Dai che è verde

Della Noce
20 Ottobre Ott 2017 0931 20 ottobre 2017

Marco Della Noce e la fragilità del comico

Il beniamino di Zelig è finito a vivere in auto cadendo nella depressione. Un destino comune a molti suoi colleghi, che devono sempre tenere un piede ben saldo nella realtà e l'altro nell’ideale mondo delle celebrity.

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Anch’io appartengo ai superficiali che pensano «se sei famoso, allora sei per forza ricco». Specie se la fama viene dalla televisione, dove i compensi sono incommensurabili rispetto a quelli della gente normale. I famosi della tivù divorziano a ripetizione, lo impariamo dai rotocalchi, ma l’incidente non intacca il loro stile di vita, vengono paparazzati a stretto giro in locali alla moda o in località turistiche esclusive mentre «superano la crisi» magari già al fianco di un nuovo partner.

LA FRAGILITÀ DEL COMICO. Però so che i comici sono una razza a parte. Per fare bene il loro mestiere non possono permettersi di tenere tutti e due i piedi nell’ideale e autoreferenziale Versailles delle celebrity, ma devono sempre tenerne uno ben saldo nella realtà quotidiana, nei problemi di tutti, l’inesauribile miniera da cui attingere spunti, tormentoni, personaggi. I comici vivono spezzati in due, che spiega come mai siano fra gli artisti più a rischio depressione, da Bill Hicks a Robin Williams, da Villaggio a Iacchetti. E se uno dei due piedi fa un passo falso, scivola anche l’altro e la caduta può essere rapida e rovinosa.

Marco Della Noce.

A Marco Della Noce, il beniamino di Zelig più noto ai telespettatori come Oriano Ferrari, il capo-meccanico di Maranello, ha fatto lo sgambetto un divorzio tormentato come, purtroppo, ce ne sono tanti, quando c’è di mezzo il mantenimento dei figli e il nodo scorsoio dello «stesso tenore di vita» da assicurare all’ex famiglia. Un assegno mensile che si fa sempre più gravoso quanto più la crisi riduce ingaggi e scritture, debiti che si accumulano, pignoramenti a catena, colleghi che si dileguano, nessuno che ti chiama più: risultato, Della Noce non solo è caduto in una grave depressione, ma non ha più casa e dorme in auto nelle strade del suo paese, Lissone, soccorso più dagli amici del bar che dai servizi sociali.

CHE SIA SOLO UN PIT STOP. Il caso è finito sul Giorno e poi ripreso da altri giornali, ai quali ha raccontato la sua storia, imbarazzato, più che dalla povertà, dal fatto di doverla esporre con la sua voce di uomo, e non con quella che prestò a Luigi in Cars-Motori ruggenti. Dubito che vedere il loro papà compatito su tutti i giornali e immortalato nella casa-auto con un sorriso triste e una busta dell’Esselunga in mano renda felici i tre figli di Della Noce, ma il movimento Padri separati ne ha fatto subito una bandiera. Più concreto il sostegno di alcuni artisti, che organizzeranno per Marco uno spettacolo di solidarietà, per aiutarlo a rimettersi in piedi, anche se alla maniera squilibrata dei comici. E a fare di questa disavventura solo una sosta ai box per un cambio gomme, come piacerebbe a Oriano Ferrari.

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