VBRIZZI
15 Novembre Nov 2017 1450 15 novembre 2017

Molestie, Brizzi allontanato da una scuola di recitazione

Dopo le accuse di alcune ex allieve, l'Actor's Planet di Roma ha preso provvedimenti. Spunta anche la denuncia di una tatuatrice: «Io ho sempre parlato, nessuno mi ha ascoltato». La moglie del regista: «Per me solo voci».

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Si allarga la Molestopoli nostrana. Dopo le accuse di una decina di attrici e aspiranti tali (per la maggior parte anonime), la Warner Bros ha scaricato Fausto Brizzi. Ma la tempesta non è destinata a placarsi. Questa volta a puntare il dito contro il regista sono alcune ex allieve dell'accademia di recitazione Actor's Planet, operativa presso la Luiss di Roma, dove Brizzi ha insegnato. Le ragazze hanno raccontato a Grazia che fine corso il 50enne le invitava nel suo studio per parlare, fare dei provini, dare qualche consiglio. Stefania (nome di fantasia, ndr) ricorda che, un anno fa, a lei aveva indicato la strada da seguire e solo verso la fine aveva accennato ai massaggi e l'aveva spronata a essere «disposta a tutto». «Non sapevo a che cosa si riferisse, non ha detto nient'altro, a quel punto, però, non mi sentivo neanche tanto a mio agio e ho preferito che l'incontro finisse», ha detto al settimanale.

IL REGISTA ALLONTANATO DALL'ACCADEMIA. Secondo quanto riportato al magazine, questo comportamento generalizzato («La direttrice mi ha confidato che non ero l'unica alla quale Brizzi aveva detto quelle cose») ha spinto l'accademia a prendere provvedimenti. «Abbiamo allontanato lui e anche altri», conferma la direttrice Rossella Izzo, «alcuni maestri che magari avevano strane idee sono stati allontanati dall'accademia. Una selezione naturale tra uomini più spavaldi e persone irreprensibili e dignitose. Se qualcuno non sa tenere a posto le mani, è giusto che gli venga data una bacchettata. Purtroppo è una realtà, è giusto che qualcuno la denunci, e che questi uomini, messi di fronte alla loro pochezza, si debbano difendere. Che lo facciano con la loro faccia e con le loro palle, viste che le hanno. Io non difenderò mai nessuno di loro».

Il regista Fausto Brizzi.

ANSA

Altre accuse sono arrivate da Vanya Stone, tatuatrice con la passione per la recitazione, che ha raccontato sempre a Grazia come un provino si sia trasformato in abuso sessuale. Questa volta però la vittima avrebbe denunciato il tutto due anni fa con un esposto ai carabinieri. All'epoca dei fatti, però, le risposero che non c'erano prove e quindi non si poteva agire.

«GLI HO GRIDATO CHE ERA UN PORCO». «Sono una tatuatrice e lavoro spesso per il cinema. Mi piace anche recitare e in passato ho fatto un paio di ruoli», racconta Vanya. «Un giorno, su Facebook, Fausto Brizzi mi scrive dicendomi che ho un viso interessante e che gli piacerebbe conoscermi per, forse, usarmi in un film. Mi invita nel suo studio, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Mi trovo in un loft a due piani, lui mi fa salire al secondo dove ci sono una Jacuzzi, una doccia e un letto. Io sono perplessa ma lui mi spiega che lì, a volte, si ferma a dormire dopo il lavoro. Mi dice che vuole farmi un paio di foto e che mi devo spogliare perché i jeans e la maglietta possono nascondere eventuali difetti». E continua: «Resto in mutande e reggiseno e lui comincia a toccarmi e a fare apprezzamenti. Io mi sento a disagio, per cui mi rivesto di corsa. A quel punto mi offre un massaggio - lì accanto c'era un lettino da massaggiatore - io rifiuto e lui mi si siede vicino e riprende a toccarmi. Lì accanto vedo la foto di una donna e gli chiedo se quella sia sua moglie. Lui mi dice che non lo è ancora, che si devono sposare due giorni dopo. E poi, all'improvviso, si spoglia e prende a masturbarsi. Io di solito sono una persona che reagisce ma in quel momento era tutto talmente irreale che sono rimasta paralizzata. Mi fissava con occhi che facevano paura. Poi sono riuscita a sbloccarmi: sono saltata in piedi e gli ho gridato che era un porco, un pervertito. Lui mi ha afferrata per le braccia cercando di fermarmi, dicendomi che, in fondo, sapeva che piaceva anche a me. Gli ho dato una spinta e sono fuggita giù per le scale».

Sono contenta che è uscito il nome di quel viscido di Fausto Brizzi. Sei un viscido invertebrato e ora lo sanno tutti....

Geplaatst door Vanya Stone op zondag 12 november 2017

«HO SEMPRE PARLATO, NESSUNO MI HA ASCOLTATA». «Appena uscita», conclude la donna, «ho cominciato a piangere. Mi sentivo una stupida, sporca e in colpa. Dopo tre notti insonni, l'ho detto a mia madre e sono andata dai carabinieri a fare un esposto. Ma non è servito. Mi hanno detto che non avevo prove, che non potevano agire. Non so neanche se mi hanno creduto». Quindi la denuncia: «Io ho sempre parlato. Solo che nessuno mi ha mai ascoltata. Ho parlato anche su Facebook. E a chi mi diceva: 'Stai attenta che ti denuncia per diffamazione', rispondevo: 'Magari. Che lo faccia. Che giuri in un tribunale'. Adesso che altre si fanno avanti, anche la mia parola vale qualcosa. Non è solo Brizzi, sono tanti, e bisogna che si sappia. Sono stata molestata anche da un altro regista, ho ancora i suoi messaggi dove mi chiede scusa, come se quello risolvesse tutto. È arrivato il momento di far pagare i colpevoli, non le vittime».

LA MOGLIE: «PER ME SOLO VOCI». La moglie di Brizzi, l'attrice Claudia Zanella, per il momento difende il marito. «Girano molte voci e tali sono per me», ha dichiarato. «Mia madre non sta bene e questa è la mia priorità ora».

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