emma Thomas, coinvolta come produttrice, e i membri del team, tra cui il production designer Nathan Crowley, l'hanno però dissuaso, sviluppando quindi in modo elaborato e complesso le ricerche compiute da Nolan ascoltando molte testimonianze e leggendo molti libri, cercando di offrire un interessante equilibrio tra intrattenimento e accuratezza storica.

2. Imax e 65 mm: la tecnologia è protagonista

Il regista è stato il primo a utilizzare MdP Imax in un film come Il cavaliere oscuro e l'ha usato anche per le sue pellicole successivi. In Dunkirk ha scelto di girare il lungometraggio allargando l'uso del formato panoramico, alternando l'Imax e 65 mm per riflettere l'epicità degli eventi. Nolan ha spiegato: «Quando ci si siede al cinema, lo schermo sparisce e si ha una vera e propria esperienza sensoriale fisica in quanto offre panoramiche incredibili ed azioni a larga scala. Negli anni, però, abbiamo scoperto che se si usa anche per situazioni intime, crea un’immediatezza decisamente coinvolgente. E così la nostra sensazione era che se fossimo riusciti a trovare un modo nuovo per usarlo, il risultato ci avrebbe soddisfatto ben oltre le aspettative». Il filmmaker ha inoltre puntato a catturare l'azione in diretta, limitando gli effetti speciali e la computer grafica.

3. Il casting: polemiche sul coinvolgimento di Harry Styles

Il casting del film si è svolto cercando di rispettare le età dei personaggi, anche giovanissimi come i soldati al fronte, da interpretare, dando un'immagine coerente con la realtà degli eventi storici. Il lungometraggio ha tra i suoi protagonisti anche la star della musica Harry Styles e Nolan ha ribattuto alle critiche ricevute dopo la notizia del coinvolgimento della popstar ricordando come la stessa situazione si fosse verificata nel momento dell’assegnazione della parte del Joker a Heath Ledger: «In tanti hanno espresso perplessità e ci sono stati molti commenti negativi. Devo fidarmi del mio istinto e Harry era perfetto per questa parte. Non sono preoccupato della situazione. Non conoscevo Harry. Ne avevo sentito parlare grazie ai miei figli ma non sapevo molto di lui. Quello che stavo vedendo quando ha fatto l'audizione è stato un ragazzo davvero carismatico che chiaramente aveva dell'onestà e della finezza nella sua capacità di recitare».

4. Il molo restaurato: lavori ad hoc per il film

In occasione delle riprese del film è stato restaurato quel che rimaneva del molo originale del 1940. I responsabili del film hanno quindi affrontato il difficile compito di costruire l'intero pontile: la versione originale era un frangiflutti in pietra su cui poggiava una struttura in legno bianca dove potevano attraccare le navi. La scelta di ricostruire il molo ha avuto una grande importanza, come ha sottolineato lo storico Joshua Levine: «Poter essere testimone della ricostruzione del pontile di Dunkirk del 1940 è stata una esperienza emotiva profonda». La struttura, in origine, accoglieva migliaia di persone in una sottile piattaforma che sporgeva sull'oceano a vista, essendo così completamente vulnerabile a un eventuale assalto aereo. La versione ricostruita è stata realizzata con travi della grandezza di 35x35 centimetri ed era lunga oltre 1,2 chilometri in più rispetto a quella originale. Per riuscire nell'impresa è stato necessario il contributo del Comune di Dunkirk, dell'autorità portuale, di ingegneri e di società di dragaggio. Il molo è stato inoltre messo in sicurezza per permettere il reale approdo delle imbarcazioni.

5. Riprese problematiche: una tempesta complica i piani della troupe

La situazione meteo ha messo a dura prova il team della produzione perché il progetto iniziale era di realizzare le riprese con le miti temperature francesi. La realtà, nonostante parte dei ciak previsti combaciassero con l’anniversario dell’attuale evacuazione (dal 27 maggio al 4 giugno), è stata invece piuttosto dura a causa di una tempesta e onde molto alte che facevano sbattere l'acqua sul pontile, portando via alcune delle travi del molo. La troupe, in più occasioni, ha dovuto recuperare e ricostruire parte della struttura, riparando i danni fatti dalla natura durante la notte.

