Bankitalia Banca Italia 110614105402
CONTI 12 Agosto Ago 2011 1412 12 agosto 2011

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Nuovo record per il debito pubblico: 32 mila euro a persona.

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Mentre è in pieno svolgimento la corsa contro il tempo per il varo del dl con le misure anticrisi - l'11 agosto Tremonti, senza convincere, ha annunciato la sua ricetta - il governo incassa un nuovo, duro colpo dal bollettino statistico della Banca d'Italia.
Il debito pubblico italiano, a giugno, ha toccato un nuovo record sfondando per la prima volta i 1.900 miliardi di euro, attestandosi a quota 1.901,919 milardi.
Anche se il dato riguarda lo stock di debito (e non il suo rapporto con il Pil, che è il dato tenuto in considerazione ai fini del patto di stabilità europeo), è un elemento che aggrava la già critica situazione delle casse dello Stato.
+ 4,35 MILIARDI RISPETTO A MAGGIO. A giugno 2011 dunque lo stock di debito pubblico italiano è aumentato di 4,354 miliardi di euro rispetto ai 1.897,565 miliardi di maggio, mese in cui aveva toccato il precedente record. È salito così per il terzo mese consecutivo. Rispetto alla fine del 2010, il debito pubblico a giugno è cresciuto, sempre nel dato assoluto e non nel rapporto con il prodotto interno lordo, del 3,19% (+58,9 miliardi), mentre rispetto a giugno dell'anno precedente lo stock è aumentato del 4,25%.
31.700 EURO IL DEBITO DI UN NEONATO. La notizia del nuovo record della crescita del debito ha allertato i consumatori, che per dimostrare la gravità della situazione hanno calcolato il debito pubblico accumulato da ogni neonato in Italia. «Ciascun neonato si trova con un debito pubblico di 31.700 euro che sale a 90.565 per ogni famiglia», denunciano in un comunicato congiunto Adusbef e Federconsumatori, che chiedono alla Banca d'Italia e la Bce di «cedere le riserve auree per 100 miliardi, frutto dei sacrifici degli italiani».
«CEDERE LE RISERVE AUREE».«Con i loro diktat, Bankitalia e Bce dettano le loro condizioni all'Italia», si legge nella nota, «come le banche con le clausole vessatorie nei contratti di durata, veri e propri ricatti sulla politica economica di macelleria sociale, pensioni, dismissioni e privatizzazioni che ricordano lo stile Goldman Sachs delle precedenti svendite del patrimonio pubblico spacciate per privatizzazioni». «Le riserve auree», chiosano i consumatori, «devono essere vendute per ripianare parte del debito pubblico, producendo effetti deflattivi sull'oro, che ha raggiunto livelli storici».

Entrate tributarie in lieve aumento

Il bollettino di Bankitalia fa anche il punto sulle entrate tributarie nei primi sei mesi del 2011, che si sono attestate a quota 176,479 miliardi di euro, in crescita dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. L'istituto di credito centrale ha la competenza dei dati delle entrate per cassa, mentre la competenza giuridica spetta al ministero dell'Economia. Il dipartimento delle Finanze di via XX settembre comunica che le entrate tributarie erariali nel primo semestre del 2011 hanno registrato una crescita dell'1% e si sono attestate a quota 183,217 miliardi di euro.
«BUONA TENUTA DEL GETTITO». Per il ministero dell'Economia «si conferma la buona tenuta del gettito tributario, anche se nel mese di giugno si rileva una decelerazione della dinamica del gettito». Rispetto a maggio l'aumento delle entrate rallenta, dal momento che in cinque mesi erano cresciute del 5,1%, rispetto al +1% del semestre. Nel periodo gennaio-giugno 2011 le entrate totali, pari a 183.217 milioni di euro (+1.857 milioni di euro, pari a +1,0%), derivano per 96.764 milioni di euro (-2.206 milioni di euro pari a -2,2%) dalle imposte dirette e 86.453 milioni di euro (+4.063 milioni di euro, pari a +4,9%) dalle imposte indirette.
+32,4% DA RECUPERO EVASIONE. Da i dati diffusi dal Tesoro salta subito agli occhi il boom di entrate dal recupero dell'evasione fiscale: nel periodo gennaio-giugno 2011 il gettito derivante dai ruoli si è attestato a 3.229 milioni (+791 milioni di euro, pari a +32,4%). Lo comunica il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, spiegando che 1.924
milioni di euro (+316 milioni di euro, pari a +19,7%) sono arrivati dalle imposte dirette e 1.305 milioni di euro (+475 milioni di euro, pari a +57,2%) dalle imposte indirette.

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