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24 Settembre Set 2017 1600 24 settembre 2017

"L'inganno" al cinema: trailer e recensione del film di Sofia Coppola

Un remake al femminile. Ai tempi della Guerra civile americana. Tra imbarazzanti scene di sesso violento, tensioni e un cast super: Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Colin Farrell ed Elle Fanning. Cosa c'è da sapere.

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Con il film L'inganno Sofia Coppola affronta un periodo storico non ancora rappresentato nei suoi lavori. La storia, nuovo adattamento del romanzo scritto da Thomas Cullinan, si svolge infatti nel 1864, durante la Guerra di secessione americana, in un collegio femminile al Sud dove vivono, protette dal mondo esterno, un gruppo di giovani donne e le loro insegnanti.

INFRANTI I TABÙ NEL MICRO COSMO. La situazione cambierà radicalmente quando nella piccola comunità viene accolto John (Colin Farrell), un soldato nordista ferito. La scelta di dare rifugio all'uomo causa la nascita di rivalità dai risvolti pericolosi, l'emergere di una tensione sessuale e il rischio di infrangere i tabù esistenti nel micro cosmo.

LATO ANIMALESCO SEMPRE PRESENTE. La regista, grazie all'ottimo cast guidato da Nicole Kidman e Kirsten Dunst, punta l'attenzione, come sua abitudine, sulla prospettiva femminile, dando spazio alla rappresentazione della perdita di innocenza, non solo a causa della guerra. Il film costruisce bene l'atmosfera che alimenta gli eventi, sfruttando con efficacia l'idea che il lato animalesco degli esseri umani non sia presente solo al fronte, costruendo tassello dopo tassello un racconto in cui dalla superficie emergono tutte le emozioni represse a lungo.

CONTRAPPOSIZIONI FIN TROPPO NETTE. Il punto di forza del progetto, ossia la visione delle donne di diverse età rispetto agli eventi, si rivela però al tempo stesso anche il difetto più evidente, rendendo l'insieme poco equilibrato nel seguire l'evoluzione della storia. La contrapposizione tra le scelte compiute da Martha (Kidman) ed Edwina (Dunst), per esempio, appare fin troppo netta, mentre i comportamenti delle giovani studentesse vengono delineati in modo piuttosto superficiale e stereotipato.

FASCINO E CURA DI OGNI DETTAGLIO. L'inganno, tuttavia, è un'opera ricca di fascino e curata in ogni minimo dettaglio, permettendo così al cupo racconto portato sul grande schermo dalla Coppola di coinvolgere e interessare lo spettatore, trasportato in un passato che ha molti legami con il presente. Scopriamo la recensione e qualche curiosità sul progetto realizzato dall'acclamata autrice di film come Lost in Translation e Il giardino delle vergini suicide.

Regia: Sofia Coppola; genere: drammatico (Usa, 2017); attori: Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Colin Farrell, Elle Fanning, Angourie Rice, Oona Laurence, Emma Howard, Addison Riecke.

1. Remake atipico: film del '71 con Clint Eastwood rivisto dalla prospettiva femminile

Il romanzo scritto da Thomas Cullinan è già stato al centro di un adattamento per il grande schermo diretto nel 1971 dal regista Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, e che aveva come protagonisti Clint Eastwood, Geraldine Paga, Elizabeth Hartman e Jo Ann Harris. La visione del lungometraggio ha particolarmente coinvolto Sofia Coppola che ha quindi deciso di riprendere la storia originale per raccontarla però dalla prospettiva dei personaggi femminili.

2. Fonti di ispirazione d'alto livello: King e Hitchcock

La scenografa Ann Ross ha svelato che per sviluppare il progetto per il grande schermo ha lavorato a stretto contatto con la Coppola condividendo fotografie, immagini, oggetti e altre fonti di ispirazione, oltre a creare una tavola delle emozioni e delineare l'obiettivo del film. Tra gli elementi emersi c'erano per esempio i ritratti del pittore John Singer Sargeant, le foto degli Anni 70 realizzate da William Eggleston, il film australiano Picnic a Hanging Rock, l'adattamento del romanzo di Stephen King Misery non deve morire, I'm Tess e tutta la filmografia di Alfred Hitchcock che ha contribuito a trovare il giusto approccio alla suspence da inserire nel lungometraggio.

3. Lavoro sulle immagini iniziato un anno prima delle riprese: pochi colori e poca luce

Il direttore della fotografia Philippe Le Sourd ha collaborato per la prima volta con Sofia Coppola e ha iniziato a lavorare un anno prima dell'inizio delle riprese, rimanendo colpito dal fatto che durante la Guerra civile non emergessero molti colori, scegliendo così di rispecchiare questo elemento cromatico anche sullo schermo. La storia, inoltre, si svolgeva un decennio prima che venisse utilizzata l'elettricità, situazione che ha quindi obbligato il team del film a sfruttare la luce del giorno o a integrare quella naturale con delle candele.

