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12 Novembre Nov 2017 1600 12 novembre 2017

"Borg McEnroe" al cinema: trailer e recensione del film

Gli attori Gudnason e LaBeouf poco amici proprio come i tennisti rivali. Preparazione fisica diversa. Reazioni opposte delle due star Anni 80 al progetto. Cosa c'è da sapere sulla storia dell'epico scontro.

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Borg McEnroe, il film che racconta l'epico scontro avvenuto nel 1980 a Wimbledon tra i due campioni, arriva nei cinema italiani dopo aver conquistato il Premio del pubblico alla Festa del Cinema di Roma. A interpretare i due tennisti sono gli attori Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf, mentre la regia è stata firmata da Janus Metz Pedersen.

SPAZIO AI CONFLITTI INTERIORI. Sul grande schermo si assiste alla rivalità sportiva che ha visto contrapposti Bjorn Borg, particolarmente freddo e composto anche sul campo da tennis, e John McEnroe, conosciuto per la sua irruenza e il carattere sanguigno. La finale del torneo e numerosi flashback permettono di addentrarsi nella loro rivalità e scoprire il passato degli sportivi, dando ampio spazio ai conflitti interiori che li animavano.

NARRAZIONE UN PO' SQUILIBRATA. Ricostruendo l'aspetto mentale, più che il match Janus Metz prova a offrire un ritratto di due uomini alle prese con il tentativo di sconfiggere l'avversario e al tempo stesso i propri demoni interiori, in uno scontro meno fisico di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo spazio dato a Borg nel lungometraggio è superiore rispetto a quello dedicato a McEnroe, rendendo l'insieme un po' squilibrato dal punto di vista narrativo, ma il difetto strutturale viene messo in ombra da LaBeouf, in una delle sue migliori interpretazioni, e Gudnason che riescono a evitare il rischio di apparire delle imitazioni o caricature, attribuendo ai personaggi le giuste sfumature.

L'ambientazione negli Anni 80, periodo in cui i due tennisti erano delle celebrità, permette di affrontare la tematica delle conseguenze della fama, a volte non ricercata, sulla vita

La regia, inoltre, è piuttosto dinamica e porta al centro degli eventi, creando un'atmosfera affascinante per ogni appassionato di sport, ma non solo. L'ambientazione negli Anni 80, periodo in cui i due tennisti erano delle celebrità, permette inoltre di affrontare la tematica delle conseguenze della fama, a volte non ricercata, sulla propria vita, mentre la sceneggiatura approfondisce anche il desiderio di non perdere, o al contrario conquistare, la supremazia nel proprio campo, creando un'intensità emotiva efficace.

INTRATTIENE PURE CHI NON AMA IL TENNIS. Borg McEnroe svela i punti in comune tra i due campioni e riesce a proporre un progetto biografico che riesce a proporre degli spunti di riflessione interessanti e intrattenere anche chi non ama il tennis o conosce la storia dei protagonisti, sfruttando le performance di livello del cast e una storia universale raccontata in modo originale e convincente. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sulla realizzazione del film.

Regia: Janus Metz Pedersen; genere: drammatico (Svezia, Danimarca, Finlandia, 2017); attori: Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgard, Tuva Novtny, Ian Blackman.

1. Punti in comune fra interprete e personaggio: LaBeouf sopra le righe come McEnroe

Shia LaBeouf, in un'intervista rilasciata alla rivista Variety, ha spiegato di sentirsi molto vicino a McEnroe perché entrambi sono «pieni di passione, perfezionisti, narcisisti, anche un po' sopra le righe», ammettendo che la prima volta che ha letto lo script si è talmente emozionato da arrivare a piangere.

«ERA INCOMPRESO E ARTISTA». Presentando il film al Festival di Toronto, Shia ha poi svelato di pensare che il tennista che ha interpretato fosse un po' incompreso perché era maggiormente complicato rispetto a come lo si poteva considerare. McEnroe, secondo LaBeouf, era molto esperto in tattica e portava allo sport una sensibilità e un approccio che prima non c'era: «Usava la rabbia come metodo per mettere a disagio le persone. Fingeva la sua intensità per darsi forza. In un certo senso era un artista».

2. Il tennis nel destino di Shia: già rifiutato un altro film

Shia LaBeouf avrebbe potuto, già prima del film di Metz, interpretare il tennista in un altro film. I produttori di Superbrat, lungometraggio tuttora non realizzato, l'avevano infatti contattato per portare sul grande schermo proprio John McEnroe.

PROGETTO TROPPO SATIRICO. La star aveva però rifiutato la parte perché si trattava di un progetto satirico che non trattava con rispetto il campione, esagerando tutte le sue caratteristiche fino a farlo sembrare quasi un clown.

3. Gudnason non pronto per il ruolo: era fuori forma e non appassionato

Sverrir Gudnason ha rivelato che non era sicuro di voler accettare la parte di Bjorn Borg perché quando gli era stata offerta era molto distante dall'immagine del campione.

