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25 Marzo Mar 2018 1600 25 marzo 2018

'Un sogno chiamato Florida' al cinema: trailer e recensione del film

Motel trasformati in residenze. Madri single e bambini che giocano in strada. Sean Baker racconta la storia di vite al limite. Con uno straordinario Willem Dafoe e altri attori non professionisti. Perché vederlo.

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Sean Baker, dopo aver affrontato con Tangerine il mondo dei transgender, sposta con Un sogno chiamato Florida la sua attenzione su chi abita ai limiti della povertà nell'area intorno al Walt Disney World. A pochi passi dal mondo magico ispirato ai capolavori d'animazione esistono infatti delle comunità che vivono tra piccoli crimini, alberghi trasformati in residenze quasi permanenti, madri single e bambini che giocano in strada, apparentemente inconsapevoli del caos e della desolazione in cui sono immersi.

TUTTI I "CLIENTI" DA TENERE A BADA. Al centro degli eventi mostrati nel film c'è la piccola Moonee (Brooklynn Prince) che divide le sue giornate tra le avventure con i suoi amici e la nuova arrivata Jacey (Valeria Cotto), e i momenti insieme alla madre Halley (Bria Vinaite) che deve ricorrere anche a metodi poco legali pur di riuscire a mantenere economicamente la figlia e pagare l'affitto al The Magic Castle. Il proprietario della struttura, Bobby (Willem Dafoe), cerca di controllare la situazione e i suoi "clienti", ritrovandosi spesso alle prese con ragazzini ribelli e con adulti incontrollabili.

Il regista Baker con realismo riesce a trasformare una storia dalla struttura semplice in un racconto in grado di affrontare tematiche complicate

Il realismo che infonde Baker a ogni suo progetto, scegliendo anche di non affidarsi totalmente ad attori professionisti, riesce a trasformare una storia dalla struttura semplice in un racconto in grado di affrontare tematiche complicate, mostrate dalla prospettiva di tre personaggi molto diversi.

VITE IN CUI REGNA IL DISORDINE. La piccola Brooklynn Prince, 8 anni, regala il mix di innocenza e astuzia infantile perfetto per rappresentare una bambina esteriormente forte e incontrollabile che nasconde il suo animo sensibile per affrontare le avversità. Bria Vinaite riesce a far emergere il lato materno del suo personaggio e al tempo stesso l'incapacità di fare ordine nella propria esistenza, continuando a vivere in un limbo da cui sembra incapace di uscire.

IN DIFESA DEI PIÙ PICCOLI. Dafoe, in una delle migliori interpretazioni della sua carriera, infonde al burbero Bobby la perfetta dose di empatia e forza, delineando un personaggio che in più momenti dà spazio al proprio lato paterno, entrando in azione per difendere i più piccoli dalle nefandezze che li circondano o diventando loro complice nei momenti di divertimento, e una lieve frustrazione nel rapportarsi con adulti che sembrano aver perso il controllo sulla propria vita.

La piccola Moonee con la madre Halley.

La regia di Baker è attenta nel rappresentare la realtà al centro degli eventi seguendo in alcuni momenti il punto di vista dei bambini, scelta che permette di affrontare i passaggi più duri, come la decisione di Halley di incontrare uomini a pagamento mentre la figlia è costretta ad attendere ascoltando la radio, senza indulgere nei dettagli e mantenendo un approccio privo di evidenti giudizi morali.

CONTRASTO RESO IN MODO EFFICACE. Le immagini vivide e brillanti che enfatizzano la spensieratezza dell'estate e la location turistica riescono poi a costruire un contrasto efficace con un epilogo in cui si dà spazio alle conseguenze cupe di tutte le scelte sbagliate prese dai protagonisti, momenti in cui la giovanissima Brooklynn Prince colpisce emotivamente svelando cosa si cela nell'animo di Moonee.

RIFLESSIONE NON SUPERFICIALE. Un sogno chiamato Florida trova il modo di parlare dei problemi della società con semplicità e onestà, proponendo una riflessione non superficiale sulla realtà di chi vorrebbe una vita da favola, limitandosi però a osservarla da distante, chiusi in un mondo in cui sognare un futuro migliore sembra ormai impossibile.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ami i film che propongono un ritratto della società contemporanea realistico e non edulcorato.

DEVI EVITARLO SE. Hai odiato il neorealismo e non approvi la scelta di far recitare attori non professionisti.

