Frasi Famose Di Umberto Eco
4 Aprile Apr 2018 1346 04 aprile 2018

Umberto Eco, l'eredità contesa da Bologna e Milano

Trentatremila volumi, di cui 1.200 antichi. La biblioteca del semiologo scomparso nel 2016 attira le sue due città. La famiglia prende tempo e sospende ogni trattativa per poter «decidere in serenità».

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Trentatremila volumi, di cui più di 1.200 libri antichi. Per un valore stimato di 2 milioni, cifra che in un'asta potrebbe facilmente raddoppiare. È il tesoro lasciato da Umberto Eco scomparso il 19 febbraio 2016. Ora l'eredità, come spiega il Corriere della Sera, è "contesa" tra le due città del semiologo: Bologna, dove il professore ha insegnato a lungo e ideò il Dams, e Milano dove viveva e con la famiglia aveva investito nella Nave di Teseo, casa editrice di Elisabetta Sgarbi.

BOLOGNA VS MILANO. Ecco come le forze che le due città hanno messo in campo per mettere le mani sull'eredità dell'autore del Nome della Rosa.

LA PROPOSTA DELL'ALMA MATER. Nel capoluogo emiliano, l'Alma Mater sarebbe pronta a mettere a disposizione lo spazio per ospitare la biblioteca mentre il Comune, riporta sempre il quotidiano di via Solferino, potrebbe sostenere parte delle spese e ricercare sponsorizzazioni. In partita ci sarebbe anche la Fondazione Carisbo.

LA RISPOSTA DELLA PINACOTECA. A Milano invece si sta muovendo James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera. L'obiettivo è trovare investitori per acquisire i volumi più preziosi da destinare alla Braidense. Fondata nel 1770 dall'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, nel 2015 la biblioteca meneghina è stata inserita nel sistema museale di Brera. E grazie ai libri di Eco potrebbe rilanciare dal punto di vista turistico l'intero polo. Tra l'altro come ha ricordato Bradburne, lo stesso Eco diceva che alcuni interni de Il nome della Rosa ricordavano proprio alla Braidense.

LA FAMIGLIA SOSPENDE OGNI TRATTATIVA. «Troppe pressioni e congetture sul destino della preziosa biblioteca di Umberto Eco», fa sapere la famiglia dell'intellettuale. Che per «decidere in serenità» ha annunciato la sospensione di «ogni trattativa». E ha precisato: «Le ipotesi di cessioni a università estere o vendite all'estero non sono mai state prese in considerazione, né la vendita all'asta o il frazionamento dei singoli fondi librari. La famiglia ritiene giusto che la biblioteca rimanga in Italia».

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