6. I costumi: un meticoloso lavoro di studio e realizzazione

A occuparsi dei costumi del film è stato Jeffrey Kurland, insieme al suo staff, e per riuscire a realizzare gli indumenti indossati dal cast sono state compiute delle ricerche approfondite sui testi di storia e sono state acquistate su eBay delle riviste dell'epoca e consultate vecchie immagini di repertorio. Ogni costume è stato poi cucito dal nulla, scegliendo di non affittare gli indumenti per paura di rovinarli durante le riprese. Tra gli aspetti più curiosi della genesi del film c'è stata la scelta di cardare la lana per realizzare le divise, rasando poi la trama del tessuto per avvicinarsi all'aspetto desiderato da Nolan. Kurland voleva inoltre rendere la lana più sottile e, dopo aver inumidito ogni divisa, ha assottigliato con il lanciafiamme il costume che è stato infine invecchiato.

7. Il coinvolgimento degli abitanti locali: comparse da Dunkirk e dintorni

Le comparse utilizzate per il film di Nolan provenivano, per la maggior parte, proprio da Dunkirk e dalle aree circostanti, per espressa volontà della produzione che voleva coinvolgere i cittadini della città. Il sindaco ha quindi cercato di aiutare in ogni modo il team del film. Poter girare il lungometraggio nella stessa area in cui si sono svolti gli eventi del 1940 ha permesso inoltre di far immergere il cast e la troupe nell'atmosfera giusta, grazie alla visione di resti di una nave affondata vicino al molo o al ritrovamento di alcuni oggetti, come bottoni e fibbie delle divise dei soldati.

8. La Moonstone: una barca del '39 con a bordo telecamere Imax

L'imbarcazione utilizzata dal Signor Dawson nel film, la Moonstone, è in realtà uno yacht di 12 metri che risale al 1939. La barca è stata scelta perché ha permesso al cast tecnico anche di montare a bordo delle telecamere Imax. Mark Rylance, interprete del personaggio che corre in aiuto dei protagonisti, ha svelato di essersi innamorato della barca su cui aveva trascorso moltissime ore. I responsabili delle scenografie avevano arredato gli spazi con piccoli libri sugli scaffali e vari oggetti d'epoca, permettendo agli attori di vedere cose antiche, come ad esempio delle scatole di latta e altri oggetti anni 40, intorno a loro. L’attore Barry Keoghan ha inoltre svelato di essere stato nervoso i primi giorni di riprese perché non era abituato al continuo dondolio dell'imbarcazione. Dopo il nervosismo dei primi giorni, i membri del cast e della troupe si sono però abituati ai movimenti e hanno trovato 'il ritmo marino'.

9. Le (poche) libertà artistiche: i dettagli modificati da Nolan

Per le riprese delle sequenze aeree sono stati individuati tre Spitfire da utilizzare: due Mark 1 e un Mark 5, oltre a un HA-1112 Buchón spagnolo come sostituto dell’ME-109s tedesco, meglio noto come Messerschmitts. Il regista ha ammesso di essersi concesso delle libertà narrative ma di aver cercato in tutti i modi di rispettare l'accuratezza storica. Tra i dettagli modificati rispetto all'originale, ad esempio, c'è il colore dei musi del ME-109 che nel lungometraggio sono gialli, nonostante non lo fossero nella realtà, per permettere agli spettatori di distinguerli dallo Spitfire. Tra i velivoli utilizzati anche uno Yak-52, un aereo sovietico a due posti simile allo Spitfire, che è stato "arredato" per le riprese ravvicinate degli attori in cabina

10. La colonna sonora: la nuova versione di un classico

Nella colonna sonora composta da Hans Zimmer, Nolan ha mescolato un adattamento del tema crescente di Edward Elgar, Nimrod che, secondo il regista, è amato dagli inglesi proprio quanto la storia di Dunkirk. La versione moderna è stata creata dall’artista in collaborazione con il compositore e arrangiatore Benjamin Wallfisch e al montatore delle musiche Alex Gibson.

Dunkirk, la storia vera dietro al film di Nolan

Con la presa di Abbeville l'offensiva era arrivata a un punto di svolta notevole. Ma in quel momento la Germania decise di interrompere le operazioni contro la sacca di Dunkerque. Il 24 maggio Adolf Hitler diede l'ordine di fermare l'offensiva. In questo modo i soldati inglesi, e i vertici della marina britannica, riuscirono a riorganizzarsi per preparare l'evacuazione.

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