7 Gennaio Gen 2018 1600 07 gennaio 2018

"Tutti i soldi del mondo" al cinema: recensione e trailer del film

La sostituzione di Spacey. Gli imperativi di Ridley Scott. Le critiche del nipote di un rapitore in merito alla ricostruzione dei fatti. Le cose da sapere.

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Ridley Scott, dopo i risultati piuttosto deludenti di Alien: Covenant, ritorna alla regia con Tutti i soldi del mondo, ambientato nel 1973 quando Paul Getty (Charlie Plummer), il sedicenne nipote del famoso miliardario, viene rapito a Roma con una richiesta di riscatto di 17 milioni di dollari alla famiglia. La madre del giovane, Gail (Michelle Williams), si ritrova quindi alle prese con il tentativo di ottenere i soldi dall'ex suocero, mentre il padre di Paul (Andrew Buchan) è in Marocco a divertirsi insieme a Mick Jagger. Getty (Christopher Plummer), pur volendo bene al nipote, è irremovibile nella sua scelta di non cedere alle richieste dei terroristi e decide di affidare il caso all'ex agente della Cia Fletcher Chase (Mark Wahlberg).

IL CASO SPACEY. La decisione di modificare il film a poche settimane dalla distribuzione nei cinema sostituendo Kevin Spacey, travolto dalle accuse di molestie sessuali, con Christopher Plummer si rivela vincente grazie all'ottima performance del talentuoso attore che infonde al miliardario un attaccamento al denaro e una capacità di celare le proprie emozioni sotto la superficie di grande intensità e spessore, rendendo la sua volontà di essere invulnerabile particolarmente tragica. Tra gli interpreti emerge poi Michelle Williams, con un ritratto femminile all'insegna della forza e alla scelta di non lasciarsi andare alla disperazione reagendo e lottando per salvare il figlio, ritrovandosi a fare i conti con un mondo di privilegi in cui i sentimenti sembrano quasi un optional.

FORTE IMPATTO EMOTIVO. La regia di Scott è inoltre particolarmente attenta e in grado di mantenere alta la tensione, nonostante una rappresentazione piuttosto stereotipata dei personaggi al centro della trama. Il lungometraggio non evita nemmeno alcune scelte stilistiche prevedibili che scivolano per fortuna in secondo piano grazie all'esperienza di Ridley Scott che sa come coniugare intrattenimento e riflessioni sulla società, del passato e contemporanea, regalando anche delle sequenze costruite abilmente per alimentare la tensione e colpire duramente gli spettatori dal punto di vista emotivo. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sulla realizzazione del film.

1. Una sostituzione per salvare il progetto: Plummer al posto di Spacey

Nel mese di agosto Ridley Scott aveva svelato di aver fin da subito immaginato per il ruolo di Paul Getty l'attore Kevin Spacey, che considerava brillante, in grado di compiere la trasformazione necessaria a interpretare la parte, e con cui non aveva ancora mai avuto occasione di lavorare. Dopo le accuse di molestie sessuali rivolte alla star, il regista e i responsabili della Sony hanno quindi deciso di rigirare le scene realizzate da Spacey, e Scott ha ammesso di non aver informato l'attore di quanto sarebbe accaduto, sottolineando di essere rimasto anche dispiaciuto per il comportamento dell'attore: «Sarebbe stato bello ricevere una telefonata. Prima sono rimasto deluso. Poi mi sono infuriato».

2. Il destino della versione originale: per Scott non sarà cestinata

Il lavoro sul film era stato già ultimato prima del cambiamento nel cast, e online ci si è chiesti se quella versione sarebbe stata mostrata al pubblico. Il regista ha recentemente rivelato che in futuro ci sarà sicuramente la possibilità di vedere le scene girate da Kevin Spacey, tuttavia sarà necessario attendere del tempo prima che questo accada.

3. Nessuna modifica allo script: le battute e la struttura non sono cambiate

Lo sceneggiatore David Scarpa ha svelato che, dopo la scelta di rigirare le sequenze con protagonista il miliardario, non era possibile effettuare dei cambiamenti alla sceneggiatura perché avrebbe reso impossibile completare il montaggio in tempo per rispettare le tempistiche previste dalla distribuzione. Le scene, nelle battute e nella struttura, sono quindi pressoché identiche a quelle realizzate in precedenza.