4. Preparazione accurata: danze dell'epoca e lezioni di scrittura in corsivo

Le prove prima delle riprese sono state effettuate con gli attori vestiti con i costumi che ricreavano gli abiti d'epoca e il cast si è sottoposto a una preparazione molto intensiva che comprendeva persino lezioni di scrittura in corsivo utilizzando una penna intinta nell'inchiostro e come applicare un laccio emostatico, oltre a incontri con un insegnante di etichetta e galateo e con un coreografo che ha fatto apprendere le danze dell'epoca. Le attrici, infine, per un'ora al giorno hanno fatto pratica con gli accenti, specifici per ogni Stato da cui provenivano i personaggi.

5. Legame speciale per le attrici minorenni: amiche anche fuori dal film

Sul set tra le interpreti si sono formati dei legami di amicizia molto stretti che hanno contribuito a creare la giusta atmosfera sul set, soprattutto per quanto riguarda le attrici più giovani. Oona Laurence, Angourie Rice, Emma Howard e Addison Riecke erano tutte minorenni durante il lavoro compiuto sul set e seguivano insieme le lezioni, non potendo frequentare la scuola, e venivano portate sul set insieme, sulla stessa macchina. Il tempo trascorso a stretto contatto ha permesso al gruppo di conoscersi e avvicinarsi molto, riuscendo così a rendere più semplice la loro interpretazione delle studentesse che trascorrono ogni momento della loro vita insieme.

6. Immedesimazione totale: un diario da scrivere sui personaggi

Per far immergere il cast nel mondo creato per il film, Sofia Coppola ha chiesto alle interpreti di scrivere ogni giorno qualche pagina di diario come se fossero realmente i personaggi che interpretavano davanti alla telecamera, riflettendo quindi sul proprio passato, sulle famiglie da cui erano state separate e sulla vita al collegio.

7. Elle e Kirsten subito complici: un'intesa che ha "infastidito" la Coppola

Elle Fanning e Kirsten Dunst sono diventate molto amiche sul set, come dimostrano anche alcuni post condivisi su Instagram che le ritrae insieme e in cui posano persino in stile Beyoncé. Le due star hanno raccontato che si sono intese subito alla perfezione, arrivando persino a completare le frasi dell'altra e a scoppiare a ridere se i loro sguardi si incrociavano sul set, situazione che obbligava Sofia a richiamarle all'ordine.

8. Usati luoghi reali: ville in stile neoclassico e il City Park di New Orleans

Sofia Coppola, come accaduto in passato, ha preferito girare in ambienti veri. La scuola delle ragazze, il Farnsworth Seminary, nella realtà è la Madewood Plantation utilizzata in passato in un videoclip di Beyoncé, Sorry. La proprietà è rimasta nel XIX secolo ai margini della Guerra civile e protetta dai disastri naturali, risultando una delle ville in stile neoclassico più perfette esistenti sul suolo americano. Per poter invece lavorare nelle scene ambientate in interni, e cambiarne senza troppi problemi arredamenti e decorazioni, è stata scelta una casa di New Orleans utilizzata per le sequenze ambientati a scuola, nella sala della musica e in camera da letto. Tra le altre location selezionate ci sono anche la Evergreen Plantation e il City Park di New Orleans, ritenuto perfetto per la scena in cui il soldato viene ritrovato ferito. Tra le decisioni prese dal team degli scenografi, inoltre, anche quella di annerire le posate d'argento vintage usate dal cast, per rispecchiare il fatto che lucidarle sarebbe stato un compito poco essenziale durante la Guerra.

9. Situazione di disagio per la Dunst: la scena di sesso violento

L'attrice Kirsten Dunst ha rivelato di essersi sentita particolarmente a disagio durante le riprese di uno dei momenti più drammatici del film. L'attrice doveva infatti interpretare una scena di sesso con dei risvolti violenti e ha raccontato: «Onestamente ho pensato "Concludiamo questa scena il prima possibile". Sofia ha detto "La gireremo velocemente. La realizzeremo qui, faremo tre ciak e basta"». Farrell, coinvolto in quel momento, ha aggiunto di aver cercato di mettere a proprio agio l'amica e collega, sottolineando che preferisce siano le donne a dover decidere come gestire quei momenti sul set.

10. Conquistata Cannes: vinto il premio come Miglior regia

Il film è stato presentato alla 70esima edizione del Festival di Cannes, dove ha conquistato il premio come Miglior regia, evento che aveva tra i membri della sua giuria anche l'attrice Jessica Chastain. A distanza di qualche settimana dalla conclusione della kermesse, la star ha svelato per quale motivo è stata colpita positivamente dal lavoro compiuto da Sofia Coppola dichiarando su Twitter: «Prende una fantasia tipicamente maschile e la cambia radicalmente. Il potere va alle donne in questo remake».

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