FACENDO RICERCHE SI È CONVINTO. Oltre a non aver lavorato da qualche anno, l'attore era molto fuori forma ed era preoccupato dal fatto che non avesse mai giocato a tennis, sport che non ha mai seguito nemmeno in televisione. Sverrir ha però iniziato le sue ricerche, guardando dei video e delle foto, e si è convinto di essere in grado di poter interpretare lo sportivo.

4. Le difficoltà di essere sportivi e famosi: Borg odiava la celebrità

Gudnason ha svelato di essere rimasto particolarmente colpito dalle interviste rilasciate da Borg perché si poteva capire quanto non amasse essere al centro dell'attenzione e dover relazionarsi con i media. L'attore ha ricordato che all'epoca gli sportivi non erano circondati da guardie del corpo o seguiti da un team che si occupasse di loro come accade attualmente.

ASSALITI DA MIGLIAIA DI FAN. Bjorn ha quindi dovuto affrontare insieme all'allenatore e alla sua fidanzata le situazioni difficili causate dalla sua fama, come per esempio essere assaliti da migliaia di fan cercando di andare in aeroporto.

5. Preparazione differente: uno doveva guadagnare massa, l'altro perderla

Per interpretare i due tennisti, Gudnason e LaBeouf hanno dovuto seguire una preparazione fisica molto diversa: Sverrir doveva cercare di aumentare la sua massa muscolare, mentre Shia di perderla. Nel corso dell'anno e mezzo a disposizione prima di arrivare sul set entrambi si sono allenati ogni giorno per due ore con un allenatore e si sono poi incontrati a Copenaghen, trasferendosi quindi in Svezia e successivamente a Praga per proseguire la preparazione.

MEMORIZZATO IL MATCH DEL 1980. Le due star hanno persino dovuto memorizzare tutti i passaggi del match del 1980, ricordando la posizione del corpo, l'intensità dei colpi e tutti i dettagli degli spostamenti sul campo.

6. Coinvolgimento del campione: Borg ha incontrato cast e produttori

Bjorn Borg è stato disponibile a incontrare i produttori e il cast del film, anche se Gudnason ha preferito parlargli solo al termine delle riprese per non lasciarsi influenzare e modificare la sua interpretazione, basata su materiali d'archivio, interviste e lo studio di molte foto e match del campione.

7. C'è anche un figlio d'arte: Leo, figlio di Bjorn, interpreta il padre da bambino

Nel lungometraggio è Leo Borg, il figlio del campione, a interpretare il padre nelle sequenze in cui il tennista ha un'età compresa tra i nove e i 13 anni.

NO ALLA SCENA SUL GHIACCIO. La sua presenza sul set ha portato all'unico momento in cui Bjorn ha voluto interferire sulla produzione perché si è opposto al fatto che Leo interpretasse una sequenza in cui pattina sul ghiaccio, temendo che potesse cadere e infortunarsi a un braccio, rovinando così la sua promettente carriera che lo sta già portando a conquistare numerosi trofei e titoli a livello internazionale.

8. Giusta distanza tra i protagonisti per entrare nella parte: niente amicizia

Per creare il rapporto speciale esistente realmente tra i tennisti i due attori hanno mantenuto una certa distanza nella vita reale al di fuori dal set. LaBeouf è infatti famoso per immergersi totalmente nel suo personaggio e si allenava quindi con Gudnason, ma ha deciso di non frequentarlo eccessivamente per non rischiare di creare un rapporto troppo amichevole che avrebbe reso complicato interpretare sul grande schermo la tensione esistente tra i due campioni, considerando che Borg era uno degli idoli di McEnroe quando era un ragazzino ma il rapporto era all'insegna della rivalità.

9. Diversa accoglienza al film: ok di Borg, scetticismo di McEnroe

Bjorn Borg ha inviato un'e-mail al regista del film dopo aver partecipato all'anteprima per ringraziarlo di aver realizzato un'opera in cui i tennisti possono riconoscersi, essendo una rappresentazione onesta e realistica del loro sport. John McEnroe, invece, è rimasto un po' deluso perché sperava in un risultato migliore. Il tennista, in particolare, avrebbe voluto essere coinvolto maggiormente da parte della produzione e da LaBeouf perché lo avrebbe aiutato nel delineare la sua interpretazione.

«MAI FATTO UN BEL FILM SUL TENNIS». McEnroe, ancora prima dell'arrivo nelle sale del lungometraggio, aveva però ammesso di essere un po' pessimista sul progetto perché i due protagonisti non sembravano fisicamente in grado di giocare a tennis e non pensa sia mai stato realizzato un film fatto bene dedicato al suo sport.

10. Fonti di ispirazione: Open di Agassi

Il regista Janus Metz, per prepararsi alle riprese, ha letto i libri Open di Andre Agassi ed Essere John McEnroe scritto da Tim Adams, in modo da capire il tennis da un punto di vista mentale con lo scopo di offrire sullo schermo una rappresentazione vicina al suo concetto che lo sport sia quasi un'analogia della vita e un tentativo di fare ordine nel caos.

«COSA CAPIREBBERO GLI ALIENI?». Il suo approccio alla storia è quindi stato quello di offrirne un'interpretazione costruita sulla domanda: «Cosa capirebbero gli alieni di questo sport e di questi due campioni?».

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