Breathe 3
19 Novembre Nov 2017 1600 19 novembre 2017

"Ogni tuo respiro" al cinema: trailer e recensione del film

Nelle sale la storia vera di Robin Cavendish. Malato di polio dal 1958, visse 36 anni su una sedia a rotelle. Paralizzato e con un respiratore mobile. Il figlio produttore, le lacrime sul set, la moglie 90enne: 10 chicche.

  • ...

Andrew Garfield, dopo Silence e La battaglia di Hacksaw Ridge, torna a interpretare una storia vera con Ogni tuo respiro, in arrivo nelle sale italiane dopo aver conquistato il pubblico britannico.

SEMBRAVA AVERE TUTTO DALLA VITA. Alla base del progetto c'è l'incredibile vita di Robin Cavendish: un giovane che sembra aver avuto tutto dalla vita, soprattutto dopo aver conquistato il cuore di Diana, personaggio interpretato da Claire Foy. Nel 1958, mentre la coppia di sposi si trova in Africa, Robin contrae però una forma di poliomielite che lo immobilizza in un letto, costringendolo a usare un respiratore.

UN AIUTO PER GLI ALTRI DISABILI. Le speranze di rimanere in vita sono ridotte al minimo, ma il giovane, con l'aiuto della moglie e dei suoi amici, decide con coraggio di farsi dimettere dall'ospedale e lottare giorno dopo giorno, contribuendo con la sua esperienza a migliorare l'esistenza di chi deve fare i conti con la propria disabilità e i limiti fisici e imposti dalla società.

Il regista si concentra sugli aspetti più ricchi di positività e di leggerezza della storia, senza dimenticare un pizzico di umorismo, pur essendo molto drammatica

Alla regia del lungometraggio biografico c'è l'attore Andy Serkis che compie il suo esordio alla regia firmando un'opera in cui ogni sequenza è costruita con attenzione e che riesce a concentrarsi sugli aspetti più ricchi di positività e di leggerezza della storia, senza dimenticare un pizzico di umorismo, pur essendo molto drammatica.

GRANDE INTESA FRA I DUE ATTORI. La sofferenza provata dalla coppia, interpretata con bravura e un grande feeling dalla star di The Crown e dall'ex Spider Man, assume così delle sfumature luminose e brillanti che si riflettono nelle immagini, seguendo le tappe di un percorso personale che ha contribuito a garantire a milioni di pazienti di accedere a degli strumenti in grado di assicurare una certa indipendenza dagli istituti ospedalieri.

RACCONTO SENZA RETORICA. Ogni tuo respiro espande poi il racconto includendo anche gli amici di Diana e Robin, offrendo un quadro generale in cui si sottolinea la forza dell'amore, dell'amicizia e dell'inventiva umana. Senza retorica e non risultando mai stucchevole, il film ricrea un'esistenza straordinaria che diventa un esempio per tutti, anche per chi non deve affrontare un calvario causato da problemi medici. Andiamo alla scoperta di curiosità e dettagli sul lavoro compiuto per portare sul grande schermo la storia della famiglia Cavendish.

Regia: Andy Serkis; genere: drammatico (Gran Bretagna, 2017); attori: Andrew Garfield, Claire Foy, Tom Hollander, Stephen Mangan, Dean-Charles Chapman.

1. Il figlio della coppia è il produttore del film: ha sempre voluto raccontare la storia

Ogni tuo respiro racconta la storia vera dei genitori di Jonathan Cavendish, produttore del film, che ha sempre pensato che quanto accaduto meritasse di essere raccontato sul grande schermo. Il progetto ha iniziato a prendere forma dopo la visione dello spettacolo teatrale Shadowlands scritto da William Nicholson. Jonathan si è convinto quindi che sarebbe stato l'autore perfetto per la sceneggiatura, dopo aver collaborato con lui in occasione di Elizabeth: The Golden Age.

FONDATA UNA SOCIETÀ CON SERKIS. Cavendish l'ha invitato a cena e gli ha raccontato la vita del padre, lasciando lo scrittore completamente stupito e determinato a occuparsi dello script, che pretese persino di non venire pagato ma di attendere la propria parte dei guadagni una volta realizzato il film. Il produttore ha poi fondato la società "The Imaginarium" insieme con Andy Serkis e l'attore, una volta letta la sceneggiatura, ha chiesto di avere l'opportunità di dirigere il film, compiendo quindi il suo debutto alla regia dopo aver lavorato solo come seconda unità in Lo Hobbit.

2. Regista vicino alle tematiche trattate: sorella malata e padre medico

Il regista Andy Serkis conosce molto bene il mondo e i problemi delle persone disabili: sua madre era un'insegnante di sostegno, sul set aveva interpretato il cantante Ian Dury che era affetto dalla poliomielite, sua sorella è malata di sclerosi multipla ed è quindi costretta a vivere su una sedia a rotelle da 10 anni, e suo padre è un medico.

ATTO DI CORAGGIO PER GLI ANNI 60. Sono state proprio le nozioni acquisite nel corso degli anni e la consapevolezza che prendere le decisioni di Robin e Diana negli Anni 60 ha rappresentato un incredibile atto di coraggio a convincerlo che si trattava di un film importante da realizzare.

3. Sceneggiatore attento alle sfumature: è famoso per il "doppio finale"

William Nicholson, già autore di film come Il Gladiatore ed Everest, è famoso per quello che lui chiama il "doppio finale", ovvero un epilogo che racchiude elementi gioiosi e tristi in egual misura.

