Maddalena 2
18 Marzo Mar 2018 1600 18 marzo 2018

"Maria Maddalena" al cinema: trailer e recensione del film

La scelta di Phoenix per il ruolo di Gesù. Le riprese (anche) in Italia. La collaborazione con una cooperativa che aiuta i rifugiati. Le cose da sapere sulla pellicola.

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Rooney Mara e Joaquin Phoenix sono i protagonisti del film Maria Maddalena, il progetto diretto da Garth Davis che cerca di proporre un approccio nuovo a una delle figure più famose dei testi biblici. Al centro della storia c'è, come annuncia il titolo, la giovane Maria di Magdala che vive con la sua famiglia di pescatori rispettando le regole imposte da una società patriarcale, rifiutandosi però, appena ventenne, di sposarsi. La situazione causa alla ragazza molti problemi, diventando anche vittima di un tentato esorcismo, e la sua vita cambia radicalmente dopo l'incontro con Gesù di Nazareth che diventa per lei una guida e un insegnante. Maria decide quindi di incamminarsi con gli altri discepoli verso Gerusalemme, ritrovandosi così al centro di eventi che cambieranno per sempre la storia dell'umanità.

RILETTURA IN CHIAVE MODERNA. La sceneggiatura firmata da Philippa Goslett e Helen Edmundson è stata sviluppata come una rilettura degli eventi in chiave contemporanea, offrendo quindi una prospettiva femminile alla vita di Gesù e Maria Maddalena che, nel lungometraggio, risulta una presenza centrale, facendo emergere anche alcuni contrasti con i discepoli, come ad esempio Pietro, personaggio affidato a Chiwetel Ejiofor. La struttura narrativa costruita per il progetto appare in più punti debole ed eccessivamente sforzata per raggiungere il proprio scopo, proponendo un legame tra i due personaggi principali basato esclusivamente su riflessioni filosofiche e spirituali, allontanandosi in modo deciso da ogni possibile riferimento alla prostituzione che spesso viene associata alla figura della Maddalena. Le tematiche dell'uguaglianza e del femminismo, centrali in ogni momento, in più tratti risultano così ridondanti ed eccessivamente sottolineate dalla regia, mentre i passaggi più conosciuti del Nuovo Testamento vengono lievemente modificati, come ad esempio il tradimento di Giuda o il momento in cui Pietro rinnega Gesù.

Davis, dopo il successo di Lion, si conferma un regista di buon livello e attento nella gestione degli attori e degli spazi

Mara e Phoenix, nonostante una discutibile scelta di casting dal punto di vista etnico, offrono delle buone interpretazioni in cui gli aspetti più umani, come le proprie insicurezze, sono rappresentati con la giusta sensibilità e la doverosa dose di emozioni. Le due star, pur penalizzate dai dialoghi un po' stereotipati, sostengono con bravura il lungometraggio cercando di dare profondità ai personaggi che potevano rischiare di rimanere delineati come esempi positivi bidimensionali. Tra gli altri membri del cast sono Tahar Rahim ed Ejiofor a ritagliarsi degli spazi importanti, dando vita a due discepoli complessi e coinvolgenti, facendo quasi rimpiangere durante la visione lo spazio un po' troppo limitato che è stato dato a entrambi. A livello visivo si rimane poi colpiti dalla fotografia di Greig Fraser che valorizza le splendide location e le scelte cromatiche compiute, mentre Davis, dopo il successo di Lion, si conferma un regista di buon livello e attento nella gestione degli attori e degli spazi. Maria Maddalena è un film ben realizzato e interpretato e, se si apprezza la svolta femminista scelta dagli autori, la visione risulta dotata di un certo fascino, nonostante dei dialoghi artefatti ed enfatici.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Apprezzi i film con una protagonista ben delineata e distante dagli stereotipi.

DEVI EVITARLO SE. Non sei interessato ai racconti biblici, a prescindere dall'approccio scelto.

