Bacalov
15 Novembre Nov 2017 1946 15 novembre 2017

Musica, morto il compositore Luis Bacalov

Premio Oscar per la colonna sonora de Il Postino, aveva 84 anni. Nato in Argentina, ma naturalizzato italiano, lavorò al fianco di Fellini, Pasolini e Scola.

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È morto Luis Enrique Bacalov, premio Oscar nel 1996 per la colonna sonora de Il postino, ultimo film di Massimo Troisi. Aveva 84 anni. Nato a San Martin, in Argentina, il 30 agosto 1933, viveva dal 1959 in Italia, ed era stato naturalizzato italiano.

RICOVERATO PER UN 'ISCHEMIA. Bacalov è deceduto all'ospedale San Filippo Neri di Roma dov'era stato ricoverato nei giorni scorsi a causa di un'ischemia. Negli Anni 60 lavorò come arrangiatore per Claudio Villa e Milva, oltre che per Nico Fidenco, Rita Pavone, Umberto Bindi e Gianni Morandi. Formò un sodalizio compositivo con Sergio Endrigo che durò 20 anni.

TRA GLI ARGENTINI PIÙ AMATI IN ITALIA. Resterà uno degli argentini più amati in Italia. Un personaggio che affrontava la musica senza pregiudizi e che ha lasciato una traccia profonda nella scena italiana come arrangiatore di canzoni che fanno parte della storia del nostro Paese, come autore di colonne sonore di film, oltre che come pianista e concertista. L'Oscar che nel 1996 ha vinto per Il Postino, l'ultimo atto della vita di Troisi, morto poche ore dopo l'ultimo ciak, è stato considerato un premio italiano. Un trionfo che si è trascinato dietro una vicenda legale lunga 18 anni, iniziata con una causa per plagio presentata da Sergio Endrigo, con cui aveva formato un sodalizio storico, insieme a Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, autori del brano Nelle mie notti. Dopo due sentenze, nel 2013 Bacalov ha accettato una ricomposizione della vicenda e ha ridepositato il brano anche a nome di Endrigo (che nel frattempo era morto da otto anni), Del Turco e Margheri.

UN INFINITO ELENCO DI ARRANGIAMENTI. In Italia era arrivato nel 1959, dopo aver compiuto seri studi musicali e vari periodi trascorsi in Colombia, Spagna, Parigi. I primi lavori nell'ambiente della canzone li trova come pianista di Claudio Villa e Milva. La storia cambia quando entra alla Rca dei tempi d'oro, la Factory della musica pop. L'elenco dei titoli che ha firmato come arrangiatore è impressionante e fa capire, pensando che nello stesso periodo alla Rca lavorava anche Ennio Morricone, la qualità che esisteva dietro i più grandi successi commerciali, canzoni che sono diventate capitoli di storia del costume anche grazie ai suoni e alle idee con cui erano arrangiate e prodotte. Per citare solo qualche titolo: da Legata a un granello di sabbia di Nico Fidenco a La partita di pallone, Cuore, lI ballo del mattone, Come te non c'è nessuno di Rita Pavone, Fatti mandare dalla mamma di cui ha scritto la musica, di Gianni Morandi, Il cielo di Lucio Dalla, fino a Sabato pomeriggio di Claudio Baglioni con il quale è tornato a suonare il pianoforte nel 2009 in un brano Fiore di sale in Q.P.G.A.

IL SODALIZIO CON SERGIO ENDRIGO. Il sodalizio più lungo, e poi sfociato nella già citata vicenda legale, è stato con Sergio Endrigo, 20 anni di collaborazione che ha generato un capolavoro come Io che amo solo te, Canzone per te, titoli famosissimi come L'arca e Ci vuole un fiore. Negli Anni 70 ha firmato una pietra miliare del progressive italiano: Concerto grosso dei New Trolls, primo esperimento sinfonico di una rock band italiana. un grande successo che poi lo ha portato a collaborare anche con gruppi come Osanna e Rovescio della Medaglia. Parallela a quella di arrangiatore, già negli Anni 60 Bacalov aveva iniziato la sua carriera di autore di colonne sonore firmando quelle del Vangelo secondo Matteo di Pierpaolo Pasolini, l'ormai celebre spaghetti western Django (Tarantino ha usato sue musiche sia in Kill Bill che in Django Unchained), il classico poliziottesco Milano Calibro 9. Poi le musiche per La città delle donne di Federico Fellini, La tregua di Francesco Rosi, film di Ettore Scola, Damiano Damiani, Lina Wertmuller.

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