AMAZON
21 Dicembre Dic 2017 1517 21 dicembre 2017

Editoria: E/O rompe con Amazon

La casa editrice di Elena Ferrante attacca il colosso dell'e-commerce: «Ci chiedono condizioni economiche troppo esose. Sono responsabile dell'impoverimento sociale e culturale del territorio». La società sospende le vendite e rispedisce i volumi al mittente.

  • Samuele Cafasso
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Alla fine la corda si è rotta: la casa editrice romana E/O, nota al grande pubblico per pubblicare i libri di Elena Ferrante, ha annunciato il 21 dicembre di avere rotto i rapporti commerciali con Amazon, che quindi non venderà più i suoi libri. All'interno del sito di e-commerce sono ancora presenti i titoli di Elena Ferrante e degli altri autori della casa editrice, ma sono disponibili solamente attraverso venditori terzi. E/O è la prima delle piccole-medie case editrici che negli ultimi anni e mesi hanno fortemente criticato il gruppo americano a decidere di rompere completamente i rapporti.

I MOTIVI DELLA ROTTURA. L'annuncio è arrivato con un comunicato molto duro di E/O: «Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro “quota” del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice. Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l’acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino». Lo sconto complessivo che una casa editrice riconosce sul prezzo di copertina a distributori e librerie può raggiungere, e talvolta superare, il 50%. Ma in questo caso non sono stati resi noti numeri.

L'ATTACCO A AMAZON. Il comunicato arriva il giorno dopo l'annuncio di un nuovo sciopero nei magazzini logistici in provincia di Piacenza seguito alla scelta dell'azienda di rifiutare il confronto con i sindacati e disertare la convocazione del prefetto. Tutte cose richiamate dal comunicato che prende la forma di un attacco a testa bassa a pochi giorni dal Natale. «La chiusura delle librerie causata dalla concorrenza spietata di Amazon significa anche impoverimento economico e culturale del territorio», si legge nella nota. «Vengono a mancare essenziali luoghi di ritrovo e di cultura. Molti consumatori però accettano Amazon per i suoi prezzi (in genere più scontati quando le leggi nazionali lo consentono) e per l’efficienza. Abbiamo visto con quali conseguenze per le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti e per l’impoverimento del territorio, Amazon riesce a ottenere questa efficienza».

«POLITICA AL LIMITE DEL DUMPING». «I prezzi (di Amazon, ndr)», continua il comunicato, «spesso vantaggiosi sono il risultato di una politica che a volte è arrivata ai limiti del dumping (vendere a prezzo minore o pari a quello d’acquisto dai fornitori); di una frequente elusione delle tasse (nell’ottobre 2017 Amazon è stata condannata dalla Commissione europea a pagare alla Ue 250 milioni di tasse non versate; "tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati”, ha denunciato la Commissione); di condizioni economiche inaccettabili richieste agli editori».

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