LA FRASE CULT. «Lo capisco sempre quando un adulto sta per piangere».

CON CHI VEDERLO. Con i propri genitori, per riflettere sulle conseguenze delle scelte prese dagli adulti sui più piccoli.

PERCHÉ VEDERLO. Per lasciarsi emozionare dal racconto delle avventure di un gruppo di bambini alle prese con una realtà difficile.

LA SCENA MEMORABILE. Il momento in cui emergono tutte le paure e il dolore di Moonee.

Regia: Sean Baker; genere: drammatico (Usa, 2017); attori: Brooklynn Prince, Willem Dafoe, Bria Vinaite, Valeria Cotto, Christopher Rivera.

Scopriamo qualche curiosità sul film e sui suoi protagonisti:

1. Idea coltivata per anni: l'ispirazione lungo la US Highway 192

Alla base del film c'è un progetto a cui Sean Baker pensava da cinque anni e le riflessioni del co-sceneggiatore e produttore Chris Bergoch che ha percorso a lungo la US Highway 192, che conduce a Walt Disney World, mentre aiutava sua madre a trasferirsi nella parte centrale della Florida.

PROGETTO INIZIATO NEL 2012. Le condizioni di vita esistenti ai margini del parco di divertimenti hanno ispirato Baker e Bergoch, colpiti dall'immagine di alcuni bambini che giocavano ai lati della superstrada trafficata a pochi minuti di distanza dal parco tematico. Il progetto ha quindi iniziato a prendere forma nel 2012, per poi diventare realtà qualche anno dopo.

2. L'esempio da seguire: la serie Simpatiche Canaglie

Tra le fonti di ispirazioni di Baker ci sono i cortometraggi della serie Simpatiche Canaglie, prodotti da Hal Roach negli Anni 20 e 30, in cui le avventure dei bambini erano al centro della narrazione, nonostante fosse possibile percepire i problemi che contraddistingueva la Depressione americana.

3. Una persona reale per dare vita a Bobby: John Manning, gestore di un motel

Baker e Bergoch hanno ideato il personaggio affidato a Dafoe ispirandosi a John Manning, gestore di uno dei motel che si possono trovare lungo la US 192.

ACCOGLIENZA CON UNA... MAZZA. I due filmmaker stavano esplorando un vecchio hotel quando l'uomo è apparso di fronte a loro armato con una mazza da baseball, convinto che fossero degli sconosciuti animati da cattive intenzioni. Una volta chiarita la situazione Manning ha risposto a tutte le domande fatte dai due sceneggiatori, svelando come si occupasse dei residenti e condividendo i dettagli relativi al suo impegno sul lavoro.

4. Casting atipico: scelto tra annunci, negozi e Instagram

Brooklynn Prince, vincitrice di alcuni premi prestigiosi come i Critics' Choice Awards a soli sette anni, ha risposto a un annuncio pubblicato nelle testate locali in cui si parlava della ricerca dei protagonisti del film e ha convinto i produttori e il regista fin dalla sua prima audizione.

DECISIVE LE FOTO CONDIVISE ONLINE. Valeria Cotto è stata invece notata da Baker in un negozio della catena Target mentre faceva degli acquisti insieme con la madre. Bria Vinaite, infine, è stata selezionata da Baker grazie a Instagram, dove sembrava possedere i tratti caratteriali adatti per interpretare Halley grazie alle foto condivise online.

5. Esperienza in grado di cambiare la vita: quella della piccola Brooklynn

L'esperienza sul set di Un sogno chiamato Florida si è rivelata memorabile per la protagonista. Brooklynn Prince ha rivelato di essere stata entusiasta davanti alla possibilità di poter pronunciare parole che le sono vietate nella vita reale, e di essersi divertita moltissimo durante le riprese.

AIUTO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. Tra i momenti più apprezzati dalla piccola interprete quelli trascorsi accanto a Willem Dafoe che ha giocato con i bambini del cast e li ha presentati alla moglie usando FaceTime. Dopo il successo del film la star emergente ha poi voluto collaborare con l'organizzazione Hope192, che aiuta le famiglie come quella di Moonee, e ha avuto modo di conoscere alcune delle celebrity che ama di più, come Millie Bobby Brown e John Boyega.

PROVE DI CORTOMETRAGGI SULL'IPAD. Brooklynn sembra comunque avere le idee chiare sul suo futuro e ha già iniziato a creare piccoli cortometraggi e film con il suo iPad, coltivando così il suo sogno di diventare regista.

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