Fazio Littizzetto Che Tempo Che Fa
25 Settembre Set 2017 1600 25 settembre 2017

Fazio e quell'inamidato esordio su RaiUno che non decolla

Cinque milioni di spettatori per il nuovo Che tempo che fa. Ma sulla rete ammiraglia il conduttore annaspa con la sua morfologia narcotica. La scontata Littizzetto non lo salva, il prezzemolo Beppe Fiorello neppure.

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Si è dato una spuntatina alla barba, una stiratina al vestitino, un'aria pettinata dallo sbarazzino perbenista all'inamidato generalista, ma Fabio Fazio sulla rete ammiraglia sembra annaspare, non riesce a scatenare tutta la potenza di fuoco felpato, quel politicamente corretto efferato: anche le sue celebri promozioni, non chiamatele markette, ecco, suonano faticate, artificiose, non c'è più quella gioia del promuovere, sponsorizzare, consigliare il capolavoro cotto e mangiato di turno, che lo aveva fatto grande negli ascolti, negli ingaggi, nel vittimismo.

PARTENZA FORTE COL MAESTRO. Fazio targato RaiUno non decolla, ma lascia decollati. Già la partenza, col Maestro, maiuscolo per la Madonna, Ennio Morricone, è una tranvata di Valium e a poco possono quei deliziosi balbettii dell'anfitrione, «ma ma ma che meraviglia, ma ma ma che commozione, ma ma ma ma lei, Maestro (anche la dizione è maiuscola, per la Madonna, ndr), davvero fa ginnastica alle 4 del mattino? E quelli del piano di sotto che dicono?». «Certe volte bussano». Ma ma ma, da scassarsi dalle risate.

Ennio Morricone ospite di Fazio nella prima serata del 24 settembre 2017.

E la dissertazione musicologica, e la diapositiva della stella del Maestro (maiuscolo, eccetera) sulla Walk of Fame di Hollywood, brrrividi lungo la schiena, e poi tocca agli altri, che però, a vario titolo, son sempre grossomodo quelli di prima, di sempre, a giro (Morandi con fiction incorporata, 'n'altro che andava a 100 all'ora sì ma 50 anni fa, stavolta fa la concorrenza, ma ma ma che meraviglia), Gabbani, ma ma ma che regalo che ci hai fatto, Orietta, ma ma ma quanti dischi estivi hai venduto, un qualunque selfattore, ma ma ma che forte che sei, Miss Italia di turno, ma ma ma che intelligente che sei.

RIGOR VIVIS DEL PADRONE DI CASA. Però anche loro adesso patiscono quel non so che d'inamidato, contagiati dal rigor vivis del padrone di casa e forse qui sta il busillis: tutti appaiono, consapevolmente o meno, condizionati da un conduttore che, lungi dall'abitarlo, subisce il contesto e la domenica della salme forse cambierà nome, da Che tempo che fa a Il tempo di morire o magari Una serata uggiosa.

Su RaiTre Fazio era RaiTre, adesso non si sa cos'è e Che tempo che fa finisce fuori tempo di conseguenza

Regge, il nuovo Fabio Fazio tartarugato? Lo scopriremo solo annoiandoci, come hanno fatto nella prima punata di domenica 24 settembre 2017 in 5 milioni e passa, chapeau, buona la prima, però le premesse non sono radiose: boccheggiano pure i pesci nell'acquario. Tutto è come sempre ma lui si vede che no, ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è Fabio Fazio, qualcosa si sente che manca, il Buonista sul primo canale è come spiazzato.

NON HA PIÙ UN'IDENTITÀ PRECISA. Sulla rete istituzionale del servizio pubblico la sua morfologia narcotica non funziona, perché lui non ha più una identità, non è geneticamente rigido come Daniele Piombi, non ha l'aplomb sarcastico di un Corrado, la mercurialità egocentrica di Pippo Baudo, la rumorosità paesana di Flavio Insinna, non è nazionalpopolare dentro come Carlo Conti, gli manca pure l'orgoglioso banalismo di Bonolis, insomma su RaiTre Fazio era RaiTre, adesso non si sa cos'è e Che tempo che fa finisce fuori tempo di conseguenza.

Fabio Fazio.

Poi lui si grillizza di ritorno, cadenza genovese compresa, quando si apologizza - «mi hanno dato la colpa di tutto, tranne di aver portato Lucianina su RaiUno» - solo che in questo ritorno alle origini (lui da ragazzo, ricordate?, faceva il clone di Beppe), non è credibile e vien fuori più dogmatico ma meno simpatico di Piero Angela a Superquark.

CHE MALINCONIA QUESTA LUCIANINA. A proposito di Littizzetto, non lo salva e non si salva, prevedibile fino alla morte: fa parte del pacchetto, d'accordo, ma allora inventati qualcosa o fattela scrivere dagli impagabili autori, altro che pesce balenga. "Litti", minchia o non minchia, è la più inamidata di tutti, non fatela vestire da suora che l'effetto è da gabbianone d'autunno, una malinconia di cartapesta che la metà ammazza.

E poi però c'è lui. Il solo. L'unico. L'immancabile, inevitabile, ineludibile: buonasera amici di Che tempo che fa, e del Tg1, due, tre, quarantotto, e di tutti i programmi del regno: oggi abbiamo con noi Beppe Fiorello; ieri avevamo con noi Beppe Fiorello; domani avremo con noi Beppe Fiorello; il quale, dopo avere fatto tutte le fiction possibili e immaginabili, anche quelle che non sono ancora state concepite, condurrà direttamente al nostro posto e ospiterà Beppe Fiorello, con cui discuterà della nuova fiction Essere Beppe Fiorello, di, con, per, su, tra e fra Beppe Fiorello.

C'È BEPPE FIORELLO OVUNQUE. Un dialogo tra Beppe Fiorello e Beppe Fiorello (con Rosario Fiorello in collegamento) sulla necessità di ritrovarsi oggi Beppe Fiorello in un mondo popolato di Beppe Fiorello. Ha dichiarato per l'occasione Beppe Fiorello: «Se non fossi Beppe Fiorello, c'è un solo personaggio che vorrei e potrei essere: Beppe Fiorello».

FACCIAMO UN GRANDE FIORELLO. Ma ora non andate via, restate con noi: dopo la pubblicità, con tutti testimonial Beppe Fiorello, ritorneremo insieme con Beppe Fiorello che ci annuncerà del suo nuovo incarico di direttore artistico, conduttore, partecipante e super ospite del nuovo sconvolgente varietà Il Grande Fiorello, nominato dal nuovo direttore generale/presidente del cda Rai, Beppe Fiorello, in accordo coi presidenti delle Camere, Beppe Fiorello e Beppe Fiorello, col beneplacito del premier Beppe Fiorello e il benestare del capo dello Stato Beppe Fiorello.

Pierfrancesco Favino e Beppe Fiorello.

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