4. La disponibilità delle star: riprese aggiuntive per Williams e Wahlberg

Michelle Williams e Mark Wahlberg sono stati coinvolti nella realizzazione delle riprese aggiuntive e hanno deciso di ritornare sul set senza chiedere in cambio alcun compenso. L'attrice, intervistata dal magazine Usa Today, ha spiegato che dopo le notizie legate a Spacey aveva pensato che tutto il loro duro lavoro sarebbe andato perduto. L'attrice ha sottolineato: «Ho odiato che l'impegno di Scott, il suo tempo e la sua esperienza e gentilezza avrebbero subito delle conseguenze a causa di qualcosa di così negativo, quindi quando ho ricevuto la telefonata relativa ai cambiamenti dei programmi sono stata elettrizzata. Potevano tenersi il mio compenso, le mie vacanze. Qualsiasi cosa volessero perché ho apprezzato che stessero realizzando questo enorme sforzo». Mark Wahlberg, inoltre, ha dato subito la sua disponibilità, anche se ha dovuto obbligare i responsabili dei costumi ad aggiustare gli abiti indossati perché aveva perso molti chili a causa di un altro progetto a cui stava lavorando.

5. Un rifiuto dopo l'altro: i "no" di Jolie e Portman

Il ruolo di Gail, madre di John Paul Getty III, non è stato subito assegnato a Michelle Williams. La prima attrice a ricevere una proposta da parte della produzione è stata Angelina Jolie, che ha rifiutato. La Sony ha poi deciso di contattare Natalie Portman, costretta a dire no a causa perché era in attesa del suo secondo figlio.

6. Il metodo Scott: ogni scena viene girata tre volte

Charlie Plummer, interprete del sedicenne che viene rapito, ha rivelato di essere rimasto sorpreso dal modo in cui Ridley Scott lavorava sul set. L'attore ha spiegato che si aspettava un regista pieno di passione, ma comunque alle prese con dei potenziali limiti causati dalla sua età, scoprendo invece che, pur essendo ottantenne, si stancava molto dopo rispetto a lui. Scott, inoltre, lavora velocemente perché ha già in mente come vuole che sia la scena, arrivando quindi sul set girandone una nel modo in cui l'ha immaginata, la seconda per accontentare gli attori e una terza per sicurezza.

7. Una donna contro la società: il ruolo di Gail

Michelle Williams ha svelato che preparandosi per il ruolo di Gail ha scoperto che la società italiana degli anni Settanta era ossessionata dalla cultura dei "tabloid" e dagli scandali, mentre l'ex nuora di Getty si comportava in modo diverso da quanto l'opinione pubblica poteva aspettarsi. Il fatto che fosse controllata, temesse di perdere il controllo delle sue emozioni, e volesse mantenere sempre la sua dignità non era stato accolto con favore perché non aiutava a vendere i giornali. La situazione, ha spiegato l'attrice, era diventata così difficile da portare la donna a fingere di piangere in pubblico, pur di non farsi etichettare come una cattiva madre.

8. Un'interpretazione guidata dall'istinto: poche informazioni su Getty

Christopher Plummer ha spiegato che per interpretare Getty non aveva molto materiale su cui basarsi perché era una persona molto riservata e ci sono solo delle foto e delle registrazioni audio a cui potersi ispirare. Per la sua interpretazione l'attore ha quindi deciso di lasciarsi guidare dal proprio istinto e dalla sceneggiatura che era scritta in modo particolarmente accurato.

9. Nessun test prima dell'uscita del film: l'imperativo del regista

Ridley Scott ha raccontato che cerca di evitare che vengano organizzate delle proiezioni prima di completare il suo lavoro in fase di montaggio perché è convinto che non si dovrebbe fare il lavoro del regista se non si è in grado di decidere da soli quello che si vuole mostrare. Dover affrontare le opinioni degli altri e tenere conto delle indicazioni della produzione rischia, a suo parere, di rovinare il lavoro e portare un filmmaker a pensare in modo ossessivo a ogni dettaglio.

10. Le critiche del nipote di un rapitore: una rappresentazione dei fatti controversa

Il film è stato messo sotto accusa da Michael Mammoliti, il nipote di uno dei rapitori di Paul Getty III, Saro. Al centro delle critiche c'è infatti la rappresentazione di quanto accaduto che, secondo l'avvocato della famiglia Mammoliti, non sarebbe veritiera e viene considerata quasi diffamatoria. Michael, inoltre, sostiene che il giovane Getty non fosse una vittima, avendo orchestrato il proprio rapimento pur di ottenere dei soldi facili.

Regia: Ridley Scott; genere: drammatico (USA, 2017); attori: Michelle Williams, Charlie Plummer, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Romain Duris, Stacy Martin.

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