Duterte Filippine Guerra Alla Droga
8 Aprile Apr 2018 1500 08 aprile 2018

Su Netflix la serie sulla guerra alla droga nelle Filippine

Dal 9 aprile sarà disponibile Amo, la fiction sulla controversa campagna lanciata da Duterte. Un massacro che ha lasciato sul campo oltre 10 mila vittime in meno di due anni e che è stato condannato dall'Aja. Ma per il regista Mendoza è «necessario»

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Mancava una serie tivù a consacrare la più grande mattanza di Stato del XXI secolo. Gli ingredienti ci sono tutti: droga, soldi, povertà e voglia di riscatto. E Netflix non si è fatta sfuggire l'occasione. Dal 9 aprile trasmetterà Amo, la fiction prodotta dalla locale Tv5 Incorporated e diretta da Brillante Mendoza (premio per miglior regia a Cannes 2009 con Kinatai) sulla controversa guerra alla droga lanciata dal presidente filippino Rodrigo Duterte. Un massacro che ha lasciato sul campo oltre 10 mila vittime in meno di due anni. Tossicodipendenti veri o presunti, spacciatori, ma soprattutto giovani dei sovrappopolati slum di Manila. Disperati che si fanno di shabu, la metanfetamina dei poveri. Una dose costa poco meno di due euro e permette di andare avanti 24 ore senza soffrire stanchezza o fame. Spacciarla, poi, è una buona occasione per fare qualche soldo in più.

LA SOLUZIONE DI DUTERTE. Migliaia di persone che sono state uccise durante le operazioni di polizia o quelle che vengono chiamate «esecuzioni extra-giudiziarie». I killer arrivano in moto, con il volto coperto. Freddano i malcapitati sul posto. Oppure li portano via. Qualche giorno dopo i corpi ricompaiono ai margini di una strada qualsiasi con il volto coperto e un cartello a monito per la comunità: «Non fate come me». Una strategia che il presidente aveva annunciato già in campagna elettorale: se fosse stato eletto «con i cadaveri dei drogati avrebbe ingrassato i pesci della baia di Manila».

Squadroni della morte nella Manila di Duterte

Le bare in mezzo ai vicoli. Nei sovrappopolati slum di Manila è questa la firma della nuova amministrazione di Rodrigo Duterte, il nuovo presidente, "il castigatore", quello che appare sempre nell'atto di sferrare un destro. Sono i segni visibili della sua tanto decantata "guerra alla droga", oltre 5.900 morti da quando si è insediato alla presidenza delle Filippine il 30 giugno scorso.

Amo, tradotto "boss", racconta questo contesto con gli occhi di un liceale che comincia a vendere cristalli di metanfetamina e finisce nell'incubo delle notti di Manila. Rapimenti, funzionari corrotti, violenza. Il regista Mendoza non ha mai nascosto le sue simpatie per il presidente Duterte per cui ha firmato anche i primi due discorsi sullo stato della nazione. Per lui, la campagna che è stata condannata dalla Corte internazionale dell'Aja per le ripetute violazioni dei diritti umani, è «necessaria». Secondo il regista filippino, i 12 episodi della serie aiuteranno le persone «a vedere l'altra faccia della medaglia», perché sono girate come fossero scene di un documentario e prendono spunto da eventi reali, alcuni raccontati dalle stesse forze dell'ordine. La sua non vuole essere «propaganda governativa», ha messo in chiaro. Staremo a vedere, per il momento è disponibile solo il trailer.

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