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1 Aprile Apr 2018 1600 01 aprile 2018

"Contromano" al cinema: trailer e recensione del film

L'attore torna alla regia dopo 16 anni. Con una storia che affronta in modo leggero immigrazione e crisi economica. Un progetto che ha richiesto ben due anni di gestazione. Le cose da sapere sulla pellicola. 

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Antonio Albanese torna alla regia, dopo Il nostro matrimonio è in crisi arrivato nei cinema 16 anni fa, per realizzare Contromano, un racconto semplice che affronta i cambiamenti della società con ironia e molti buoni sentimenti. Al centro della storia c'è l'abitudinario Mario Cavallaro (Albanese) che gestisce un negozio di calze e si trova a fare i conti con la concorrenza di un venditore ambulante africano (Alex Fondja). Il commerciante milanese decide quindi di risolvere il problema alla radice: rapire il "collega" e riportarlo in Senegal.

TRA IRONIA E MALINCONIA. Albanese, impegnato davanti e dietro la macchina da presa, si avvicina con questo film a tematiche complesse come immigrazione e crisi economica con un approccio sospeso tra ironia e malinconia, provando a far sorridere gli spettatori con le situazioni paradossali in cui finisce cercando di mettere in pratica il suo piano criminale. Il tutto condito dal personaggio della compagna della vittima, interpretata da Aude Legastelois, dalla quale Cavallaro rimane folgorato.

TROPPO POLITICALLY CORRECT. Dopo una parte on the road per varie città italiane, il set si sposta in un'Africa dall'atmosfera quasi paradisiaca (ben enfatizzata dalla fotografia brillante) dove un approccio più semplice alla vita porta il pragmatico Mario a riflettere sui suoi pregiudizi culturali. Elemento questo che però finisce per appesantire il film con un'eccessiva retorica e un'abbondanza di politically correct che non riescono né a convincere né a emozionare. Nonostante la buona interpretazione del cast, i dialoghi risultano poco incisivi e raramente strappano sincere risate.

La locandina del film.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Apprezzi le commedie malinconiche che affrontano tematiche sociali.

DEVI EVITARLO SE. Se non ami le storie che affrontano situazioni reali con un approccio un po' sognante e pieno di speranza.

LA FRASE CULT. «Qui non c’è più posto, è un’invasione. Troviamo un modo ragionevole per non pestarci i piedi».

CON CHI VEDERLO. Insieme a chi è convinto che la soluzione all'immigrazione sia costruire dei muri.

PERCHÉ VEDERLO. Per vivere con più speranza e ottimismo i problemi della vita quotidiana.

LA SCENA MEMORABILE. Mario che litiga con Oba sulle caratteristiche dei calzini.

Regia: Antonio Albanese; genere: commedia, drammatico (Italia, 2018); attori: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone.

Andiamo alla scoperta di alcune curiosità legate alla realizzazione del film.

1. Ironia e paure

Antonio Albanese, in un' intervista al Corriere della Sera, ha raccontato i motivi che lo hanno portato a esprimersi su questioni importanti con grande leggerezza: «L’ironia è la mia gioia. Sono terrorizzato di non vederla più in Italia. Questo Paese si è sempre aiutato con l’ironia. Il film nasce dal desiderio sociale, come spettatore, di raccontare in maniera diversa qualcosa di così impetuoso». Il regista ha poi aggiunto che la rabbia verso gli immigrati e l'ostilità esagerata sono due atteggiamenti che lo spaventano e lo preoccupano.

2. L'ispirazione di Aki Kaurismaki

Albanese ha svelato che tra le sue fonti di ispirazione come filmmaker c'è Aki Kaurismaki che da sempre considera un grande maestro dell'ironia: «Non c’è niente di più drammatico e divertente delle sue storie». L'attore ha spiegato che la sua esperienza davanti alla macchina da presa gli ha permesso di collaborare con registi molto validi da cui ha imparato molte lezioni tecniche e professionali.

3. Due anni e mezzo di gestazione

Contromano ha avuto una gestazione piuttosto lunga. L'ideazione e lo sviluppo del progetto hanno richiesto più di due anni. Albanese si è infatti preoccupato di delineare ogni aspetto della storia cercando di evitare la facile retorica e di restare intrappolato negli stereotipi. Sforzo che purtroppo non è stato premiato del tutto.

4. Il debutto di Legastelois nel cinema italiano

L'attrice Aude Legastelois, alla sua prima prova di recitazione in italiano, si è detta molto fortunata di aver lavorato accanto ad Albanese dal quale, ha sottolineato, ha imparato molto. Legastelois ha infatti apprezzato il suo modo di lavorare, la sua disponibilità nel collaborare con i membri del cast e la capacità di dare spazio a una comicità misurata.

5. Il ritorno al tema dell'immigrazione

Albanese da attore si era già confrontato col tema dell'immigrazione interpretando Antonio in Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati (1996), la storia di una ragazza ceca arrivata in Italia su un pullman turistico che decide di restare nel nostro Paese. Alla domanda se in Contromano ci fosse qualche riferimento alla pellicola ha risposto: «Onestamente non ho pensato a Vesna anche se penso a Carlo quotidianamente. Allora mi ricordo che il film fu criticato perché qualcuno disse che non esisteva quel tipo di immigrazione. Questo è un tema che mi interessa molto, forse perché io sono un figlio dell'emigrazione».

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