DUE LATI IN OGNI ASPETTO DELLA VITA. Lo sceneggiatore ha sottolineato che si tratta di caratteristiche che ogni storia dovrebbe avere perché la realtà della vita è composta da un lato positivo e da uno negativo e, difficilmente, è presente un lieto fine senza sfumature.

4. Tante lacrime sul set: un lavoro emotivamente impegnativo

Andrew Garfield, quando ha ricevuto lo script del film, è scoppiato a piangere leggendolo, rimanendo incredibilmente colpito a livello emotivo dalla vita di Robin e Diana, da lui considerati un esempio da imitare. L'attore aveva poco tempo a disposizione per decidere se interpretare la parte, ma ha accettato immediatamente dopo aver avuto modo di parlare con il regista Andy Serkis e risolvere alcuni dubbi che aveva sul progetto.

NIENTE PERIODO DI PAUSA PER FOY. Claire Foy, invece, aveva appena concluso nove mesi di lavoro sul set della serie The Crown ma ha voluto, nonostante sperasse di concedersi una pausa, essere coinvolta nella realizzazione del film perché ha amato la storia e ammirava Garfield come attore. La commozione non è scomparsa nemmeno durante il duro lavoro previsto per le riprese: l'ex interprete di Spider Man ha raccontato che le persone piangevano spesso assistendo alla realizzazione delle scene più emozionanti, pur sapendo benissimo cosa sarebbe accaduto.

5. Collaborazione della famiglia: consultata la 90enne ex moglie Diana

Serkis e i protagonisti hanno avuto modo di conoscere e collaborare con Diana, che ora ha quasi 90 anni e vive ancora nell'Oxfordshire, oltre ad avere ovviamente l'occasione di confrontarsi costantemente col figlio e produttore Jonathan.

OGNI DETTAGLIO ANCHE VISIVO. L'obiettivo era quello di avere delle risposte a ogni possibile domanda, conoscendo così ogni dettaglio anche visivo della vita di Robin dopo la malattia che l'ha colpito.

6. L'impegno di Garfield: studiati tutti i particolari sulla ventilazione artificiale

Garfield era determinato a interpretare nel migliore dei modi Cavendish e ha deciso di rimanere sul set isolato dal resto della troupe e del cast, in modo da non allontanarsi dalla situazione emotiva del suo personaggio. Prima di iniziare le riprese, inoltre, ha visionato tutto il materiale video che riguardava Robin e chi gli era accanto, studiando ogni minimo dettaglio necessario a rappresentare con onestà la vita dell'uomo, come per esempio seguire il ritmo della ventilazione artificiale quando doveva parlare, facendo delle pause per permettere al respiratore di resettarsi.

L'ISTINTO DI PROTEZIONE DI CLAIRE. Claire Foy ha invece raccontato che girare le sequenze in cui Andrew è in difficoltà fisiche ha fatto emergere il suo istinto di protezione e controllava spesso se stava bene, anche se ha ammesso che sarebbe una pessima infermiera.

Il "vero" Robin Cavendish con suo figlio Jonathan.

7. Corsa contro il tempo: girato tutto in otto settimane nell'estate 2016

Il film è stato girato in otto settimane nell'estate del 2016, sfruttando così l'unico periodo in cui Serkis e gli attori erano liberi da impegni precedenti.

DALLA SELEZIONE ALLA LOCATION. Per riuscire a iniziare a lavorare sul set, Cavendish ha deciso di compiere tutta la pre-produzione nonostante avesse solo sette settimane a disposizione per raccogliere i fondi e prepararsi al primo ciak. In quel breve periodo sono così stati selezionati gli attori, create le scenografie, organizzate le location e coinvolti i membri della troupe.

8. Un attore col doppio ruolo: Hollander ha interpretato due gemelli

Tom Hollander è stato prescelto per interpretare Bloggs e Blacker, i fratelli di Diana, e l'attore si è quindi messo alla prova con la parte dei due gemelli.

MACCHINA DA PRESA SPECIALE. Per riuscire a fargli interpretare entrambi Serkis ha scelto di utilizzare una macchina da presa speciale e Tom pronunciava quindi le sue battute di profilo, di fronte a una controfigura con cui poter interagire. L'attrezzatura veniva poi spostata dall'altro lato per filmare le parti del secondo fratello. La situazione complicata è stata però superata senza troppe difficoltà grazie all'incredibile attenzione di Hollander.

9. Il racconto di un'invenzione: la sedia a rotelle col respiratore

Nel film, oltre alla storia dei coniugi Cavendish, si dà spazio anche all'incredibile inventiva del professore Teddy Hall, uno dei migliori amici di Robin.

UN'IDEA RIVELATASI VINCENTE. L'uomo ha infatti creato la sedia a rotelle con incorporato un respiratore artificiale leggero per il paziente in movimento. La sua idea, chiamata successivamente “la sedia Cavendish”, si è rivelata vincente.

10. Una parte per sei attori: il ruolo del figlio da zero a 22 anni

Il ruolo di Jonathan Cavendish è stato interpretato nel film da sei attori per seguire la sua crescita da quando era un neonato.

CHAPMAN PER LA FASE ADULTA. I gemelli Dallon e Deacon Brewer lo incarnano a 2 anni, Jack e Frank Madigan sono stati impegnati nelle scene in cui ha 5 anni, Harry Marcus lo ha impersonato a 10 anni, e Dean-Charles Chapman, infine, all'età di 22 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso