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8 Aprile Apr 2018 1600 08 aprile 2018

"Il giovane Karl Marx" al cinema: trailer e recensione del film

Un approccio originale alla vita del filosofo. Tra debolezze e voglia di giustizia. Attori poliglotti, dibattiti difficili da riprodurre in scena, lo scopo di ispirare i ragazzi nelle loro battaglie: cosa c'è da sapere.

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Una delle figure storiche che maggiormente hanno segnato la società, non solo della sua epoca, è ora al centro di un film biografico che ne approfondisce la giovinezza e la genesi del suo pensiero. Il giovane Karl Marx, diretto da Raoul Peck, si concentra infatti sui sette anni compresi tra la tesi di dottorato e la creazione del Manifesto del Partito comunista, caratterizzati da ambizione e idealismo.

UN INCONTRO ISPIRATORE A PARIGI. Negli Anni 40 del XIX secolo in Germania si cercava di reprimere l'opposizione intellettuale, mentre in Francia gli operai del Faubourg Saint-Antoine si mettevano in marcia e in Inghilterra il popolo aveva dato vita a manifestazioni e proteste. Karl Marx (August Diehl) aveva 26 anni e con la moglie si ritrovò alle prese con un possibile esilio. A Parigi il giovane incontrò però Friedrich Engels (Stefan Konarske), il figlio di un grande industriale che aveva studiato il modo in cui vivevano gli operai inglesi e, assieme a lui, diede vita a un movimento capace di emancipare i lavoratori oppressi di tutto il mondo.

SGUARDO SULLA DIMENSIONE PRIVATA. Nel cast del progetto c'è anche l'attrice Vicky Krieps, recentemente protagonista de Il filo nascosto, nel ruolo di Jenny Marx. Il film diretto da Raoul Peck presenta una struttura piuttosto convenzionale che non lo distingue da analoghi lungometraggi biografici, trovando la sua originalità nell'avvicinarsi alla vita di Marx negli anni che precedono l'inizio della sua storica opera, ricostruendo quindi le motivazioni e gli eventi che hanno influenzato le sue riflessioni e le sue idee, dopo aver osservato una realtà internazionale caratterizzata da una tensione sociale in continuo crescendo, e offrendo uno sguardo alla dimensione privata dei protagonisti, realtà quasi sempre trattata con superficialità tra le pagine dei testi scolastici.

L'attore Diehl assegna le giuste sfumature a un Marx non ancora giunto alla sua maturità personale e intellettuale, alle prese con momenti di incertezza

La linearità della narrazione rende quindi particolarmente importante il lavoro degli attori che devono coinvolgere gli spettatori durante una visione che rischia di apparire fin troppo retorica e didascalica. Diehl riesce a raggiungere lo scopo desiderato e assegna le giuste sfumature a un Marx non ancora giunto alla sua maturità personale e intellettuale, alle prese anche con momenti di debolezza e incertezza, pur essendo animato da una grande voglia di riscatto e di giustizia.

UNA MOGLIE "TRADIZIONALE". Accanto a lui Vicky Krieps si distingue per la sua capacità di rendere tridimensionale una moglie dall'approccio piuttosto tradizionale alla vita coniugale, proponendo un'espressività misurata che rende naturali e sincere le reazioni di Jenny a situazioni che nella sua mente appaiono rivoluzionarie quasi come i tentativi di cambiamento sostenuti dal marito e da Engels, interpretato senza troppa verve da Konarske.

Una scena del film con l'attore August Diehl a interpretare Karl Marx.

Il giovane Karl Marx può inoltre contare su un buon livello tecnico che comprende una ricostruzione storica attenta ai dettagli e una fotografia ricca di sfumature che, in alcuni passaggi, sembra voler creare quasi un legame visivo con alcune delle opere pittoriche più famose dello stesso secolo.

Il lungometraggio, che si conclude con una carrellata di immagini che ricordano alcuni dei cambiamenti sociali e la lotta dei cittadini contro il capitalismo, risulta in questo modo un progetto ricco di fascino e “istruttivo”, nonostante la mancanza di originalità che contraddistingue l'intero progetto, riuscendo in particolare a rappresentare in modo efficace le varie fasi di sviluppo di un'idea che è stata in grado di cambiare il mondo.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ti interessa scoprire i retroscena riguardanti la vita di chi ha scritto importanti pagine di storia.

DEVI EVITARLO SE. Non apprezzi i film biografici dall'approccio convenzionale o le riflessioni filosofiche.

LA FRASE CULT. «Non c'è felicità senza rivolta».

CON CHI VEDERLO. Insieme con gli ex compagni di scuola per confrontarsi e per avvicinarsi in modo diverso a quanto appreso in aula quando si era teenager.

PERCHÉ VEDERLO. Per comprendere meglio l'importanza di alimentare le proprie idee e di lottare per i propri diritti.

LA SCENA MEMORABILE. Jenny rimane sorpresa da un altro approccio alla maternità rispetto al suo.

Regia: Raoul Peck; genere: drammatico, storico (Francia, Germania, Belgio, 2017); attori: August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Olivier Gourmet, Hannah Steele.

Andiamo alla scoperta di alcune curiosità sul film:

1. Film “commissionato” a Peck: l'idea dell'emittente francese Art

È stata l'emittente francese Art, tramite Pierrette Ominetti, a proporre l'idea di realizzare un film su Karl Marx a Raoul Peck. Il regista è stato quindi affascinato dall'idea che siano stati proprio il lavoro e le opere di Marx a delineare dei concetti che anche oggi utilizziamo per parlare della società, e del contrasto tra capitalismo e comunismo.

NON HA GLI ELEMENTI DEL DOCUMENTARIO. Peck, dopo aver faticato a trovare il giusto approccio al progetto, ha deciso di renderlo totalmente un'opera di finzione priva di elementi tipici del documentario, e di produrlo con la sua Velvet Film.

2. Lo scopo: convincere i giovani a lottare per quello in cui si crede

Il regista ha sottolineato che voleva mostrare Marx, Engels, le mogli dei protagonisti e chi interagisce con loro attraverso le loro parole e le reazioni che si possono avere quando si ha 20 anni e si sogna di cambiare il mondo.

L'IMPORTANZA DI CONOSCERE LA STORIA. Lo scopo di Peck è inoltre quello di ispirare i giovani contemporanei e a sottolineare l'importanza di combattere per quello in cui si crede. Conoscere la storia, secondo il regista, è infatti uno degli elementi essenziali per poter poi organizzarsi e lottare.

3. Materiale complicato: dibattiti filosofici poco coinvolgenti in scena

Uno degli aspetti più difficili da sviluppare, secondo quanto dichiarato da Peck, è stato causato dalla rappresentazione dei dibattiti filosofici che, portati in scena, avrebbero potuto diventare eccessivamente didattici e poco coinvolgenti. Il lavoro compiuto con lo sceneggiatore Pascal Bonitzer è stato quindi orientato a rendere più "vive" alcune sequenze, senza però inventare nulla o limitarne il rigore.

SCELTI ATTORI PROVENIENTI DAL TEATRO. La scelta di coinvolgere degli attori provenienti dal mondo del teatro ha poi permesso agli autori di portare in vita e rendere autentici i personaggi, essendo impegnati spesso in piani sequenza che permettono agli interpreti di delinearli con più attenzione.

4. L'unicità della moglie: borghese che aveva deciso di vivere in povertà

Vicky Krieps ha raccontato che il personaggio di Jenny è stato ideato basandosi sulle lettere scritte dai protagonisti e dalle descrizioni tratte dai verbali delle spie che avevano il compito di controllare Karl Marx.

UNA DONNA POLITICAMENTE IMPEGNATA. La donna, secondo la sua interprete sul grande schermo, proveniva da una famiglia borghese ma aveva scelto di vivere in povertà ed era politicamente impegnata, pur non essendo emancipata, situazione che l'ha resa interessante e, a suo modo, unica.

5. Protagonisti cercati a lungo: dovevano parlare francese, inglese e tedesco

Per trovare gli attori giusti a cui affidare le parti principali è stato effettuato un lungo casting in tutta Europa. A rendere complicata la ricerca è stata in particolare la scelta di cercare degli interpreti in grado di parlare correttamente tra lingue diverse, dovendo rispettare l'abitudine di Marx, Engels e Jenny a usare espressioni anche in francese, inglese e tedesco.

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