Alain De Benoist
5 Febbraio Feb 2018 1800 05 febbraio 2018

Fondazione Feltrinelli chiude all'ideologo della nouvelle droite

Dopo la lettera di protesta degli accademici e i fatti di Macerata, l'ente milanese sospende l'invito a de Benoist. Ma nessuna comunicazione ufficiale.

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Niente dibattito in Fondazione Feltrinelli per l'ideologo della nuova destra francese Alain de Benoist. Dopo la lettera con cui un gruppo di giovani accademici aveva chiesto all'ente guidato da Carlo Feltrinelli di non lasciare spazio di tribuna all'uomo simbolo della destra anti-globalista francese, e dopo i fatti di Macerata, l'ente ha cancellato l'incontro previsto per il 13 febbraio 2018.

ANNULLATO DALLA FONDAZIONE. Non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale. Ma quello che si sa per certo è che l'incontro non è stato annullato dall'ospite, bensì è la stessa Fondazione ad aver deciso di fare un passo indietro, forse anche a causa della vicinanza delle elezioni e temendo strumentalizzazioni.

RIFERIMENTO DEGLI ESTREMISTI. Alain de Benoist, esponente del gramscismo di destra, è una figura di riferimento di diversi movimenti europei nazionalisti estremisti. Tra gli ispiratori del suo pensiero, anche Julius Evola e Oswald Spengler. «In Italia come in Europa, le idee di de Benoist informano la linea di attori di estrema destra diversi e con diverse potenzialità, tra cui la Lega o la più marginale CasaPound, la cui comune ambizione è parlare a un pubblico più largo dei soli nostalgici fascisti», scrivono gli accademici nella lettera con cui chiedevano alla Fondazione Feltrinelli di annullare l'incontro.

La visione di de Benoist sui nativi così omogenea ed escludente della società è in contraddizione con il pluralismo che caratterizza la democrazia

La lettera degli accademici

Secondo le idee di de Benoist, avvertivano gli accademici, «gli Stati dovrebbero essere abitati solo da “nativi” e, dunque, ogni persona (o idea) diversa sarebbe problematica per la sopravvivenza delle comunità nazionali. Una visione così omogenea ed escludente della società è in contraddizione con il pluralismo che caratterizza la democrazia».

TRA GLI OSPITI ANCHE VAROUFAKIS. Va precisato che de Benoist avrebbe parlato all'interno di un ciclo di conferenze intitolato “What's left, what's right” e che ha ospitato tra gli altri anche Yanis Varoufakis. Per questo motivo il segretario generale della Fondazione, nella lettera che è stata spedita a Lettera43.it come risposta, sottolineava che «fa parte dello scopo che abbiamo dato alla nostra istituzione, e in realtà appartiene a pieno titolo alla nostra cultura, la promozione di un confronto plurale e la creazione di uno spazio che non assecondi una tesi ma si impegni nella promozione della conoscenza e dell’informazione utili per promuovere capacità critica. Rispettiamo la vostra posizione ma riteniamo che la peculiarità del nostro ruolo, in Italia e in Europa, sia proprio quello di contribuire a fondare la società del futuro, da una parte esaltando le radici dell’antifascismo, che trovano ampio spazio nei nostri archivi e nelle nostre ricerche, ma dall’altra anche promuovendo l’incontro di opinioni diverse e l’ascolto delle ragioni degli avversari, che di un contesto propriamente democratico sono il fondamento».

UN VECCHIO INCONTRO CON SALVINI. Adesso, però, l'incontro è stato cancellato. Alain de Benoist è stato protagonista, all'inizio di dicembre 2013, di un incontro con Matteo Salvini dedicato a “la fine della sovranità” e “la dittatura del denaro che toglie potere ai popoli”.

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