LA FRASE CULT. «Il mondo cambierà solo se cambiamo noi».

CON CHI VEDERLO. Insieme alle persone che sono affascinate dalle figure storiche e religiose.

PERCHÉ VEDERLO. Per avvicinarsi agli eventi biblici da una prospettiva nuova e dalle sfumature contemporanee.

LA SCENA MEMORABILE. Il duro momento del tentato esorcismo deciso dalla famiglia di Maria.

Regia: Garth Davis; genere: drammatico (Regno Unito, Australia, Italia, 2017); attori: Rooney Mara, Joaquin Phoenix, Chiwetel Ejiofor, Tahar Rahim, Ariane Labed, Ryan Corr, Jacopo Olmo Antinori.

Andiamo alla scoperta di alcune curiosità legate alla realizzazione del film.

1. Una gesto d'amore: quella scena emozionante anche sul set

Uno dei passaggi più importanti del film è legato alla scelta compiuta dalla famiglia di Maria di rivolgersi a un esorcista. Il regista ha sottolineato come, nonostante le apparenze, si tratti di un gesto quasi di amore perché la personalità della donna e le sue scelte non vengono capite, arrivando quindi a pensare si tratti di una possessione demoniaca. Mara, commentando quell'elemento narrativo, ha sottolineato che è stato un passaggio quasi brutale da girare perché ci si rende conto che i componenti della famiglia amano Maria e sono convinti di poterla aiutare, nonostante si tratti di una pratica violenta. Il regista ha inoltre rivelato che sul set si sono verificate delle condizioni meteo che hanno lasciato il segno sul cast e sulla troupe: «Nel minuto in cui siamo entrati nell’acqua, il vento si è fermato del tutto. Completamente. Non si muoveva una foglia. I fulmini hanno cominciato a squarciare il cielo. Tutti sono andati fuori di testa! È stato un momento interessante, in cui la vita rispecchia l’arte».

2. Un candidato senza concorrenza: solo Phoenix per il ruolo di Gesù

Il regista ha ammesso di non aver mai considerato nessun altro attore per la parte del protagonista maschile, ritenendo che Joaquin Phoenix possedesse la sensibilità e la spiritualità necessarie a interpretare il ruolo di Gesù nel modo più giusto. Davis ha sottolineato che se non fossero riusciti a coinvolgerlo nel progetto probabilmente non sarebbe stato realizzato il film.

3. Un'accurata preparazione: cast "in gita" in una location ad hoc

Prima di iniziare le riprese il regista ha deciso di organizzare un intenso periodo di prove, permettendo agli attori di avvicinarsi al ruolo in modo più emotivo alla storia e a far emergere lati inattesi dei propri personaggi. Il filmmaker ha inoltre cercato di infondere al lungometraggio la giusta dose di realismo e il cast ha così trascorso alcuni giorni in una location simile a quella in cui avrebbero girato, ritrovandosi anche a cucinare delle pietanze come avrebbero fatto nell'epoca in cui sono ambientati gli eventi o andando in montagna con i costumi e le scarpe di scena per abituarli alla situazione meteo e agli spazi in cui dovevano muoversi.

4. Una collaborazione a fin di bene: l'aiuto alla cooperativa sociale Sep

I costumisti hanno collaborato con la cooperativa sociale Sep, che lavora con un gruppo di ricamatrici palestinesi nel campo di Jerash in Giordania, per realizzare alcuni capi basati su motivi antichi. L'attività coinvolge oltre 300 artisti e cerca di permettere a centinaia di rifugiati di uscire dalla povertà con il proprio lavoro.

5. Le riprese in Italia: film girato anche in Puglia e Sicilia

Il film ha un forte legame con il nostro Paese: per ricostruire i luoghi in cui si svolgono gli eventi sono infatti state scelte alcune località del Sud Italia. Tra i luoghi in cui è stato girato il progetto ci sono ad esempio la città vecchia di Matera, la campagna pugliese e la Sicilia.

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