RAPINAOK
29 Settembre Set 2017 1010 29 settembre 2017

Libri, la lingua della mala milanese in un falso Einaudi

Decenni di sbronze e rapine. San Vittore. Caraffe di Casanis e Nazionali di contrabbando senza filtro. Uno slang incomprensibile. Tutto miscelato in un libro-vocabolario scritto da due fratelli. Ecco il Riocontra Illutostra.

  • Dirk Bogarde
  • ...

Drepa, Drema, topela, foba, gafi, labe di tobru. Termini incomprensibili per chi non ha mai frequentato le piazze di Milano. Ora qualcuno ha pensato di scriverci un libro che è subito diventato un giallo. Da qualche giorno, infatti, circola per le strade di Lambrate, quartiere Est del capoluogo lombardo, un falso esemplare della collana Vele Einaudi dal titolo Il Riocontra illutostra, per entrare in vibranezio con l'ozi della dastra. Chi ha avuto modo di leggerlo è rimasto stupefatto.

LA DEDICA: «A TUA MADRE». Perfetto dal punto di vista tipografico, il contenuto del numero 69 della collana Papelle è esplosivo. Si tratta di una lingua segreta che si scaglia contro le forze dell'ordine, i sancarlini, gli hipster, in pratica tutta l'ipocrisia della Milano da bere e dei salotti buonisti, quelli della Settimana del mobile e di quella appena terminata della moda. Sono 70 pagine in cui due esponenti della vecchia guardia della mala meneghina mettono insieme la loro esperienza cercando di raccontare l'anima di questo linguaggio carbonaro. La dedica è sprezzante: A tua madre.

IL RIOCONTRA NELLA STORIA. Per avere una definizione di cosa sia il «Riocontra» basta sfogliare le prime pagine del libro: «Variazione dell’italiano ottenuta applicando alle parole italiane - sia correnti che gergali - diverse regole di variatio basate sull’inversione delle sillabe. Molto diffuso negli Anni 80 a Milano a opera del gruppo sociale tardo adolescenziale detto dei Paninari. Ne è attestata l’esistenza parallela e indipendente in altre regioni d’Italia e anche del mondo. Cfr. Verlan (Fr.) e Vesre (Sp. Arg.). Dagli Anni 90 è rimasto in uso in alcune cerchie molto ristrette della popolazione giovanile di Milano e provincia, nonché in qualche gruppo di storici appassionati». Perché il Riocontra non ha regole, se non quella del suono.

La copertina del volume.

Fratelli Di Nobru

Non è stato semplice individuare gli autori, i fratelli Alfredo e Giovanni Di Bruno. Al momento c'è solo una pagina Facebook e un indirizzo e-mail, ma sabato 14 ottobre alla Santeria di Lambrate (via Ettore Paladini, 8) si terrà la presentazione dell'opera stampata in lito in 300 copie, numerate e firmate a mano. Roba d'altri tempi insomma. «Il nostro scopo non è quello di ingabbiare questo linguaggio nelle regole», precisano i Di Bruno, «ma di lasciare una testimonianza di decenni di storia di piazza, di sbronze e di spaccio».

QUELLA SERA A MARSIGLIA. Il progetto nasce a Marsiglia quattro anni fa quando, al Bar Jac, i due fratelli commentavano sbronzi di Casanis, ad alta voce, le bellezze locali. Capiti dalle ragazze, anche perché si trovavano nel quartiere italiano del Panier, si ritrovarono di nuovo a parlare all'incontrario, come un paio di decenni prima. Spiega Giovanni, 59 anni, tenebroso dalla frezza bianca e con qualche anno a San Vittore sulle spalle: «Non siamo preoccupati di farlo finire nelle mani dei bobaz, perché tanto non lo capirebbero veramente». E appunto boba, con le sue variazioni bobaz e boba di gnole, è una delle tante parole che vengono fissate nel compendio del libro. Ma chi è il boba? Risponde Alfredo, baffi maestosi, 69 anni appena compiuti e una pancia da birra che ne fa immaginare molti di più: «Il boba è il conformista, il falso, l'ipocrita, è l'amico rampante che vorrebbe fotterti la ragazza, ma alla fine manco ci riesce».

RAPINE E NOBILDONNE. Tra le righe del libro si possono incontrare anche altre parole come tochéscia e gafi di gnole. E di gafi di gnole Giovanni, che negli Anni 80 rapinava gioiellerie e pelliccerie in Porta Venezia, se ne intende: «L’ultima infamata l'ho ricevuta dalla Marchesa, casa a tre piani in Buenos Aires, con ascensore interno e dalla fisicata selvaggia», ricorda. «Ne fui stregato, le regalai la cosa che a lei piaceva di più: mentre suo marito a casa guardava il Tenente Colombo, io entravo dalla porta della servitù e lì... Vi lascio solo immaginare. Mi feci due anni per questa str... ». Sì, ma cosa significa gafi di gnole? «David Lachaperdere».

Le istruzioni per l'uso.

Fratelli Di Nobru

Si fa fatica ogni tanto a capire i fratelli Di Bruno, mezzi pugliesi «come tutti i veri milanesi», ma il loro libro rischia di lasciare un segno in città, tra polemiche e possibili querele. A loro non importa: «Ne abbiamo viste talmente tante che non sarà il primo struzzo a spaventarci», dice Alfredo.

LA STORIA DELLO STRUZZO GIGANTE. E «Giulio È in Audi editore» da dove arriva? Ridono entrambi. «Giulio è ormai un uomo molto chiove, è un mecenate di quelli di cui hanno rotto lo stampino», raccontano. «Uomo del tabacco, ci telefonò in una notte nebbiosa del febbraio 1982, si era appena fumato la prima sigaretta della sua vita all'alba dei 60 anni e ci disse: “Aiuto! C'è uno struzzo gigante che mi guarda dallo specchietto retrovisore!”. “C’è uno struzzo! C’è uno struzzo!”. Urlava, sembrava non dover smettere mai. "Ma dove sei?", gli chiedemmo. “Sono in Audi!”. Era evidentemente sotto choc dai fumi del tabacco. Fu così che, per lavare qualche doblone, gli proponemmo di fondare la casa editrice»

LA MILANO CHE NON C'È PIÙ. L'incontro con i fratelli Di Bruno è stato complesso da organizzare, è servito pure l'aiuto di un ex agente del Sisde. A Lambrate, in un salotto decadente con un bar televisore in radica (ormai una rarità), stampe serigrafiche di fine Anni 60 e il juke box che passa pezzi di musica Bebop dei '50, scorre una Milano che non c'è più. Tra caraffe di Casanis e Nazionali di contrabbando senza filtro, si fa la storia della città. Ma adesso, dov’è finito Giulio? «Giulio?», fa Alfredo tenendosi la pancia, «Giulio è sempre lì, è in Audi».

Il vocabolario base.

Fratelli Di Nobru

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso