Salvator Mundi Leonardo Autentico Prezzo
17 Novembre Nov 2017 1804 17 novembre 2017

Salvator Mundi, i dubbi sull'autenticità del dipinto di Leonardo

Alcuni critici ritengono che non sia opera del maestro fiorentino, ma dei suoi allievi. A destare perplessità è soprattutto un grossolano errore ottico. Che però, stando ad altri studiosi, era voluto. Guida al dibattito.

  • Francesco Bertolino
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Un alone di mistero circonda tutti i capolavori di Leonardo da Vinci. Non fa eccezione il Salvator Mundi, il quadro più caro di sempre, venduto il 16 novembre per 450 milioni di dollari a un anonimo collezionista. Alcuni esperti d’arte hanno infatti sollevato dubbi sull’autenticità del dipinto: il Salvator Mundi non sarebbe opera del maestro fiorentino, ma al più dei suoi allievi. Non si è fatta attendere la risposta della casa d’aste Christie’s che ha ricordato come quattro studiosi di fama internazionale ne abbiano confermato l’attribuzione. E allora da dove nascono questi dubbi?

Il Salvator Mundi di Leonardo.

1. La storia: comprato nel 1958 per 45 sterline

Misteriosa, anzitutto, è la storia del Salvator Mundi. Leonardo da Vinci lo avrebbe realizzato intorno al 1500 su commissione del re francese Luigi XII. Il dipinto raffigura un Cristo benedicente con in mano una sfera di cristallo, un soggetto classico dell’arte rinascimentale. Il quadro passò poi nella collezione del sovrano d’Inghilterra Carlo I e, dopo la sua esecuzione, nel patrimonio dell’erede Carlo II.

NEL 2011 L'ATTRIBUZIONE A LEONARDO. A Londra, il Salvator Mundi rimase per quattro secoli: un lungo oblio che finì per far dimenticare anche la paternità del quadro. Nel 1958, infatti, la tela, attribuita a un allievo di Leonardo, Giovanni Boltraffio, venne battuta all’asta da Sotheby’s per 45 sterline. Nel 2004, poi, un commerciante d’arte americano l’acquistò per 8 mila dollari e la fece valutare da un gruppo d’esperti. Nel 2011, dopo analisi e lavori di restauro, gli studiosi conclusero che il Salvator Mundi era opera del maestro in persona, non della sua bottega.

ACQUISTATO PER 127 MILIONI DA UN RUSSO. La clamorosa rivelazione fece lievitare il prezzo del dipinto: nel 2013 Yves Bouvier spese 77 milioni di dollari per aggiudicarselo. Un investimento ingente, ma ampiamente ripagato dato che, pochi giorni dopo, il mercante francese lo rivendette per 127 milioni all’oligarca russo Dmitry Rybolovlev. Un altro grande affare, considerata la cifra record a cui il Salvator Mundi è stato acquistato il 16 novembre.

2. I dubbi: dallo stile "stravagante" all'errore ottico

Proprio questo fatto ha destato perplessità. La base per il Salvator Mundi, infatti, era di 100 milioni di dollari, il 27% in meno di quanto pagato dall’oligarca russo: perché liberarsi a un prezzo “stracciato” dell’unico capolavoro di Leonardo in commercio? Una domanda che si va ad aggiungere ai dubbi già sollevati da alcuni critici d’arte.

IL SALVATOR MUNDI DIPINTO DA ALLIEVI. Per Frank Zöllner, docente all’università di Lipsia, Leonardo avrebbe solo abbozzato il Salvator Mundi, ma la realizzazione dell’opera sarebbe quasi esclusivamente opera dei suoi allievi. Una circostanza che, se confermata, porterebbe il valore del quadro intorno ai 20 milioni di dollari. Parere condiviso anche da Mark Daley, direttore di Art Watch Uk, secondo cui «non ci sono prove sufficienti a stabilire con certezza che si tratta di un Leonardo. Il percorso artistico del maestro andava verso un maggiore naturalismo e una maggiore complessità della postura dei personaggi. Il Salvator Mundi, invece, è piatto, come un'icona, senza profondità nella modellazione».

LA MANO DI CRISTO NON DEFORMATA DALLA SFERA. Ma l’attacco più duro è arrivato dal critico d’arte ed editorialista del New York Magazine, Jerry Saltz, che ha avanzato seri dubbi sull’autenticità del Salvator Mundi, definendolo «un’impostura». «Il dipinto è totalmente morto», ha scritto, «inerte, verniciato, lurido, ripulito e ridipinto così tante volte che sembra contemporaneamente nuovo e vecchio». La resa della sfera di cristallo, poi, ha attirato l’attenzione dei critici: anche se regge il globo trasparente, la mano di Gesù non viene per nulla deformata dalla lente. Un errore troppo grossolano per essere opera di Leonardo che all’epoca stava approfondendo gli studi di ottica e, quindi, era ben consapevole degli effetti del passaggio della luce attraverso oggetti di cristallo.

3. La difesa: per gli esperti l'errore è voluto

Bisogna quindi concludere che il Salvator Mundi non è autentico? In realtà, secondo la restauratrice americana Jennifer Mass, è perfettamente normale che sulla tela siano presenti tracce di pittura di epoche diverse: «Non è inusuale trovare nei dipinti un certo numero di correzioni e interventi successivi, considerato che alcuni di questi lavori artistici risalgono a molti secoli fa».

IL CARATTERE DIVINO DEL SOGGETTO DIPINTO. La casa d’aste Christie’s ha poi giustificato “l’errore” di Leonardo nel rappresentare la mano che regge la sfera di cristallo: «Pensiamo che Da Vinci abbia deciso di non seguire le regole per non creare una distrazione all'interno del dipinto». Una considerazione che sembra trovare conferma nella straordinaria cura prestata dall’autore del dipinto nella resa della luce. L’eccezione sarebbe quindi voluta: il fatto che la mano di Gesù non sia dipinta distorta o rovesciata sarebbe indice del carattere divino del soggetto rappresentato da Leonardo.

UN LEONARDO PER QUATTRO ESPERTI INDIPENDENTI. Non si può poi dimenticare che la tela è stata analizzata per anni da quattro studiosi di fama internazionale con strumentazioni sofisticatissime: si tratta di Carmen C.Bambach, curatore del Metropolitan, degli storici dell'arte milanesi Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio e di Martin Kemp, docente emerito a Oxford. Gli esperti, indipendentemente l’uno dall’altro, sono giunti alla medesima conclusione: il Salvator Mundi è davvero opera di Leonardo da Vinci.

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