Unabomber
11 Dicembre Dic 2017 2124 11 dicembre 2017

Manhunt, su Netflix arriva la serie su Unabomber

Il celebre "lupo solitario" che ha terrorizzato gli Usa negli anni '90 è interpretato da Paul Bettany nella nuova produzione Discovery. Sulla piattaforma streaming dal 12 dicembre.

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Dal 1976 fino a metà anni '90 un geniale matematico americano di origine polacca, Theodore Kaczynski, tenne in scacco l'America con una serie di pacchi-bomba che portavano la morte per posta in casa di perfetti sconosciuti: «Una figura che mi ha ossessionato a lungo. Aveva il potere di entrare metaforicamente in casa tua ogni volta che suonava il campanello della posta», ha detto Greg Yaitanes, il regista di Manhunt: Unabomber, il docudrama televisivo a puntate sulla caccia all'uomo dell'Fbi che nel 1996, dopo vent'anni di sangue e di panico, pose fine alla minaccia di Unabomber. La storia vera di un dramma che si insinuò nei salotti d'America arriva adesso anche in Italia, mentre il tubo bomba usato da Akayed Ullah torna d'attualità con l'esplosione a Port Authority.

Le otto puntate della serie firmata dallo sceneggiatore di Holland Michigan, Andrew Sodroski, saranno da disponibili in prima tv pay su Netflix dal 12 dicembre in coproduzione con Discovery Channel per poi approdare su uno dei canali free del gruppo Discovery Italia. Un delicato gioco di equilibri: vent'anni dopo aver diretto un episodio di America's Most Wanted, Yaitanes non ha voluto romanticizzare un "lupo solitario" (Paul Bettany nel ruolo del protagonista) che ha sulla coscienza tre morti e 23 feriti e che dal 1998 sta scontando un ergastolo nel carcere fortezza di Florence, Arizona.

LA STORIA VISTA DA UN AGENTE DEL BUREAU. «Spediva bombe a gente che non aveva mai incontrato», ha detto Sodroski: «Allo stesso tempo è stato anche lui a vittima. Era un ragazzo con un brillante futuro davanti, poi è successo qualcosa, qualcosa nella sua mente si è spezzato». In Manhunt, la storia di Unabomber è raccontata da un punto di vista alternativo e finora poco noto: quella di Jim "Fitz" Fitzgerald (Sam Worthington di Avatar), l'agente del Bureau pioniere della linguistica forense responsabile della creazione del profilo psicologico che alla fine portò alla cattura di Unabomber. L'agente, che adesso scrive libri e fa il consulente in programmi di 'real crime tv', era anche lui un outsider, ha spiegato Sodorski secondo cui «il suo cervello funzionava come quello di Kaczynski. Su parti opposte della barricata, cacciatore e cacciato pensavano nello stesso modo».

PRIMO RUOLO IN UNA SERIE PER BETTANY. Per il britannico Bettany e per l'australiano Worthington il ruolo in Manhunt è il primo di alto profilo sulla televisione Usa. Chris Noth, nei panni del Capo Divisione dell'FBI Don Ackerman, che creò e diresse la task force anti-Unabomber, Jane Lynch, nella parte del ministro della giustizia Janet Reno, e Keisha Castle-Hughes, che interpreta Tabby, la giovane agente partner di Fitzgerald completano il cast della serie, con Jeremy Bobby e Ben Weber nel ruolo di due burocrati dell'Fbi, la vecchia guardia che frena il lavoro di "Fitz".

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