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4 Febbraio Feb 2018 1500 04 febbraio 2018

"X-Files", cosa aspettarsi dalla nuova stagione

Torna la serie cult di Carter. Si riparte dov'era finita l’apocalittica puntata finale della decima stagione. Duchovny e Anderson ancora in carica coi loro iconici personaggi. E potrebbero essere davvero al capolinea.

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Dall’alto delle sue nuove 10 puntate, X-Files esige il massimo. Rispetto alla passata stagione, gli appetiti per le cospirazioni dovranno vedersela con le vite di Mulder e Scully e del figlio William. Un impatto devastante. E per farlo, il creatore del telefilm Chris Carter ha voluto sbattere in faccia ai fedelissimi fan un’inoppugnabile verità, di quelle che potrebbero rivelarsi micidiali sugli indici d’ascolto e trasformarsi in amaro divorzio. Dall’annuncio del revival nel 2015, per Carter è come se il tempo non fosse trascorso un istante dalla conclusione della serie avvenuta nel 2002 e dalle immancabili riduzioni cinematografiche: due film realizzati nel 1998 e nel 2008 a cui non gli dispiacerebbe aggiungere un terzo capitolo.

Tutto in realtà era già stato previsto. Le rivelazioni avevano soltanto bisogno di uscire allo scoperto, al momento opportuno. Dal 29 gennaio X-Files è tornato su Fox con la nuova stagione. A frenare ogni entusiasmo c’è però l’annuncio dell’attrice Gillian Anderson sul futuro della serie che lascia poche speranze.

SUBITO IL COLPO DI SCENA. Siccome Chris Carter garantisce che ogni clamorosa rivelazione era già nella sua testa prima ancora di ripartire con il revival, l’episodio Memorie dal futuro con cui si apre l’undicesima stagione si propone di fare tre cose insieme: dare le risposte agli appassionati in merito a ciò che hanno visto nella scorsa stagione (un virus letale colpisce la popolazione mondiale), assestare un colpo di scena che è sinonimo di colpo basso, e al tempo stesso riformulare le regole di ingaggio. Il tema di sottofondo, protagonista Cigarette Smocking Man, il redivivo Uomo che fuma, è: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un ritorno alla mitologia interna della serie in grande stile che tuttavia ha fatto imbestialire i seguaci animando il solito Twitter di commenti e maledizioni. Come da copione, Carter si è riservato di occuparsene nella puntata di apertura e in quella di chiusura, lasciando libertà d’azione ai suoi scrittori nei restanti otto episodi. Uno dei quali, L’effetto Mandela, scritto da Darin Morgan, è tra l’altro un piccolo capolavoro di ironia.

AL PASSO COI TEMPI. X-Files sotto la presidenza Trump è ricettacolo di spunti interessanti su cui lavorare: soprattutto perché lo storico adagio della serie, la verità è là fuori, riemerge in un’America dove nessuno sa più dove sta la verità. Tra fake news, termine che The Donald dice di aver personalmente coniato, anche se così non è, e cospirazioni globalizzate fabbricate da nuovi nemici, la serie di Carter assorbe il tempo presente e in questa stagione ha deciso di esplorare il momento storico e culturale attuale e i costanti avanzamenti della tecnologia. Un esempio avvincente proviene dal secondo episodio, Simulazione, scritto da Glen Morgan, in cui si parla di coscienze virtuali. Un tema non più nuovo: in Altered Carbon, la serie dal 2 febbraio su Netflix, si parla della stessa cosa ma in chiave futuristica. Quanto al vecchio tormentone sugli alieni, nella passata stagione gli autori avevano scomodato addirittura Obama e la comparsata al Jimmy Kimmel Live!, ma era una boutade a discapito del buon Mulder. D’altro canto anche in passato Carter ha fissato spesso lo sguardo sui momenti più drammatici della vita sociale e politica americana: nel film X-Files (1998) l’edificio sventrato da ordigno ricordava esattamente l’attentato a Oklahoma City del ’95.

Chris Carter ha voluto accanto a sé i collaboratori fidati, alcuni lavorano con lui da oltre 30 anni, come gli sceneggiatori Darin Morgan, James Wong e Glen Morgan

Le tradizioni sono dure a morire. Per X-Files il concetto vale nella composizione degli episodi e dello staff creativo. Per esempio: pure a questo giro, la mitologia interna della serie su alieni e cospirazioni avrà come contraltare il classico episodio definito “il mostro della settimana”, in aggiunta alle indagini (stra)ordinarie di Mulder e Scully. Chris Carter ha voluto accanto a sé i collaboratori fidati, alcuni lavorano con lui da oltre 30 anni, come gli sceneggiatori Darin Morgan, James Wong e Glen Morgan. Attivate anche le quote rosa nella stanza degli autori con ben tre sceneggiatrici. In uno di questi episodi, il settimo, firmato da Kristen Cloke, i dialoghi sono ridotti al minimo. Un vero azzardo. Scopo primario del nuovo X-Files è superare i limiti della stagione 10, che contava solo sei episodi, e in generale portare la serie a un livello superiore facendo cose che 15 anni fa non era stato possibile realizzare o proporre al pubblico.

QUALE FUTURO PER LA SERIE. Con la Disney che ha acquistato la Fox e l’impossibilità di conoscere i dati di ascolto, X-Files per ora giace in un limbo. Tutto può accadere. Una volta visto il cliffhanger di fine stagione sarà tutto più chiaro, oppure no. Nel 2016, quando andò in onda la decima stagione, oltre 50 milioni di spettatori in tutto il mondo seguirono il ritorno di Mulder e Scully. Al di là dei pareri contrastanti sulla serie, agli appassionati sfuggirono tuttavia il fascino e la pacatezza con i quali i due attori protagonisti, Duchovny e Anderson, erano rientrati nei panni dei loro personaggi. Una conoscenza che dura da 25 anni e che permette ai due agenti Fbi di bypassare l’ostacolo del déjà vu proprio grazie al lavoro di sceneggiatori come Darin Morgan e alle sfumature che è in grado di appioppare soprattutto a una vecchia volpe come Mulder, che oggi, da quella parte dello schermo, “vuole ancora credere”.

UN POSSIBILE SPIN-OFF. A proposito di personaggi, nella nuova stagione andrebbe riconosciuto il contributo di Barbara Hershey, nuova minaccia per i nostri eroi dotata di un’astuzia sfuggevole. Sul futuro della serie un solo interrogativo: Gillian Anderson ha dichiarato a Tv Guide che questa sarà la sua ultima partecipazione al telefilm. Chris Carter d’altro canto non riesce a immaginare X-Files senza Mulder e Scully. Potrebbe forse farsi strada uno spin-off interamente dedicato al figlio della coppia, William, nei panni di un agente Fbi (è un’idea di Duchovny). Ma, spiega Carter, come si può rilasciare un distintivo a un ragazzo di appena 17 anni?

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