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13 Maggio Mag 2018 1600 13 maggio 2018

"Loro 2" al cinema: trailer e recensione del film di Sorrentino

Un'opera non politicizzata, che si concentra sui sentimenti di un Berlusconi al tramonto. Con personaggi inventati e un camaleontico Servillo che passa dal Divo Andreotti all'istrionico Cav. Le cose da sapere.

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Paolo Sorrentino conclude il suo ritratto cinematografico di Silvio Berlusconi con Loro 2, film che si addentra ancora di più nel mondo e nelle insicurezze dell'imprenditore e politico. Nella seconda parte dell'imponente opera cinematografica si mostra il protagonista alle prese con la paura della morte, persone che vogliono sfruttare la sua posizione e ambizioni personali e professionali difficili da realizzare.

INASPETTATA TRISTEZZA. Dalla fine del matrimonio tra Silvio e Veronica Lario ai commenti spietati delle giovani invitate alle feste che lo associano al proprio nonno, fino al colpo di genio del regista che fa riflettere il protagonista in Ennio Doris o lo porta a parlare direttamente al pubblico con una televendita rivolta a una casalinga genovese che rappresenta però l'Italia intera, il lungometraggio dà spazio alla solitudine e all'inaspettata tristezza che contraddistinguono i tentativi inutili, e al limite del patetico, di un uomo che vuole sfuggire alla propria decadenza, non solo fisica.

Toni Servillo riesce nel compito quasi impossibile di umanizzare una figura ormai segnata da decenni di commenti, imitazioni e analisi

Sorrentino cerca di allontanarsi dai giudizi morali e politici rimanendo piuttosto ancorato all'immagine di persuasore e di vincente, svelandone il vuoto e la fragilità personale che si celano dietro l'apparenza, dando inoltre il doveroso spazio alla fine di un matrimonio. Toni Servillo, inoltre, mette a frutto il suo talento per dare volto a tutte le sfumature del complesso ruolo, ormai circondato da un alone mitologico, che gli è stato affidato, riuscendo nel compito quasi impossibile di umanizzare una figura ormai segnata da decenni di commenti, imitazioni e analisi.

CONTRASTI METAFORICI. L'intero cast, tuttavia, appare gestito con sapienza dal filmmaker e valorizzato da una messa in scena non priva degli eccessi a cui ci ha abituato il regista napoletano, che gioca con intelligenza con luci e ombre e sfrutta le location scelte per creare una struttura fisica intorno ai personaggi che, di volta in volta, è in grado di proporre contrasti metaforici o ne sottolinea i comportamenti sopra le righe.

UN UOMO SIMBOLICO. Loro 2 trova il modo, pur appesantito in alcuni punti da scelte registiche e narrative, di offrire il ritratto di un solo uomo per parlare dell'intera società, delle conseguenze della corruzione economica e spirituale e della tragicità dell'avvicinarsi alla conclusione della propria vita senza avere il coraggio di accettare la mortalità e i limiti dell'ego. Loro, nella sua totalità, non è un'opera semplice e nemmeno perfetta, ma efficace nel raggiungere l'obiettivo alla base del progetto e alimentare un cinema italiano troppo spesso sostenuto solo da commedie prive di originalità e di un approccio artistico ispirato e unico.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ami i film biografici che mescolano realtà e finzione per offrire un ritratto psicologico efficace del protagonista.

DEVI EVITARLO SE. Non sei interessato a rivalutare la tua opinione nei confronti del protagonista della politica italiana.

LA FRASE CULT. «Sei triste. Non penso di averti mai visto triste».

CON CHI VEDERLO. Insieme a chi ha vissuto in prima persona l'ascesa e il declino della carriera politica e imprenditoriale di Silvio Berlusconi.

PERCHÉ VEDERLO. Per riflettere sulla società e sulla propria vita attraverso il ritratto di un'icona dell'Italia.

LA SCENA MEMORABILE. La televendita in cui Silvio Berlusconi si rivolge a una casalinga e utilizza ancora una volta le sue doti da infallibile persuasore.

Regia: Paolo Sorrentino; genere: drammatico (Italia, 2018); attori: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen.

Le curiosità sul film:

1. Opera non politicizzata: l'intento è concentrarsi sui sentimenti

Nonostante le polemiche della vigilia, Sorrentino ha ribadito in più occasioni che il film non è stato ideato per condannare o analizzare dal punto di vista politico la figura di Silvio Berlusconi, preferendo concentrarsi sui sentimenti che lo avvicinano alle persone comuni e di tutte le età, oltre ad affrontare la paura della vecchiaia e della morte.

2. Tra finzione e realtà: personaggi inventati senza alludere a nessuno

Sul grande schermo c'è spazio per alcuni personaggi inventati e per altri realmente esistiti, situazione che ha dato il via sui mezzi di comunicazione ad alcune ipotesi riguardanti la reale identità delle parti affidate ad attori come Fabrizio Bentivoglio e Kasia Smutniak. Il filmmaker ha però smentito ogni possibile chiave di lettura dichiarando: «È una mania da rotocalco senza senso. Non ho avuto problemi a chiamare i protagonisti con i loro nomi veri, gli altri non hanno riferimenti reali».

3. Differenze con Il Divo di Andreotti: quello era un potere senz'anima

Nel 2008 era stato Giulio Andreotti il protagonista del film biografico Il Divo e Sorrentino ha voluto spiegare le differenze che hanno animato l'approccio a Loro rispetto alla sua precedente esperienza nel campo della storia della politica e della società italiana. Berlusconi, secondo il filmmaker, è infatti umanamente agli antipodi rispetto allo storico presidente del Consiglio: «Andreotti era l’incarnazione di un potere che veniva da lontano e che aveva a che fare con la Chiesa. Sembrava impenetrabile, privo di sentimenti».

4. Regista auto-ironico: video con Frank Matano per Tonno spiaggiato

Paolo Sorrentino, pochi giorni prima dell'arrivo nelle sale di Loro 2, ha dimostrato ancora una volta la sua simpatia collaborando con l'amico e collega Frank Matano, suo “avversario” nei cinema con Tonno spiaggiato. In un video condiviso online, e intitolato La Grande Paura, i due artisti parlano di come affrontare l'ansia causata dal debutto di un film. Sorrentino spiega infatti che non ci si deve preoccupare dei risultati dei lungometraggi, ma di qualcosa di ben più serio: la morte.

5. Camaleontico Servillo: dal misterioso Giulio alla star Silvio

Paolo Sorrentino si è affidato ancora una volta al talento di Toni Servillo per portare sul grande schermo dei personaggi iconici della società italiana. L'attore ha spiegato di essersi preparato per i due progetti in modi completamente diversi perché Andreotti, al centro del film Il Divo, era quasi paragonabile a un imperatore romano che alimentava il proprio segreto per costruire la sua immagine pubblica, mentre Berlusconi è un “divo” all'insegna dell'essere estroversi e che sfrutta la scena politica come se fosse una star cinematografica.

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