Isao Takahata
6 Aprile Apr 2018 1158 06 aprile 2018

Cinque cose da sapere su Isao Takahata

Anima raffinata dell'animazione giapponese con Hayao Miyazaki fu tra i fondatori dello Studio Ghibli. Regista e produttore diede vita ad alcune delle pellicole più famose del Sol Levante come Una tomba per le lucciole. Ma anche Lupin III e Heidi.

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Dal 5 aprile l'animazione giapponese è un po' più povera. Una delle anime dello studio Ghibli, noto per le grandi produzioni del premio Oscar Hayao Miyazaki, se n'è andata. Isao Takahata, 82 anni, si è spento a Tokyo. Raffinato maestro dell'animazione ha costruito un impero contribuendo a diffondere la cultura degli anime fuori dal Giappone. Takahata iniziò la sua carriera nel 1959 negli studi di Toei Doga (oggi Toei Animation), fino ad arrivare alla sua prima regia cinematografica nel 1968 con La grande avventura del piccolo principe Valiant. Ecco cinque cose da sapere sul maestro scomparso.

1. Sodalizio con Miyazaki: nel 1985 nasce lo studio Studio Ghibli

Negli anni passati alla Toei, Takahata ha conosciuto Miyazaki e iniziato con lui un sodalizio che nel corso degli anni ha portato alla creazione di vere e proprie pietre miliari dell'animazione nipponica. Tra il 71 e 72 i due hanno lavorato alla realizzazione di Lupin III. Due anni dopo hanno creato uno degli anime più famosi dell'intera produzione giapponese: Heidi. Nel 1978 Takahata ha collaborato alla realizzazione degli storyboard e alla regia di Conan ragazzo del futuro, che proprio il 4 aprile ha festeggiato i 40 anni della prima messa in onda. Dal 1985 il duo ha scelto di mettersi in proprio fondando lo Studio Ghibli. Da quel momento e per qualche anno Takahata si è dedicato alla produzione collaborando ad alcune delle pellicole più famose di Miyazaki come Nausicaä della Valle del vento e Laputa - Castello nel cielo. Nel 1988 è invece tornato alla regia creando uno dei suoi capolavori. La straziante storia dei Seita e Setsuko raccontata in Una tomba per le lucciole.

2. Poetica: la vita che entra nelle opere

Nel corso della sua carriera Takahata ha attinto alla sua esperienza di vita per colorare e dare risalto ai propri lavori. Sia in modo simbolico sia reale. In questo senso la realizzazione di Una tomba per le lucciole è emblematica. La pellicola che racconta la storia di due fratellini durante i bombardamenti alleati contro il Giappone nel corso della Seconda guerra mondiale, è intrisa dell'esperienza stessa di Takahata. Il regista, nativo della prefettura di Mie, è infatti sopravvissuto ai bombardamenti statunitensi. Bambino, all'età di nove anni, riuscì a fuggire in pigiama e a piedi nudi in mezzo a un ammasso di cadaveri, per scampare a un raid nel 1945 nella città di Okayama. C'è però un "pezzo" di Takahata anche in uno dei suoi primi lavori, Lupin III. La Fiat 500 guidata dal celebre ladro gentiluomo era infatti una riproduzione dello stesso mezzo usato dal cineasta.

3. La produzione fuori dal Giappone: la collaborazione con l'olandese de Wit

Isao Takahata non si è mai chiuso nel mondo giapponese, anzi si è sempre aperto alle opere realizzate all'estero anche come produttore. Nel corso degli anni è stato il responsabile dell'adattamento giapponese di diverse pellicole, molte del francese Michel Ocelot come Kirikù e la strega Karabà e Azur e Asmar. Ma anche Appuntamento a Belleville di Sylvain Chomet e My Love di Aleksandr Konstantinovič Petrov. In anni recenti ha collaborato, tramite lo Studio Ghibli, alla produzione della pellicola La tartaruga rossa, un lungometraggio del regista olandese Michaël Dudok de Wit.

4. L'Oscar sfiorato con La storia della principessa splendente

Nel 2013 Takahata è arrivato a sfiorare l'Oscar con la candidatura de La storia della principessa splendente. Una pellicola tratta da racconto popolare Taketori monogatari . Costato 49 miliardi di euro, il film più dispendioso del Giappone, racconta la storia di un tagliatore (Taketori monogatari si traduce letteralmente in "Il racconto di un tagliabambù") che all'interno di una canna di bambù trova una piccola bambina che sceglie di adottare. La bimba, in realtà una principessa proveniente dalla Luna, si trova sulla terra per scontare una pena conducendo una vita come quella umana.

5. La serie mai realizzata: Pippi Calzelunghe

Nel 1971 Takahata e Miyazaki hanno tentato di portare sul piccolo schermo una delle opere per ragazzi più famose del mondo, Pippi Calzelunghe dell'autrice svedese Astrid Lindgren. I due arrivarono a incontrare Lindgren che però non ha mai dato il consenso alla cessione dell'opera. In quell'occasione Takahata si presentò con dei bozzetti di Maboroshi no “Nagakutsushita no Pippi" (letteralmente Illusioni di Pippi Calzelunghe) ma non fu sufficiente a far partire il progetto. Per questo motivo i due alla fine furono costretti a desistere e riversare i loro sforzi in un altro lavoro, sempre di un'autrice europea di fine 800: la svizzera Johanna Spyri. E tre anni dopo andò in onda la prima puntata di Heidi.

Un bozzetto della serie di Pippi Calzelunghe

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