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24 Dicembre Dic 2017 1600 24 dicembre 2017

"Dickens - L'uomo che inventò il Natale" al cinema: trailer e recensione del film

Un libro che nessuno voleva pubblicare. E che poi è diventato il classico amato in tutto il mondo. Attori appassionati di letteratura, budget limitato, "venerazioni" sul set: 10 curiosità sul lavoro del regista Nalluri.

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Una delle opere più conosciute di Charles Dickens, anche grazie alle trasposizioni cinematografiche e televisive, è senza alcun dubbio Canto di Natale, uno dei classici delle feste amato da molte generazioni. Nelle sale arriva ora il film Dickens - L'uomo che inventò il Natale in cui il regista Bharat Nalluri propone una ricostruzione del processo creativo alla base del famoso racconto.

CARRIERA DELL'AUTORE A RISCHIO. La storia si svolge nel 1843, quando l'autore (Dan Stevens) era alle prese con una serie di insuccessi che stavano mettendo seriamente a rischio la sua carriera e le sue finanze, ritrovandosi così a delineare una storia legata al Natale e venendo lui stesso, un po' come accade tra le pagine a Scrooge (Christopher Plummer) con i fantasmi, "tormentato" dai suoi personaggi.

TATA COME FONTE DI ISPIRAZIONE. Charles, inoltre, deve fare i conti con un matrimonio complicato e l'arrivo del suo quinto figlio, senza dimenticare i problemi economici causati dal comportamento irresponsabile del padre (Jonathan Pryce). L'arrivo di una tata di origine irlandese, Tara (Anna Murphy), sarà però una fonte di ispirazione per la storia che nessun editore sembra interessato a pubblicare.

L'interpretazione di Dan Stevens e Christopher Plummer, affascinante e convincente Ebenezer Scrooge, sostengono un lungometraggio che fa immergere gli spettatori nell'atmosfera natalizia con ironia

Svelando i punti in comune tra la realtà e la finzione, il film cerca di proporre un approccio inedito al grande classico, seguendone l'ideazione e il modo in cui tutto quello che circondava Charles Dickens è riuscito a riflettersi nella sua opera. La ricostruzione storica non appare del tutto accurata, tuttavia l'interpretazione di Dan Stevens e Christopher Plummer, affascinante e convincente Ebenezer Scrooge, sostengono un lungometraggio che fa immergere gli spettatori nell'atmosfera natalizia, grazie anche a un pizzico di umorismo.

GIUSTA DOSE DI EMOZIONE. La regia attenta di Nalluri rende piacevole il racconto in parallelo delle esperienze dell'autore e di quanto scritto tra le pagine e, pur non riuscendo a presentare in modo del tutto coinvolgente le fasi dell'ideazione di Canto di Natale, il lungometraggio mostra con la giusta dose di emozione e attenzione la vita privata di Dickens, regalando qualche aneddoto interessante e curioso.

OTTIMA FOTOGRAFIA. Dickens – L'uomo che inventò il Natale non è un film memorabile, ma risulta una visione interessante e piacevole per chi ama la letteratura e le festività natalizie, impreziosita dalle buone performance del cast e da una fotografia che valorizza le scenografie e la meticolosità con cui si sono ricostruiti gli spazi in cui lavorava lo scrittore. Andiamo alla scoperta di qualche dettaglio sul film biografico.

Regia: Bharat Nalluri; genere: drammatico (Regno Unito, 2017); attori: Dan Stevens, Christopher Plummer, Annette Badland, Bill Paterson, Ian McNeice, Jonathan Pryce, Miles Jupp.

1. Un saggio alla base della sceneggiatura: la storia difficile di Canto di Natale

Il film si basa sul libro scritto, nel 2008, da Les Standiford e intitolato The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits. Il saggio è stato scritto dopo la scoperta che Canto di Natale, diventato ormai un classico amato in tutto il mondo da molte generazioni, aveva rischiato di non essere pubblicato perché nessun editore era interessato al progetto. Dickens dovette, infatti, pagare da solo la pubblicazione della sua opera che poi ha contribuito a dare alla sua carriera una svolta importante.

2. Legame tra interprete e personaggio: entrambi in attesa di un figlio

Dan Stevens ha rivelato di aver apprezzato molto la sceneggiatura, quando gli è stato offerto di far parte del cast, perché riesce a raccontare la passione creativa di un artista e la pressione che sentiva durante la stesura dei suoi libri, dando inoltre spazio ai complessi rapporti che aveva in famiglia. L'attore ha anche trovato un punto in comune con lo scrittore perché in quel periodo della sua vita Dickens stava attendendo la nascita del suo quinto figlio e la star di Beauty and the Beast stava proprio per diventare padre nel periodo in cui si è avvicinato al progetto.

