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MANOVRA 2 Luglio Lug 2011 1634 02 luglio 2011

Sanità pubblica: tagli per 10 miliardi in tre anni

Le famiglie potrebbero sborsare fino a 500 euro in più.

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La manovra potrebbe portare tagli alla sanità pubblica per 10 miliardi in tre anni.

Sarà di 10 miliardi in tre anni il taglio 'collaterale' che la manovra economica varata da Giulio Tremonti potrebbe apportare alla sanità pubblica. Se si vorranno mantenere i livelli di spesa attuali, quindi, le famiglie italiane potrebbero dover sborsare 500 euro l'anno in più.
I calcoli sono stati fatti da Federico Spandonaro, coordinatore Ceis Sanità della facoltà di Economia dell'Università di Tor Vergata a Roma.
FINANZIAMENTO CONGELATO. «Per la sanità pubblica», ha spiegato Spandonaro a quotidianosanità.it, «si configura una recessione in termini reali, di dimensioni tutt'altro che banali. In pratica il finanziamento pubblico della Sanità che è stato congelato al 6,7% del Pil da alcuni anni, si ridurrebbe giungendo al 6,3% nel 2014».
Per l'economista è, però più probabile che i cittadini debbano mettersi le mani in tasca per pagare maggiori ticket, maggior prestazioni private e, infine, per pagare con tasse regionali i disavanzi.
LE REGIONI PENALIZZATE. A pagare il conto, ha concluso Spandonaro, «saranno certamente i cittadini del meridione e del Lazio, regioni dove si concentrano i disavanzi e quindi dove maggiore dovrà essere il prelievo compensativo».
Tutto questo, nonostante la manovra, ha spiegato l'economista, preveda un aumento del finanziamento pubblico della Sanità dello 0,5% per il prossimo anno e dell'1,4% in quelli seguenti con una media per il biennio 2013-2014 dello 0,9%.
L'AUMENTO IN REALTÀ È UN TAGLIO. L'aumento, di fatto, costituisce un taglio: «Basta confrontare questi dati con le previsioni di crescita del Pil, che il governo stima fra il 3,1% e il 3,4% annuo, da qui al 2014. Quindi per la sanità pubblica si configura una recessione».
Già dalle percentuali, ha fatto notare l'economista, «è facile convincersi che alla Sanità si chiede un contributo rilevante al risanamento della finanza pubblica: il 'taglio' è di circa il 1,7% annuo e, cosa ancora più rilevante, inferiore dello 0,6% della crescita reale prevista per il 2013 e 2014».

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