Libreria Iocisto
28 Novembre Nov 2017 1841 28 novembre 2017

Librerie indipendenti, calo del 27% dal 2010

Erano 1.115, oggi ne restano solo 811. Per tutte arriva in soccorso uno sconto fiscale, previsto da un emendamento alla legge di Stabilità 2018. Imu, Tasi, Tari e l'eventuale affitto delle mura saranno più leggeri.

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Scende il numero delle librerie a conduzione familiare italiane. Nel 2010 erano 1.115, oggi ne restano 811. Mentre per le catene, compresi i negozi in franchising, il processo è inverso: erano 786 nel 2010 e sono diventate 1.052 nel 2016. Insomma: a soffrire di più sono proprio quelle indipendenti.

L'EMENDAMENTO CHE SOCCORRE LE LIBRERIE. Per tutte arriva in soccorso uno sconto fiscale, previsto da un emendamento alla legge di Stabilità 2018 approvato dalla commissione Bilancio del Senato. Il credito di imposta su Imu, Tasi e Tari e sull'eventuale affitto delle mura sarà più sostanzioso proprio per le librerie indipendenti, quelle cioè che che non risultano ricomprese in gruppi editoriali e dagli stessi direttamente gestite. Potrà arrivare fino a 20 mila euro, mentre per gli altri esercenti si fermerà a 10 mila.

I DATI DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI. Dai dati dell'Associazione italiana editori (Aie) contenuti nel Rapporto sullo stato dell'editoria 2017 risulta che nel 2007 le librerie rappresentavano il 79% dei canali trade, nel 2016 sono scese al 72,2%. E, ancora una volta, a calare maggiormente sono quelle a conduzione familiare, che passano al 27,8%. Quelle di catena, nello stesso periodo, in termini di quota passano dal 39,8% al 45%.

CRISI DA APPROFONDIRE. «Le librerie a conduzione familiare perdono quota perché sono le più fragili, hanno superfici minori e quindi meno titoli, chiudono o vanno a finire nel franchising. Come tutto il commercio al dettaglio, la libreria non fa eccezione. Quello che non si riesce a capire è se le librerie hanno sofferto di più o di meno rispetto alle macellerie o drogherie. Questo ce lo deve dire l'Associazione librai italiani (Ali). La mia impressione è che abbiano sofferto meno», ha detto Giovanni Peresson, responsabile dell'Ufficio studi Aie.

MA LA LIBRERIA RESTA IL CANALE DI VENDITA PRINCIPALE. Certo è che, complessivamente, la libreria continua ad essere in assoluto il principale canale di vendita dei libri. «Tre titoli su quattro venduti passano attraverso le librerie, sia indipendenti sia di catena. Il vantaggio dell'e-commerce, e vale anche per la grande distribuzione, è l'apertura 24 ore su 24 e la possibilità di ricevere a casa il prodotto ordinato», prosegue Peresson.

CONVEGNO IL 6 DICEMBRE. Di questo, ma soprattutto di come le librerie potranno trovare forme innovative per avviare la loro attività, per stare sul mercato e anche per valorizzare la produzione dei piccoli e medi editori, si parlerà il 6 dicembre in occasione dell'apertura della Fiera nazionale della piccola e media editoria 'Più libri più liberi'. Interverrano lo stesso Peresson, Mariana Marenghi (Il Covo della ladra, Milano), Rosario Marotta (Libreria La Scugnizzeria, Scampia-Napoli) e Barbara Pieralice (Libreria Nuova Europa), introdotti da Lorenzo Armando (Lexis Compagnia editoriale in Torino, Consiglio Piccoli editori Aie).

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