Dai che è verde

Spacey
2 Novembre Nov 2017 1247 02 novembre 2017

Spacey, abusi, pedofilia e omertà... è Hollywood o il Vaticano?

Cinema e Chiesa hanno un punto in comune: il “big secret”, le molestie sui ragazzini. Ora c'è la ribellione contro lo «ius primi provini». Ma si tratta di giostrai che fingono di non sapere come funzionava la giostra.

  • ...

«Hollywood? Un bordello sovraffollato, una giostra con i letti al posto dei cavalli»: la definizione è di Marilyn Monroe e a quanto pare calza ancora perfettamente. Che tante dive, per arrivare sul set, abbiano dovuto affrontare almeno un giro di giostra, era un segreto di Pulcinella ben prima del caso Weinstein: il primo scandalo sessuale - in realtà un vero e proprio stupro che causò la morte della vittima - è del 1921 e coinvolse il potentissimocomico Fatty Arbuckle, che dietro il faccione burroso dagli occhi celesti era un violento predatore di donne.

NON SOLO LE DONNE NEL MIRINO. E come lui erano il produttore Louis B. Mayer, che palpeggiava la giovane Judy Garland, l’anonimo tycoon che si masturbò davanti alla 12enne Shirley Temple e i tanti altri pezzi grossi libidinosi e ricattatori che appaiono nelle autobiografie di molte star della vecchia Hollywood. Attrici, come quelle che in questi giorni hanno denunciato apertamente Weinstein e alcuni registi, confortando il cliché secondo cui sulla giostra salgono solo le donne.

VERITÀ SCOMODA E IMBARAZZANTE. Ma la denuncia di Anthony Rapp contro Kevin Spacey potrebbe aprire uno spiraglio su una verità molto più scomoda e imbarazzante per la fucina dei miti globali del fascino virile: dal sofà del produttore (o del regista, del fotografo o dell’attore famoso) passano anche i maschi, giovani e perfino impuberi. A quanto pare Hollywood e la Chiesa cattolica hanno un punto in comune: «Il problema numero uno è sempre stato la pedofilia, è “the big secret”», affermò l’attore Corey Feldman nel 2011, rievocando in un’intervista le sue esperienze di attore teenager.

Le vittime tacciono perché hanno paura di non essere credute, di vedersi accusare di aver provocato o di aver accettato di concedersi in cambio di un lavoro

Il procuratore di Los Angeles, Toni Jaramilla

L’omertà sul «big secret» è ben più fitta che sulle molestie sulle attrici, e finora i racconti di ragazzini di belle speranze obbligati a spogliarsi durante i provini o aggrediti nelle toilette circolavano solo sottovoce. Anche a distanza di anni «le vittime tacciono perché hanno paura di non essere credute, di vedersi accusare di aver provocato o di aver accettato di concedersi in cambio di un lavoro», ha spiegato al Guardian il procuratore di Los Angeles, Toni Jaramilla.

CASTA INTOCCABILE DI MASCHI ADULTI. Gli attori molestati vengono invitati al silenzio perfino dai loro agenti, che dovrebbero tutelarli: nell’industria del cinema, dove a comandare è una casta intoccabile di maschi adulti, l’abuso sessuale sui giovani è da sempre una specie di benefit. Ora la ribellione contro lo «ius primi provini», innescata dalle donne, sta dando anche agli uomini il coraggio di parlare, e Hollywood reagisce con sdegno virtuoso, emettendo condanne, sospendendo serie, revocando premi. Giostrai che fingono di non sapere come funzionava la giostra: Corey Feldman aveva ragione: la chiamano Mecca del cinema, ma sembra più il Vaticano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso