Monna Vanna
29 Settembre Set 2017 1507 29 settembre 2017

La Gioconda nuda è di Leonardo da Vinci (forse)

Una figura di donna disegnata a carboncino fra il 1485 e il 1538 è stata portata in gran segreto a Parigi per essere esaminata. I risultati delle prime analisi indicano che l'opera potrebbe essere di Leonardo.

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La Gioconda di Leonardo da Vinci è probabilmente il quadro più conosciuto al mondo, ma la sua storia è piena di misteri. Uno di questi potrebbe essere presto svelato: la "Gioconda nuda", un disegno a carboncino relizzato fra il 1485 e il 1538, è opera proprio del maestro fiorentino. O almeno questo sembrano suggerire le prime analisi degli studiosi del Centro di ricerche e di restauro dei Musei di Parigi, dove la tela, nota anche come Monna Vanna, è stata portata in gran segreto per stabilirne con certezza l'attribuzione.

La Gioconda di Leonardo da Vinci, conservata al Louvre di Parigi.

Il disegno è conservato al museo Condé del castello di Chantilly, 50 chilometri a nord di Parigi. Ad acquistarlo nel 1897 fu Henri d'Orleans, duca d'Aumale, convinto che nella tela ci fosse la mano di Leonardo. In effetti, la somiglianza fra la Monna Lisa del Louvre e la donna senza veli tratteggiata a carboncino pare evidente. Un'impressione che i primi rilievi effettuati dagli studiosi francesi sembrano confermare: riflettografia infrarossa, luce radente, raggi x e fluorescenza a raggi X hanno portato il curatore del museo Condé, Mathieu Deldicque ad affermare: «Il disegno è, almeno in parte, opera del maestro».

Se l'attribuzione fosse confermata anche dagli esami successivi, si tratterebbe di una scoperta sensazionale. La Gioconda nuda potrebbe aiutare a risolvere alcuni misteri che avvolgono la donna dal sorriso enigmatico dipinta da Leonardo, primo fra tutti quello relativo alla sua identità.

UNA RISPOSTA DEFINITIVA ENTRO IL 2019. Bruno Mottin, restauratore del Louvre e mebro del gruppo di esperti incaricato di esaminare la Gioconda, ha invitato però alla prudenza: «il tratteggio vicino alla testa della donna è opera di un destrimano, mentre Leonardo era mancino». Un'incongruenza che non esclude lo zampino del maestro fiorentino nel disegno, ma che suggerisce analisi più approfondite. «È un lavoro che richiede tempo», ha aggiunto Mottin, «la tela è molto fragile e bisogna prestare attenzione nell'esaminarla». I ricercatori sperano di arrivare a una risposta definitiva entro il 2 maggio 2019, quando il castello di Chantilly organizzerà una mostra in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo.

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