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1 Febbraio Feb 2018 1946 01 febbraio 2018

"Altered Carbon", lo sci-fi made in Netflix

Il 2 febbraio esce la serie tivù tratta dal romanzo Bay City. Il colosso dello streaming torna agli investimenti ad alto budget. E si misura per la prima volta con un genere che non sempre paga.

  • Luigi Cruciani
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Alla Coin di Piazza V Giornate a Milano si può trovare una gran varietà di cose e, per qualche giorno, anche un corpo a nostra scelta. Grazie alla tecnologia Kinect di Microsoft ognuno può trasmettere espressioni e movimenti alla struttura fisica precedentemente selezionata, e il gioco è fatto. Consegna prevista per il 2384. Non è la fantasia di un Philip Dick meneghino, ma l'iniziativa pensata da Netflix per promuovere Altered Carbon, la nuova serie lanciata il 2 febbraio dalla più grande piattaforma di streaming al mondo. Si tratta della prima serie tivù sci-fi interamente prodotta da Netflix, che torna agli investimenti ad alto budget (non si conoscono le cifre precise, ma l'attore Joel Kinnaman ha dichiarato che questo nuovo mondo è costato come tre stagioni di Game of Thrones) dopo la chiusura di Marco Polo e Sense8. Proprio la serie delle sorelle Wachowski è stato il primo esperimento della piattaforma nel mondo della fantascienza, chiuso dopo solo due stagioni. E se è vero che gli ultimi tempi hanno visto un gran ritorno di fiamma per la science fiction (su cui Amazon Prime Video ha già puntato con The Man in the High Castle e gli Electric Dreams di Dick), i risultati al botteghino di film come Blade Runner 2049 e Valerian dimostrano quanto sia rischiosa l'impresa di creare universi costosissimi per un pubblico spesso ristretto agli aficionados del genere. Il fatto che Netflix punti così tanto su Altered Carbon, quindi, rende la scommessa molto interessante.

Vivere per sempre? Con #AlteredCarbon, da oggi, potete decidere in quale corpo farlo. Venite a scegliere il vostro alla coin di Piazza 5 Giornate, Milano fino al 6 febbraio.

Geplaatst door Netflix op woensdag 31 januari 2018

La storia dispiegata su 10 puntate è tratta da Bay City (2002), primo romanzo della famosa trilogia cyberpunk di Richard K. Morgan da tempo opzionato dalla sceneggiatrice e produttrice Laeta Kalogridis (Alexander, Shutter Island), che ha provato a farne per anni un lungometraggio prima di incontrare quelli di Netflix (la serialità televisiva è ormai notoriamente più coraggiosa del cinema in fatto di violenza e sesso spinto, due delle caratteristiche di Altered Carbon). Nel 2384 l'identità umana può essere immagazzinata all'interno di una pila corticale, particolare che rende la mortalità un concetto superato e il corpo una semplice custodia intercambiabile. Eppure c'è corpo e corpo, e il ristretto gruppo dei più ricchi è l'unico che può ambire realmente alla vita eterna e a strutture fisiche sempre migliori (motivo per cui vengono chiamati Mat, che sta per Matusalemme), mentre i poveracci sono costretti ad abitare in custodie scadenti o a prestare il proprio corpo con il sogno di una custodia migliore. Già, perché i potenti, in un contesto di mercificazione impazzita del corpo, hanno sviluppato perversioni che esasperano la prostituzione, la pedofilia e la tortura per divertimento.

In questo panorama distopico si inserisce la vena nera dell'hardboiled con il personaggio di Takeshi Kovacs (Joel Kinnaman), ex militare in custodia senza custodia (i delinquenti vengono infatti privati del supporto fisico, cosa che non scoraggia la crescita della criminalità col suo mercato nero dei corpi) riabilitato dal miliardario Laurens Bancroft (James Purefoy) per indagare sulla sua stessa morte. Molti di quelli che hanno già visto la serie, come quelli di Variety, accusano già Altered Carbon di iniziare in maniera troppo lenta e di risultare troppo derivativa rispetto ai grandi modelli sci-fi (torna spesso il nome di Ridley Scott), ma elogiano la qualità creativa di questo universo, la recitazione e il progressivo perfezionamento narrativo nel corso delle puntate. Il Guardian, pur non lesinando le critiche, afferma che «lo show potrebbe diventare vecchio, ma per ora il flash è accecante». Solo il futuro, quello più prossimo, ci dirà se Netflix ha vinto la sua grande scommessa del 2018. In caso positivo, gli altri due libri della trilogia di Morgan aspettano solo di prendere vita sullo schermo.

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