3. Full immersion del protagonista su Dickens: libri, lettere e curiosità

Il protagonista, per calarsi nel ruolo del famoso scrittore, ha approfondito la sua conoscenza di Dickens grazie a molti studi compiuti sull'autore, leggendo poi la versione di Canto di Natale con le note di Michael Patrick Heam, seguendo alcuni elementi riportati nelle lettere che lo scrittore scriveva agli amici e alla famiglia, come per esempio il modo in cui faceva versi e facce di fronte allo specchio, e immergendosi nella lettura di Becoming Dickens, scritto da Robert Douglas-Fairhurst e pubblicato poco prima dell'inizio delle riprese, in cui si dà più spazio alle ambizioni e al lavoro del famoso autore.

4. Stevens appassionato di letteratura: è anche giurato del premio Booker

Stevens è un grande amante della letteratura inglese: ne ha approfondito la conoscenza grazie agli studi compiuti a Cambridge ed è diventato nel 2012 un giurato del premio Booker, situazione che ha obbligato i costumisti della serie Downton Abbey a cucire delle tasche speciali negli indumenti che indossava sul set pur di permettergli di tenere sempre vicino a sé il suo Kindle. L'attore ha però sottolineato che non si preoccupa particolarmente se qualche dettaglio del film non è accurato dal punto di vista storico, essendo più interessato a rappresentare con onestà e realismo il processo creativo e le difficoltà affrontate da Charles Dickens come uomo piuttosto che controllare l'esattezza della dimensione dei titoli pubblicati sui quotidiani presenti sullo schermo.

5. Una venerazione sul set: Plummer idolo da sempre del regista Nalluri

Il regista Bharat Nalluri sognava di lavorare insieme a Christopher Plummer, a cui è stato affidato il ruolo di Scrooge, fin da quando aveva 12 anni e ha visto L'uomo che volle farsi re. Sul set il filmmaker ha ammesso che c'era un'atmosfera quasi di venerazione nei confronti dell'attore: «Non ho dovuto fare molto. Stavamo tutti seduti aspettando in adorazione che dicesse le sue battute, prima di lasciare il set. Ha fatto centro ogni volta».

6. Esperto diventato attore: la collaborazione di Callow

La produzione, fin dalla fase di sceneggiatura, ha chiesto la collaborazione di Simon Callow, rinomato esperto in tutto quello che riguarda Dickens. Il regista e gli autori gli hanno poi chiesto di apparire nel film con il ruolo di John Leech, l'illustratore che ha firmato le raffigurazioni di Scrooge e dei fantasmi che lo perseguitano. Callow ha inoltre rivelato di amare le opere dello scrittore da quando aveva 13 anni e sua nonna gli ha dato una copia de Il circolo Pickwick mentre era a letto con la varicella, rimanendo conquistato dal libro e iniziando ad alimentare la sua ammirazione nei confronti delle sue opere.

7. Anche Miriam Margolyes fan dello scrittore: merito di Oliver Twist

I membri del cast del film sono tutti particolarmente legati alle opere di Charles Dickens e Miriam Margolyes, interprete della governante della casa dello scrittore, ha per esempio rivelato di essersi avvicinata al mondo creato dallo scrittore quando aveva 11 anni, grazie a Oliver Twist, decidendo poi di leggere tutti i racconti, i saggi e addirittura tutte le 14 mila lettere che ha scritto.

8. Budget limitato: usato il set della serie Penny Dreadful per la Londra Vittoriana

Il film non poteva contare su un budget molto elevato e la produzione ha ammesso che sarebbe stato quasi impossibile ricreare la Londra Vittoriana in modo autentico se non fosse stato disponibile l'immenso set creato per la serie Penny Dreadful, che replica in modo fedele e accurato le strade, i negozi e gli spazi della città.

9. L'attenzione dell'interprete di Scrooge per i dettagli: anche sui capelli

L'attore Christopher Plummer ha voluto essere personalmente coinvolto nella creazione e nella scelta dei costumi che avrebbe dovuto indossare sul set, e persino nel delineare lo stile dei suoi capelli. La star ha infatti richiesto di ricevere i disegni relativi agli abiti, contraddistinti dal colore nero pur essendo tutti lievemente differenti, e, avendo visto alcune foto, ha voluto che venisse sistemata la parrucca modificandone la parte superiore dopo averla indossata.

10. Autore celebrato pure negli Usa: una mostra a New York

Charles Dickens non viene celebrato solo al cinema: per la prima volta nella storia, fino al 14 gennaio 2018, la Morgan Library & Museum di New York ospiterà infatti la mostra Charles Dickens and the Spirit of Christmas, nella quale è presente in esposizione il manoscritto originale di Canto di Natale e quello di altri quattro famosi racconti natalizi pubblicati successivamente (Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita e Il patto col fantasma). I fan dello scrittore potranno poi vedere da vicino la scrivania dell'autore e scoprire nuovi dettagli di come la carriera di Dickens subì una svolta importante proprio grazie al classico delle feste, arrivando persino a intraprendere un viaggio negli Stati Uniti per presentare la sua opera.

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