Leonardo,torna in Italia Codex Leicester
24 Novembre Nov 2017 1352 24 novembre 2017

Il Codex Leicester di Leonardo torna in Italia: le cose da sapere

L'opera del genio toscano tornerà nel nostro Paese dopo oltre 20 anni. Verrà ospitato degli Uffizi di Firenze fino a gennaio 2019.

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Il prezioso e celeberrimo Codex Leicester di Leonardo da Vinci tornerà in Italia dopo oltre 20 anni: ad accoglierlo ed esporlo, nell'ottobre prossimo, sarà la Galleria degli Uffizi di Firenze, come prestigiosa anteprima delle celebrazioni internazionali, al via nel 2019, per i 500 anni dalla morte del genio toscano. Lo ha annunciato il direttore del museo Eike Schmidt. Il Codice, che resterà a Firenze fino alla fine di gennaio 2019, verrà prestato agli Uffizi dal suo proprietario, il fondatore di Microsoft Bill Gates.

ACQUISTATO DA GATES NEL 94. Il manoscritto venne acquistato da Bill Gates nel 1994 che lo pagò a Armand Hammer la cifra astronomica di 30,8 milioni di dollari. Torna in Italia sulla base di un'intesa, ha spiegato Schmidt, 1alla quale si è lavorato intensamente dal 2015, quando il Codice fu esposto a Minneapolis negli Usa». L'opera tratta principalmente di argomenti scientifici e verrà esposta in Galleria nell'ambito di un progetto curato insieme a Museo Galilei e con il sostegno di Fondazione Cassa di risparmio Firenze: l'ultima volta era stato esposto in mostra a Palazzo Querini Dubois a Venezia, nel 1995.

ULTIMA VOLTA A FIRENZE NEL '82. A Firenze la sua ultima apparizione risale al 1982, quando fu protagonista di una visitatissima mostra speciale ad esso dedicata. «Saremo particolarmente orgogliosi», ha commentato Schmidt «di poter avviare le celebrazioni mondiali per il genio di Vinci con un'esposizione di elevatissimo valore che metterà in luce il fondamentale contributo di Leonardo non solo nel campo dell'arte ma anche in quello del progresso scientifico».

1. Un codice scientifico con gli appunti del genio fiorentino

Il Codex Leicester fa parte di una raccolta di circa 30 testi scientifici scritti a mano da Leonardo. In particolare l'opera è stata scritto con la tipica calligrafia a specchio ed è composta con testi scritti ma anche schizzi e disegni esplicativi. Il Codex si presenta con 18 fogli distinti ognuno piegato in due parti e scritti su tutti i lati fino a formare un piccolo tomo di 72 pagine.

2. Scritto a Milano intorno al 1508

Leggendolo si ha la sensazione di avere a che fare più con un blocco di appunti che una vera e propria opera organizzata. Secondo gli esperti è stato scritto nel 1508 durante la sua seconda visita a Milano, indicativamente nello stesso periodo in cui dipinse La Vergine delle roccie.

3. Nel documento anche la prima teorizzazione della tettonica a placche

Tra le pagine si trovano riferimenti all'astronomia, l'idrodinamica ma anche della luce celeste e alle proprietà delle rocce e dei fossili, teorizzando con cento anni d'anticipo la teoria delle placche tettoniche. Leonardo scriveva infatti che i fossili trovati nelle montagne dimostravano che prima quegli animali si trovavano nel mare.

4. Rinvenuto per la prima volta alla fine del 600

Le prime fonti a parlare del codice risalgono al 1690 quando venne trovato da Giuseppe Ghezzi tra i documenti dell'artista lombardo Guglielmo della Porta. Successivamente il Codex passo di mano fino a Thomas Coke, un nobile inglese, il Conte di Leicester, che diede il nome definitivo all'opera. Gli appunti di Leonardo rimasero in loro possesso fino all'1980.

5. Uno dei manoscritti più costosi di sempre: veduto per 30 milioni

In anni recenti il Codex di Leonardo ha fatto segnare una serie di record non tanto per quanto contenuto, quanto per il valore con cui è stato venduto e acquistato. Il primo record è datato 12 dicembre 1980 quando l'imprenditore statunitense Armand Hammer lo acquistò per 5.126.000. Una cifra che lo fede diventare il manostritto più pagato del mondo. Successivamente il record dell'opera di da Vinci venne riconfermato nel 1994 quando venne ricomprato da Bill Gates per 30 milioni di dollari.

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