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18 Settembre Set 2011 0830 18 settembre 2011

Usa, i ricchi piangono

La patrimoniale di Obama sui redditi di 1 milione di dollari.

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Barack Obama.

La 'Buffett rule' per risanare i conti. Il presidente Barack Obama (il presidente scrittore: leggi) intende presentare lunedì 19 settembre il suo piano per il debito e il deficit, col quale intende chiedere ai ricchi americani che guadagnano più di un milione di dollari l'anno di pagare giusto, ovvero almeno la stessa percentuale di tasse che versano i contribuenti della classe media (i dissidi nello staff economico del presidente: leggi).
L'introduzione di un nuovo tasso minimo di imposte dovrebbe aumentare la pressione sui Repubblicani per approvare tasse più alte per i ricchi, anche in vista e in cambio del supporto democratico ai tagli sui programmi sanitari Medicare e Medicaid e alla sicurezza sociale in genere, cavalli di battaglia del Grand old party.
BUFFETT: «NOI MAGNATI PAGHIAMO TROPPO POCO». La 'Buffett rule', un nome che secondo il New York times è stato coniato dallo stesso presidente, è ispirata al guru della finanza Warren Buffett, che si è lamentato ripetutamente che i ricchi pagano una percentuale più bassa di tasse federali sul reddito rispetto ai lavoratori della classe media, anche perché gli investimenti finanziari e il loro rendimento sono tassati complessivamente meno di quanto non lo siano i redditi da lavoro dipendente.
Sempre stando a quanto riportato dalla stampa statunitense, non è ancora stato chiarito quanta parte dei guadagni milionari sarebbe sottoposta a tassazione, né sarebbe stato indicato un obiettivo minimo di introito nelle casse dello Stato, ma sembra acclarato che l'iniziativa dovrebbe essere «prioritaria» nella lotta alla riduzione del deficit nel Paese.
«UNA STRATEGIA CHE PENALIZZA GLI INVESTIMENTI». Per gli oppositori repubblicani tuttavia il provvedimento avrebbe il solo risultato di scoraggiare gli investimenti e d'altro canto i critici del pensiero di Buffett hanno sempre sostenuto che la maggior parte di reddito dei milionari derivi ormai più dagli stipendi che non dalla finanza.

Boehner: «Sì alla riforma fiscale, ma non agli aumenti»

IL presidente degli Usa Barack Obama, durante lo speech. Dietro di lui, il portavoce della Camera,il repubblicano John Bohener.

E lo speaker repubblicano John Boehner dell'Ohio ha notato lo scorso giovedì 15 settembre che una riforma del sistema di imposte è necessaria, ma pure che in un'ottica di ridimensionamento del deficit un aumento delle tasse non sarebbe, in qualunque sua forma, strada auspicabile.
UN RILANCIO NECESSARIO PER ALZARE IL LIVELLO DELLO SCONTRO. Questo rende molto difficile, per i commentatori, la trasformazione dell'ipotesi-Obama in legge, ma per il primo afroamericano a capo degli Stati Uniti è strategico alzare il livello dello scontro, specie su tematiche vagamente populistiche come queste, alla vigilia dello scontro elettorale del 2012. Ma la Buffett rule è importante, in un'ottica di probabile riduzione della spesa sociale, per mostrare allo stesso Partito democratico che l'attenzione alla equa distribuzione dei sacrifici è sempre alta.
La regola Buffett andrebbe a sostituire la minimum tax tesa a colpire e contribuenti più ricchi e però favoriti da molte possibilità di deduzione ed è fra le numerose iniziative del presidente in materia di semplificazione del sistema fiscale e in vista di una sua maggiore equità.
Tuttavia, secondo gli scettici, la misura non toccherebbe che uno 0,3% dei contribuenti, cioè circa 450 mila persone.

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