Dai che è verde

Vivienne
19 Ottobre Ott 2017 0928 19 ottobre 2017

Westwood e l'elisir di lunga vita

La 76enne regina della moda e il marito sono adepti dell'«unwashed». Ma limitare la frequentazione della stanza da bagno, vista la loro non più verde età, è anche un modo per prevenire gli infortuni tipici degli anziani. Insomma, «jeep it dirty, keep it alive».

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«Qual è il mio segreto di bellezza? Fare tanta plin-plin», afferma la testimonial dell’acqua minerale, una sventolona under-30 il cui vero segreto di bellezza sta nella data di nascita e nei geni ereditati da mamma e papà. Più praticabile il segreto rivelato da una pimpante signora inglese di 76 anni, Vivienne Westwood, la stilista regina madre del punk: anche qui c’entra l’acqua, quella che ci pulisce non dentro ma fuori.

NONNE INGLESI SUPERCOOL. Westwood, che appartiene alla razza delle nonne supercool (di cui solo il Regno Unito sembra avere il copyright, da Judi Dench a Helen Mirren fino alla più anziana e arzilla di tutte, Elisabetta II), ha riassunto il suo «beauty secret» in una frase lapidaria: «Non lavatevi troppo». Ossia, fate come lei, che ogni mattina si lava a pezzi (e non tutti, solo quelli necessari) e si concede un bagno solo una volta a settimana, come si faceva tanti anni fa, quando il sabato sera si riempiva la tinozza di acqua calda e ci si immergevano a turno tutti i membri della famiglia (l’ultimo probabilmente ne usciva più sporco di prima). Il marito di Westwood, l’eccentrico designer austriaco Andreas Kronthaler, uno che ha dato agli outfit della sua ultima collezione i nomi delle mucche della malga tirolese dove ha trascorso le vacanze, è più giovane di lei di 11 anni ma sembra un 40enne grazie ad abluzioni ancora più esigue, un bagno al mese, meno di Giuseppe Cruciani, il profeta italiano del vangelo «unwashed».

Vivienne Westwood.

VEG, AMBIENTALISTI. E PRUDENTI. Sia Vivienne che Andreas sono vegetariani e ambientalisti, e la loro scelta ha sicuramente più a che fare con la lotta allo sperpero delle risorse idriche che con il desiderio di conservare il film idrolipidico dell’epidermide. Ma forse, vista l’età non più verde dei due coniugi, limitare la frequentazione della stanza da bagno è anche una giudiziosa prevenzione dei più tipici infortuni degli anziani, gli scivoloni nella doccia o all’uscita dalla vasca dai quali spesso non ci si riprende più – dopodiché addio per sempre a bagni, bidè e docce, benvenuti pannoloni, shampoo secco e salviette imbevute.

SI TEME UNA «STINKY BREXIT». Dopo i 65 anni ogni bagno potrebbe essere l’ultimo. Quindi «jeep it dirty, keep it alive», riassume Sophie Heawood, columnist del Guardian, altra adepta del lavarsi poco. Che sottolinea un altro vantaggio delle docce col contagocce: dopo un’astinenza settimanale, l’acqua sulla pelle è un piacere divino, meglio di una giornata in spa. A Bruxelles sono già preoccupati. Alle opzioni «soft» e «hard Brexit» sta per aggiungersene una terza: la «stinky Brexit».

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