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5 Novembre Nov 2017 1600 05 novembre 2017

"Una questione privata" al cinema: trailer e recensione del film

La problematica genesi del progetto. Il rapporto tra il lungometraggio e il libro. E quello tra i fratelli Taviani e l'epoca del fascismo. Otto cose da sapere sulla pellicola tratta dall'opera di Fenoglio.

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I fratelli Taviani si ispirano al romanzo Una questione privata di Beppe Fenoglio per portare sul grande schermo una storia di amore e passione sullo sfondo di una guerra che stravolge profondamente la società e la vita degli individui. Al centro della narrazione c'è il triangolo sentimentale composto da due amici, Milton e Giorgio e l'affascinante Fulvia. I tre si incontrano durante un’estate e i due ragazzi, profondamente diversi come carattere e atteggiamento, si innamorano entrambi della stessa donna. Un anno dopo Milton, diventato un partigiano, si ritrova inaspettatamente nella villa in cui erano sbocciati questi sentimenti. La custode dell'edificio lo riconosce e getta le basi per un atroce dubbio: Fulvia ha forse avuto una storia d'amore con Giorgio. La gelosia lo spinge quindi ad andare alla ricerca del rivale in amore, fatto però prigioniero dai fascisti.

UNO STILE INCONFONDIBILE. Paolo Taviani, dopo il lavoro compiuto sulla sceneggiatura insieme al fratello Vittorio, si cimenta da solo alla regia per la prima volta, mantenendo tuttavia lo stile inconfondibile dei due maestri del cinema italiano. Il dramma privato che prende il sopravvento sull'atrocità del conflitto in atto porta così a raccontare una pagina di storia solo di riflesso, attraverso il percorso compiuto da Milton per ritrovare forse se stesso e un significato alla vita in mezzo a tanto orrore. A sostenere il peso della trama è l’attore Luca Marinelli nel ruolo di Milton che a tratti paga, più di altri interpreti, l'approccio molto teatrale scelto per adattare l'opera di Fenoglio. Lorenzo Richelmy, invece, è fisicamente molto adatto alla parte affidatagli, mentre Valentina Bellé interpreta con naturalezza una ragazza solo apparentemente vanesia e superficiale.

LA STORIA RESTA SULLO SFONDO. I Taviani convincono sicuramente di più nella rappresentazione dei tumulti emotivi, della speranza (come quella dei genitori in attesa di un figlio partito per la guerra) e della disperazione. I due registi, come sempre, sanno valorizzare gli spazi e i silenzi, pesando ogni parola con la giusta attenzione. Una questione privata, seppur non essendo una delle loro migliori opere, si addentra infatti bene nelle passioni giovanili, lasciando invece troppo in secondo piano il contesto storico. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sull’adattamento del libro.

Regia: Paolo Taviani; genere: drammatico (Italia, 2017); attori: Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy, Valentina Bellè, Francesca Agostini, Jacopo Olmo Antinori, Antonella Attili.

1. L'imprevisto: un incidente ha modificato i piani

Vittorio Taviani non ha potuto lavorare alla regia del progetto accanto al fratello a causa di un incidente avvenuto a Roma due anni fa. Il filmmaker è stato infatti investito da un'auto e i problemi fisici gli hanno impedito di spostarsi sulle montagne in Piemonte, dove sono state effettuate le riprese.

2. Un legame simbiotico: cinquant'anni di fratelli Taviani

I fratelli Taviani lavorano insieme fin dagli Anni 60, e tra loro s'è creato un legame talmente profondo che Paolo ha ammesso di girarsi istintivamente alla fine di ogni ciak di Una questione privata, come se dovesse controllare, come sempre accaduto in precedenza, le reazioni dell'altro e ottenere delle indicazioni utili.

I fratelli Taviani si sono innamorati del libro di Fenoglio grazie all’interpretazione fatta per la radio da Omero Antonutti

3. L'amore per il libro: dai fratelli Taviani a Valentina Billé

I fratelli Taviani si sono innamorati del libro di Fenoglio grazie all’interpretazione fatta per la radio da Omero Antonutti. Dopo l'ascolto, entrambi ma all'insaputa l'uno dell'altro, chiamarono l'attore per condividere quanto avevano provato nel seguire la narrazione. La stessa situazione si è poi ripetuta con le telefonate per cercare di acquistare i diritti cinematografici dell’opera. Valentina Billé, invece, ha ammesso di non aver letto Una questione privata prima di ottenere la parte di Fulvia. Per prepararsi alle riprese, tuttavia, la giovane attrice ha scoperto il libro ed è rimasta immediatamente conquistata dalla storia raccontata.

4. Sequenze in grado di far riflettere: le esperienze di Marinelli e Richelmy

Il protagonista Luca Marinelli è rimasto profondamente colpito dall'esperienza emotiva vissuta sul set del lungometraggio. Le riprese vedevano infatti coinvolte oltre 60 persone, prevalentemente 20enni, che interpretavano il ruolo dei partigiani, tra accampamenti e combattimenti. Quelle sequenze hanno portato l'attore a riflettere sull'impatto della guerra sulla vita di chi ha attraversato l'epoca del fascismo e il conflitto. Da parte sua, Lorenzo Richelmy, interprete di Giorgio, ha spiegato che considera il film un inno all'umanità perché la rilettura compiuta dai Taviani ha enfatizzato le emozioni dei protagonisti, mostrando il lato più profondo di ognuno dei personaggi.

5. Problemi “selvaggi”: sul set anchel'invasione di una mandria

La scelta delle location del film ha causato qualche problema logistico, al cast e alla troupe, durante le riprese. Sul set si è infatti assistito persino all'invasione di una mandria di mucche che ha obbligato a fare una pausa non prevista nei piani della produzione.

6. L'importanza del dialogo: il rapporto tra Marinelli e Paolo Taviani

Marinelli ha raccontato di essersi totalmente affidato a Paolo Taviani nell'interpretare il personaggio di Milton, cercando di restituire le emozioni che aveva provato avvicinandosi alla storia. L'attore ha però ammesso che non si è mai del tutto consapevoli del risultato ottenuto ed è proprio per questo che è particolarmente importante il rapporto e il dialogo che si stabiliscono con i registi.

7. La lettera di Fenoglio: «Voglio scrivere una storia privata»

Il titolo è tratto da una lettera inviata da Fenoglio al suo editore, in cui sottolinea come voglia allontanarsi un po’ dai temi della Resistenza: «Voglio scrivere una storia privata». Il libro, pubblicato postumo, ha quindi seguito questa indicazione e lo stesso hanno fatto i Taviani.

8. Il trascorso dei Taviani: cresciuti col mito di Mussolini

Il padre dei fratelli Taviani ha fatto parte del Comitato di liberazione nazionale e i due registi hanno ricordato che a un certo punto ha dovuto rifugiarsi nella chiesa di un parroco antifascista perché era stato perseguitato dal regime. Paolo e Vittorio, invece, sono cresciuti essendo balilla e con il mito di Benito Mussolini.

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